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Visualizzazione dei post con l'etichetta Carceri

"Antigone, 25 anni di storia italiana visti da dietro le sbarre"

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" Antigone, 25 anni di storia italiana visti da dietro le sbarre " di Susanna Marietti e Valerio Chiola.  (Round Robin Editore) Tre racconti per tre momenti della recente storia d'Italia visti da un osservatorio speciale, un modo per far conoscere la realtà delle carceri nel nostro Paese.   Il contesto in cui i tre episodi del graphic novel prendono vita sono storicamente documentati e la loro ambientazione è assolutamente fedele alla realtà storica, così come è il lavoro di Antigone. Ma i protagonisti scelti per incarnare questi momenti sono immaginari, anche se verosimili perchè ispirati ad esperienze reali. Fa eccezione la storia di Carmelo Musumeci   ( www.carmelomusumeci.com ) ma si vedono anche personaggi realmente esistiti che hanno lottato a fianco di Antigone, come Nadia Bizzotto, volontaria dell'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, insieme a Mauro Palma, Papi Bronzini, Stefano Rodotà, Franco Russo, Massimo Cacciari,...

Le Cayenne italiane. Pianosa e Asinara: il regime di tortuta del 41 bis (a cura di) Pasquale De Feo

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“ Questo libro raccoglie testimonianze di persone che hanno trascorso anni e anni in regime di 41bis. Di cosa si tratta nello specifico capirete dai loro racconti. È cosa che va oltre quanto è possibile immaginare scorrendo le pur inumane restrizioni a cui detenuti in regime di 41 bis sono sottoposti… Ma tanta brutalità non nasce dal nulla. Nei miei lunghi anni di carcerazione ho letto e riletto della storia d’Italia interrogandomi sulle cause delle condizioni del nostro Sud e della gente che lo abita. È  una storia, ho capito, che parte da molto lontano...” Pasquale De Feo   Postfazione di Francesca de Carolis a Le Cayenne italiane . Pianosa e Asinara: il regime di tortuta del 41 bis (a cura di) Pasquale De Feo Ho avuto fra le mani le bozze di questo libro nei giorni degli attentati di Parigi. E di tutto quel che ne è seguito, a proposito di allarmi, emergenze, invocazioni e promesse di misure “speciali”,  annunci di modifiche di ...

Volontariato in carcere

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Art.17 Ordinamento Penitenziario : Partecipazione della comunità esterna all’azione rieducativa. La finalità del reinserimento sociale dei condannati e degli internati deve essere perseguita anche sollecitando ed organizzando la partecipazione di privati e di istituzioni o associazioni pubbliche o private all’azione rieducativa.             Con la riforma del 1975 l’apertura al volontariato nel sistema penitenziario è stata una vera rivoluzione culturale carceraria, che ha dato importanza alla comunità libera nel recupero del detenuto. È stato come se il Legislatore avesse ammesso che il prigioniero può migliorare solo dentro la società e non certo escludendolo totalmente da essa. Credo che le migliaia di persone che ogni giorno entrano in carcere e dedicano la loro energia e il loro tempo ai prigionieri siano la parte più sana della nostra società e, di conseguenza, delle nostre “Patrie Galere”. Ed è grazie a loro che...

Cinque minuti di rumoroso silenzio fra le sbarre

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Il caso di Stefano Cucchi resterà nella nostra memoria, perché quando un ragazzo, anche giustamente condannato, finisce nelle nostre carceri, deve avere la certezza, lui e la famiglia, di essere comunque trattato equamente dalle istituzioni, in modo che possa scontare la propria pena. Per Stefano non è stato così. Un esempio di civiltà e profonda coscienza esce da questo articolo scritto dalla Redazione di Ristretti Orizzonti. Miriam Ballerini   Cinque minuti di rumoroso silenzio fra le sbarre In questi giorni nella Redazione di Ristretti Orizzonti abbiamo scelto di non commentare a caldo la sentenza su Stefano Cucchi perché abbiamo preferito discutere insieme al nostro Direttore Ornella Favero sulla morte tragica di quel ragazzo. E ne è venuto fuori che nessuno di noi voleva la vendetta, la condanna e il carcere per i medici, gli infermieri, gli agenti della polizia penitenziaria o i carabinieri, ma tutti volevamo la verità e la giustizi...

"La situazione delle carceri è gravissima, in gioco l'onore dell'Italia"

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  R imini, 08 Febbraio 2013 Il presidente Napolitano ha affermato: “ La situazione delle carceri è gravissima, in gioco l’onore dell’Italia”. Un appello alle forze politiche che andranno a   governare. C’è la vita da salvare di tante persone con storie precise e spesso vissuti drammatici. In particolare si pensi ai 55 bambini chiusi nelle carceri con le loro madri. Abbiamo parlato con le   alte cariche del ministero della Giustizia dichiarando la nostra disponibilità piena ad accogliere tutte le mamme con i loro figli. Perché non si va avanti ? La Comunità Papa Giovanni XXIII da anni sta portando avanti il progetto CEC (Comunità Educante con i Carcerati)   oltre 300 detenuti ed ex detenuti svolgono percorsi educativi in cui la recidiva si abbassa dal 70% al 10 %. Tale progetto potrebbe in poco tempo con il coinvolgimento della comunità esterna estendersi a 20/30000 detenuti. Anche i costi si potrebbero abbassare di ¼. Tale proposta l’abbiamo ...

Racconto di un clown

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Cinzia Lauria , in arte “Matita” fa parte di una associazione di Clown che va dove c’è bisogno di un sorriso. Una cosa che ci costa davvero poco, ma che sempre più di rado sfiora i nostri visi.   Cinzia è a conoscenza del mio lavoro e del mio impegno continuo col pianeta carcere. Ha voluto farmi avere la relazione di una sua giornata speciale. Miriam Ballerini   Eccola:   In prigione ci vanno i cattivi...??? Sabato scorso Matita è andata nel carcere di Bergamo con i clown della Croce Rossa di Bergamo e con altri gruppi clown di Brugherio e Verona, oltre ai Vip di Bergamo, siamo in 26, ne conosco pochissimi, ci presentiamo con i nomi clown... dopo due secondi al mio solito faccio una gran confusione... no, i nomi non sono proprio il mio forte. Passiamo il cancello lasciando la carta d'identità, poi passiamo un controllo dei bagagli, no: le chiavi, i cellulari, le carte di credito vanno lasciate in macchina, controllano tutto, aprono i caledari...

Un sorriso di morte fra le sbarre

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UN SORRISO DI MORTE FRA LE SBARRE   Coloro che hanno il potere economico e politico possono facilmente   ottenere accesso ai giornalisti e sono accessibili per essi; coloro che non hanno potere diventano più facilmente fonti e non vengano cercati dai giornalisti fino a che le loro azioni non producono eventi notiziabili in quanto moralmente o socialmente negativi (Herbert Gans 1979, p. 81. Cit da Wolf). In questi giorni ho letto che in Italia il suicidio in carcere è venti volte più frequente rispetto all’ambiente non detentivo. Eppure l’articolo ventisette della Costituzione italiana afferma che la funzione della pena è di carattere rieducativo, probabilmente sarà così ma solo per i detenuti che in Italia riescono a rimanere vivi (o per chi non è condannato alla “Pena di Morte Viva”). Sempre in questi giorni sull’ Osservatorio permanente sulle morti in carcere di dicembre 2012 ho letto: -Dal 2001 al 2009 gli Stati Uniti hanno avuto in media di 2 milioni d...

Lezioni in carcere

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  LEZIONI IN CARCERE Il mondo carcerario è un universo vasto, che si compone di molte tessere. Le attività, di qualsiasi genere, sono sempre ben accolte dai detenuti e fanno parte di quel percorso di rieducazione e reinserimento che tanto auspichiamo. Recentemente ho scritto di ergastolo ostativo; spesso il mio scrivere si volge a questo mondo a parte perché si continui a parlarne e a dare voce a chi entra in contatto con le mura del carcere; siano essi detenuti, operatori o volontari. In questo caso volgo la vostra attenzione verso chi entra in carcere per lavoro. Su linkedin, una community di professionisti, ho avuto modo di conoscere Elena Mearini, insegnante di scrittura creativa presso il carcere di San Vittore, a Milano. Le ho posto qualche domanda per ampliare un poco la nostra veduta anche su questo aspetto. Insegni scrittura creativa ai detenuti. Come sei entrata in carcere, tramite un’associazione? N...

Questa è la storia di Biagio: né morto, né vivo, né sano

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Questa è la storia di Biagio:   né morto,   né vivo,   né sano   Mi viene da sorridere quando sento parlare di convegni sulla sanità in carcere, è un sorriso ironico e benevolo al tempo; per vivere e   per stare bene c’è bisogno di amare e di libertà. (Alessandro Bruni) Biagio Campailla, è un giovane “Uomo Ombra” arrestato in giovane età e condannato all’ergastolo ostativo. È arrivato da poco tempo dalla Sardegna, dal lager di Badu Carros, e abbiamo fatto presto amicizia. Tutte le mattine appena ci aprono i cancelli viene a trovarmi nella mia cella, gli faccio il caffè, lo ascolto e provo a confortarlo. Biagio sta male, soffre di una malattia genetica come la sorella che per questa malattia è scomparsa da pochi anni. Soffre di numerosi linfonodi latero-cervicali, di cervicobrachialgia, di ipoastenia sinistra e dell’arteria mammaria interna sinistra che incrocia e impronta il vaso venoso succlavio,   che da 15mmm passa a 6mm con consegue...