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Visualizzazione dei post con l'etichetta Genova

A LANTERNA DE ZENA a cura di Giovanni Gatto

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A LANTERNA DE ZENA La Lanterna è a tutt’oggi, nonostante i vari GPS e computer, un elemento importante della vita di mare per chi solca le acque del Golfo di Genova, coi sui 140 metri e rotti di elevazione sul livello marino e i suoi quasi 50km di visibilità, raggiunti dal suo fascio rotante di luce. Ma per noi Genovesi è soprattutto un elemento di una geografia del cuore e della memoria, e un simbolo di appartenenza a una città-porto e a una antica tradizione marinara. La storia della Lanterna per almeno 500 anni ha coinciso con la storia di Genova, a partire dal 1128 (data ufficiale della costruzione), subito dopo che Genovesi di Guglielmo Embriaco avevano espugnato Gerusalemme, Cesarea, Antiochia e San Giovanni d’Acri, e Genova si stava rapidamente affermando come la Superba Signora dei mari. All’inizio, nel XI secolo o forse anche un po’ prima, dobbiamo immaginare una piccola torre, forse solo un cumulo sopraelevato di pietre, su cui di notte veniva acceso un grande fuoco di sterp...

FANTASMI NEI CARUGGI a cura di Giovanni Gatto

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FANTASMI NEI CARUGGI Se qualcuno ne ha incontrato uno, alzi la mano… o mi scriva in privato, che sono proprio curioso: come diceva Benedetto Croce quando gli capitava di fare gli scongiuri “Io non ci credo, ma non si sa mai…”. Nessuno ha alzato la mano? Eh già, lo immaginavo: non è facile imbattersi nei fantasmi a Genova, anche perché ce ne sono proprio pochi, destinati come sono a campar male in una città pragmatica e mercantile… Tutt’altra storia di quei castelli persi nelle brughiere di Scozia, dove ogni rudere, benché misero, vanta una qualche apparizione spettrale... Ma lasciamo le fredde brume e l’umidità perenne agli incalliti bevitori di thè, e restiamo nella nostra meravigliosa città, piena di sole e di vento. E non disperiamo, che a Genova di fantasmi acclarati e “certificati” da molte apparizioni, ce ne sono almeno 3, e prima o poi, nel nostro girovagare nei caruggi, riusciremo ad incontrarne almeno uno! Cominciamo dal primo, quello di Stefano Raggio, iracondo nobiluomo che ...

I templari a Genova con Giovanni Gatto

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IL RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI a cura di Giovanni Gatto

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IL RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI Al principio del X secolo, Genova, ovvero “Civitas Ianuensis,” era un borgo marinaro in veloce espansione grazie alla sua favorevole posizione geografica “in cima” al golfo ligure, e alla sua conformazione fisica, con la collina di Sarzano a dominare l’insenatura naturale che oggi chiamiamo “porto antico”: una posizione che ne faceva un importante nodo dei commerci marittimi nell’Alto Tirreno. Le impervie vallate degli Appennini Liguri l’avevano riparata dalle grandi orde barbariche che devastarono la nostra Penisola nel IV-VI secolo, e se pure formalmente assoggettata al dominio prima Bizantino, poi Longobardo e infine Carolingio, Genova godeva di una notevole indipendenza sia dal potere laico che dal potere papale, entrambi troppo occupati a litigare su altre questioni, tipo la “Nomina dei Vescovi”, per esempio, che li avrebbe tenuti impegnati almeno per un paio di secoli. Così, nel vuoto di potere della città, si affermarono le famiglie di nobili e...

UN VIDEOGIOCO... “NATO” A GENOVA a cura di Giovanni Gatto

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UN VIDEOGIOCO... “NATO” A GENOVA Uno dei più popolari videogiochi attualmente in circolazione nel mondo, sui PC dei giovanissimi, è ASSASSIN’s CREED, che a partire dal suo lancio, nei primi anni 2000, ha riscosso tanto successo da avere almeno una quindicina di versioni successive ("SEQUEL") ambientate in epoche diverse. Quando io mi sono laureato in ingegneria elettronica correva l’anno 1981 e i primi PC erano appena apparsi sul mercato tra diffidenza sul loro uso e scetticismo sul loro futuro: in altre parole, sono troppo vecchio per i videogiochi in generale e quel che conosco dell’argomento è solo quel che deriva dalle mie letture. Comunque, salvo errori ed omissioni, la storia principale di ASSASSIN’s CREED racconta la lotta tra i CAVALIERI TEMPLARI e una potente SETTA DI ASSASSINI: lotta che si svolge in luoghi e tempi diversi, raccontati attraverso – mi dicono – spettacolari ricostruzioni di “computer graphics”. Pur non avendovi mai giocato, su ASSASSIN’s CREED vi pos...

1547 : IL COLPO DI STATO a cura di Giovanni Gatto

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1547 : IL COLPO DI STATO Ennio Flaiano, grande scrittore e sceneggiatore di magnifici film, disse una volta che in Italia i drammi tendono a finire in grottesche farse. Quando ripenso a questa frase, io non posso che ricordare la terribile CONGIURA DEI FIESCHI che all’inizio del 1547 sconvolse Genova. Immaginate dunque un astuto COSPIRATORE, assetato di vendetta, che prepara la sua rivincita contro il potente signore, che lo ha estromesso dal potere. Chiameremo questi IL PRINCIPE, poiché, pur senza avere cariche ufficiali, egli di fatto governa la città di Genova e guida la REPUBBLICA che ha contribuito a costruire. Il COSPIRATORE, in assoluto segreto, inizia avvicinando e convincendo i parenti e gli amici ad unirsi alla sua impresa e a finanziarla, tesse abilmente, per mesi, le sue nascoste trame, si assicura la protezione di una grande potenza straniera, la Francia, acquista le armi necessarie al colpo di mano e le nasconde nei fondi del suo palazzo, assolda mercenari da fuori e dise...

Genova e le crociate di Giovanni Gatto

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MAINÀ MAI NINTE a cura di Giovanni Gatto

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MAINÀ MAI NINTE “Marinaio, mai niente”: niente, o ben poco, nelle tasche, negli affetti e nelle prospettive di vita. Questo antico proverbio genovese raccontava in tre stringate parole il destino di chi un tempo si metteva per mare, senza certezze su ciò a cui andava incontro e nemmeno su ciò che avrebbe trovato al suo ritorno. Se faceva ritorno. Eppure in una “CITTÀ-PORTO” come era Genova quello del mare era un destino comune, anzi, almeno fino a tutto il secolo XI, era praticamente l’UNICO DESTINO possibile per gli uomini: navigatore-guerriero, talvolta anche pirata, ma soprattutto MARINAIO. In un territorio aspro, riarso dal sole e privo di aree coltivabili, come quello di Genova e della Liguria, l’orizzonte aperto e vasto del mare era una naturale vocazione ma prima di tutto una necessità di sopravvivenza. Se nell’Atlantico spirano con regolarità gli ALISEI, che permisero a Colombo di arrivare alle Americhe e tornare in Europa, il Mediterraneo, al contrario, è mare di venti mutevo...

“POULE ZENEIXI” ovvero PAROLE GENOVESI a cura di Giovanni Gatto

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“POULE ZENEIXI” ovvero PAROLE GENOVESI Qualche giorno fa ho raccontato di come nel dialetto genovese siano entrate nel tempo varie parole arabe e persino turche, ma le contaminazioni non riguardano solo le lingue del vicino oriente. Oggi vi racconto di qualche curiosa parola, talvolta usata ancora oggi pur senza sapere da dove deriva. Cominciamo da una che nessuno usa più ma che ricordo nelle conversazioni tra mio padre e mia nonna: “U BACAN” : il padrone, datore di lavoro o anche, in tempi andati, il comandante della nave. Deriva dal turco BAY KHAN, ovvero “Signore degli uomini”. Presumibilmente è diventata una parola genovese quando si intensificarono i rapporti con l’Oriente Turcofono e l’Impero Ottomano, cioè dal finire del XV secolo in poi. “U GABIBBU” non è solo un grasso mostriciattolo rosso che si agita in TV, e nemmeno un SAMPDORIANO (con buona pace dei Cugini che mi leggono dalla Serie B) ma deriva dall’arabo HABIB, cioè AMICO, ed è entrato nel dialetto genovese in tempi anti...

Il castello di ... Castelletto a cura di Giovanni Gatto

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IL CASTELLO DI… CASTELLETTO Penso di non stupire nessuno di voi se oggi racconto che il nome CASTELLETTO deriva, per questo quartiere, dal fatto che tra l’attuale Piazza Villa e il Belvedere Montaldo, la splendida terrazza sopra il Centro Storico, sorgesse un tempo una fortificazione. Stupirò invece qualcuno dicendo che “U Castêlu” servì assai spesso, nel corso della sua secolare storia, CONTRO I GENOVESI, piuttosto che a loro difesa! Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla sua costruzione, che avvenne intorno al 950, molto probabilmente come ESTREMA DIFESA da possibili assalti dei pirati saraceni. Ho già raccontato, nel RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI, di come la nostra città fosse stata messa a ferro e fuoco nel 935 d.C. dai pirati sbarcati da una potente flotta che aveva eluso la sorveglianza delle nostre galee. In realtà, quello del 935 fu l’assalto più terribile, ma ce ne erano già stati, di meno brutali, nel 931 e nel 932, e ce ne sarebbe stato, in seguito, almeno ancora uno, l’ul...

Genova e le crociate a Genova

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SCIPIONE CICALA, GRANDE AMMIRAGLIO OTTOMANO a cura di Giovanni Gatto

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SCIPIONE CICALA, GRANDE AMMIRAGLIO OTTOMANO Se amate Fabrizio De André, ricorderete di certo l’album CREUZA DE MA’, la sua opera più complessa, cantata in un dialetto ligure che suona ostico e duro, contaminato di cadenze sarde, su suoni mediterranei dal fascino di un arabesco di moschea. Nell'album c’è una bella canzone che si chiama SINÀN CAPUDÀN PASCIÀ (qui su YOUTUBE: https://youtu.be/LnVEAPypT6E), che racconta la storia di un marinaio genovese che da uomo libero si ritrova schiavo, a remare su uno sciabecco turco, e poi di nuovo uomo libero, ricco e potente. De André si era vagamente ispirato ad una storia vera, quella di Scipione Cicala, rampollo di una antica famiglia genovese (il loro palazzo sorge ancora in Piazza dell’Agnello) che neanche ventenne, nel 1560, fu catturato dai pirati ottomani e, condotto in catene a Istanbul, fu costretto a scegliere tra la morte e la conversione all’Islam. Scipione scelse la conversione e assunse il nome di Yusuf Cìgalazade (“Figlio di Cic...

Dante a Genova di Giovanni Gatto

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DANTE A GENOVA Magari era meglio se intitolavo questo pezzo: “Dante a Genova???”, con almeno tre punti interrogativi… Infatti, che il SOMMO POETA, fondatore della lingua italiana, sia mai stato nella nostra città è possibile e forse anche molto probabile, ma non è certo: non ci sono documenti, né lettere, né tracce del suo passaggio. Benissimo! Così posso sbizzarrirmi con la fantasia e raccontare una storia, che poi, magari, tanto fantastica forse non è! Correva l’anno 1311 e sul “Soglio di Pietro” sedeva PAPA CLEMENTE V, le cui chiappe però poggiavano saldamente, non a Roma, bensì su una comoda poltrona, fasciata di pelli di ermellino, in Avignone, sostenuto dal Re di Francia FILIPPO IL BELLO. Lo scettro dell’Impero, che in pura teoria comprendeva Germania e gran parte dell’Italia, era nelle mani di ARRIGO VII DI LUSSEMBURGO, in perenne guerra con i due “Compagni di Merende” francesi, di cui sopra. “E Dante?” chiederete voi…. Dante era stato cacciato da Firenze nel 1302, pena la morte...

LA PRIMA GUERRA BATTERIOLOGICA a cura di Giovanni Gatto

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  LA PRIMA GUERRA BATTERIOLOGICA Quello della guerra batteriologica, un conflitto combattuto a colpi di virus e batteri, è un incubo che, a differenza della bomba atomica, l’Umanità non ha ancora sperimentato… Ma ne siamo proprio sicuri? Io sono solo un cantastorie di Genova Antica, e racconto vicende vere ma anche leggende della nostra città, e quella che vi racconto oggi è la storia forse un po’ romanzata di una “guerra batteriologica” ante-litteram, combattuta, anzi subita dai nostri antenati quasi settecento anni fa. Correva l’anno 1346 e la colonia genovese di Caffa (oggi Fedosia, in Crimea), era assediata da una feroce tribù mongola, arrivata fin lì in una delle tante migrazioni di popoli dell’estremo Est, che a partire dai primi secoli dopo Cristo avevano stravolto il panorama geopolitico dell’Occidente e del Vicino Oriente. Caffa resisteva bene all’assedio, difesa da forti mura e rifornita dal mare grazie alla potente flotta genovese, che aveva base in Galata (oggi Beyoglu,...

Genova clonata a cura di Giovanni Gatto

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  GENOVA CLONATA Se avete avuto la fortuna e il piacere di visitare Istanbul, quasi certamente non vi sarete persi la TORRE DI GALATA, nella parte più antica della collina di Pera, che sorge dall’altro lato del Corno d’Oro rispetto al Palazzo del Sultano. La torre che vediamo oggi l’hanno ricostruita gli Ottomani, secondo i loro gusti, dopo un grande incendio alla fine del 1700, ma originariamente aveva sezione quadrata e fu eretta sui resti di una vecchia torre sempre dai Genovesi, a metà del 1300 quando si insediarono definitivamente in questa zona della grande Costantinopoli o Bisanzio, come si chiamava allora. Quella zona, oggi quartiere di Beyoglu, a quel tempo si chiamava Galata, e oggi c’è ancora una squadra di calcio turca che si chiama Galatasaray, che ha la sua sede proprio lì vicino. A Istanbul io ci sono stato quasi di casa dal 2012 al 2022 e ho avuto modo di girarla in largo e in lungo grazie ai miei “fratelli” turchi: uno di questi mi prestava un suo piccolo appartam...

ITE MALEDICTI AD INFEROS! a cura di Giovanni Gatto

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ITE MALEDICTI AD INFEROS!   “Andate all’inferno, maledetti!”: con questa formula, tratta dal Vangelo di Matteo, una città soleva bandire dai propri confini quei criminali che, pur macchiatisi di infami delitti, per qualche ragione non potevano essere imprigionati o condannati a morte. DI solito ciò accadeva se i criminali erano già scappati (come probabilmente fu per Dante, bandito dalla sua Firenze) o se appartenevano a famiglie troppo potenti. Quest’ultimo fu appunto il caso, sul finire del XIII secolo, di Francesco, membro della potente e ricca famiglia dei GRIMALDI (in un’altra storia abbiamo già incontrato Nicolò Grimaldi, il banchiere più ricco di Genova nel XVI secolo). Francesco era il capo dei Guelfi a Genova e durante uno dei frequenti scontri con i rivali, cercò di appiccare il fuoco alla Cattedrale di San Lorenzo, ai tempi considerata centro del potere laico, saldamente detenuto nelle mani delle famiglie Doria e Spinola, ghibelline. Francesco fu cacciato da Genov...