Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Note enciclopediche

NON È MAI TROPPO TARDI: I FALSI STORICI a cura di Miriam Ballerini

Immagine
NON È MAI TROPPO TARDI: I FALSI STORICI Ancora oggi è bene riprendere in mano i testi di storia e le varie enciclopedie per distinguere le cose veramente accadute da quelle che ci trasciniamo dietro come verità atte a giustificare il fascismo. In questo articolo vi riporto ben venticinque miti sul fascismo italiano: “ Quando c'era lui i treni arrivavano in orario” . Pare quasi un motto di spirito, ma molte persone lo danno per assodato. In realtà fu un mito propagandistico, perché le ferrovie erano già state migliorate ben prima. “ Con Mussolini non si pagavano le tasse” : non è vero. Oltre a un sistema fiscale già esistente, Mussolini introdusse nuove tasse. “ Mussolini bonificò l'Italia” : in realtà le bonifiche erano già iniziate ben prima, fu la propaganda ad amplificarne la portata. “ Mussolini inventò l'INPS” : questa è la solita cosa che si sente dire spessissimo, ma l'istituto nacque quando il giovane Benito aveva sedici anni. ...

Alain Beaud- il musicista che combatte il Parkinson con l’AI. A cura di Claudio Giuffrida

Immagine
Alain Beaud- il musicista che combatte il Parkinson con l’AI. A cura di Claudio Giuffrida Basta un soffio per far nascere il vento: Un petit caillou rond – Un piccolo sasso rotondo Ho lanciato la mia canzone come si lancia un sasso È affondata senza rumore nel grembo del ruscello Là sotto dormivano già mille pietre in segreto Sogni, utopie, parole che venivano sepolte. Un intero popolo di pensieri tenuti lontano dalla luce del giorno da coloro che impongono il silenzio in nome dei loro discorsi. Sballottata dalle piene, molte stagioni più tardi La mia canzone si è posata sul fondo di un lavatoio Dove Marion strofinava forte i panni del barone Che la faceva sgobbare per dare lustro al suo casato, la giovane donna la sentì, portò via la mia canzone, un piccolo sasso tondo in fondo alla tasca. Tornata al castello, Marion camminava senza rumore Il suo padrone la aspettava, gravato di vino e di notte, lei gridò, ma le mura custodirono il loro segreto. Più lei resisteva, più ...

IL RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI a cura di Giovanni Gatto

Immagine
IL RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI Al principio del X secolo, Genova, ovvero “Civitas Ianuensis,” era un borgo marinaro in veloce espansione grazie alla sua favorevole posizione geografica “in cima” al golfo ligure, e alla sua conformazione fisica, con la collina di Sarzano a dominare l’insenatura naturale che oggi chiamiamo “porto antico”: una posizione che ne faceva un importante nodo dei commerci marittimi nell’Alto Tirreno. Le impervie vallate degli Appennini Liguri l’avevano riparata dalle grandi orde barbariche che devastarono la nostra Penisola nel IV-VI secolo, e se pure formalmente assoggettata al dominio prima Bizantino, poi Longobardo e infine Carolingio, Genova godeva di una notevole indipendenza sia dal potere laico che dal potere papale, entrambi troppo occupati a litigare su altre questioni, tipo la “Nomina dei Vescovi”, per esempio, che li avrebbe tenuti impegnati almeno per un paio di secoli. Così, nel vuoto di potere della città, si affermarono le famiglie di nobili e...

IL NOVECENTO INDUSTRIALE DEL VARESOTTO di Antonio Laurenzano

Immagine
IL NOVECENTO INDUSTRIALE DEL VARESOTTO di Antonio Laurenzano Le vie di una città non servono soltanto a raggiungere una destinazione. Alcune raccontano una storia, ricordano un evento, un personaggio, custodiscono una memoria, indicano simbolicamente una “strada da seguire”. Fagnano Olona da giugno, su proposta dell’Associazione Enrico Dell’Acqua di Busto Arsizio, condivisa con particolare sensibilità dal Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ne possiede una in più: quella dedicata al Cavaliere Giannino Landoni, imprenditore che ha saputo trasformare il talento meccanico, la tenacia e la visione internazionale in una straordinaria esperienza industriale e umana. Non si tratta soltanto di ricordare il fondatore della Meca, azienda che ha portato il meccanotessile italiano sui mercati di decine di Paesi, persino in Cina e nella ex Unione Sovietica, depositando brevetti e contribuendo al prestigio del Made in Ita...

NON È MAI TROPPO TARDI: IL VENTENNIO a cura di Miriam Ballerini

Immagine
NON È MAI TROPPO TARDI: IL VENTENNIO Il secondo pezzo rivolto alla storia lo dedicherei al ventennio fascista. Perché sento dire tante cose inesatte e, molti, ancora oggi si definiscono nostalgici di un periodo che, per loro fortuna, non hanno vissuto. Per chi volesse ulteriormente approfondire l'argomento ci sono molti libri ed enciclopedie che possono colmare le varie lacune. La locuzione “ventennio fascista” indica il periodo in cui il fascismo ha dominato la politica italiana, cioè dal 1922 al 1943. Chi creò tutto questo, lo sappiamo bene, fu Benito Mussolini. Al termine della seconda guerra mondiale, come è ben intuibile, dilagava una profonda crisi economica: c'era disoccupazione, conflitti sociali e paura di una rivoluzione. Così come accade oggi, per alcuni soggetti è facile prendere di pancia le persone, promettere cose impossibili e alimentare uno scontro sociale fra poveri. Nel 1919 Mussolini fondò i “Fasci italiani di combattimento”, che nel 1921 divennero il...

NON È MAI TROPPO TARDI a cura di Miriam Ballerini

Immagine
NON È MAI TROPPO TARDI Alcuni di voi forse la ricorderanno, altri, nati successivamente, magari ne avranno sentito parlare o l'avranno vista nelle teche Rai. Sto parlando della trasmissione “Non è mai troppo tardi” , condotta dal maestro Alberto Manzi. Andò in onda dal 1960 al 1968 e contribuì ad avvicinare alla lettura e alla scrittura moltissime persone adulte che non avevano avuto la possibilità di completare il proprio percorso scolastico. Si stima che siano state circa un milione e mezzo le persone che, anche grazie a quella trasmissione, impararono a leggere e a scrivere. Ma perché parlarne oggi? Perché, a distanza di tanti anni, il tema dell'educazione e della capacità di comprendere ciò che leggiamo è ancora estremamente importante. Viviamo in un'epoca nella quale siamo continuamente bombardati da informazioni, notizie, immagini, titoli e slogan. Saper leggere, oggi, non significa soltanto comprendere le parole di un testo, ma anche riuscire a valutarne il sign...

UN VIDEOGIOCO... “NATO” A GENOVA a cura di Giovanni Gatto

Immagine
UN VIDEOGIOCO... “NATO” A GENOVA Uno dei più popolari videogiochi attualmente in circolazione nel mondo, sui PC dei giovanissimi, è ASSASSIN’s CREED, che a partire dal suo lancio, nei primi anni 2000, ha riscosso tanto successo da avere almeno una quindicina di versioni successive ("SEQUEL") ambientate in epoche diverse. Quando io mi sono laureato in ingegneria elettronica correva l’anno 1981 e i primi PC erano appena apparsi sul mercato tra diffidenza sul loro uso e scetticismo sul loro futuro: in altre parole, sono troppo vecchio per i videogiochi in generale e quel che conosco dell’argomento è solo quel che deriva dalle mie letture. Comunque, salvo errori ed omissioni, la storia principale di ASSASSIN’s CREED racconta la lotta tra i CAVALIERI TEMPLARI e una potente SETTA DI ASSASSINI: lotta che si svolge in luoghi e tempi diversi, raccontati attraverso – mi dicono – spettacolari ricostruzioni di “computer graphics”. Pur non avendovi mai giocato, su ASSASSIN’s CREED vi pos...

VARESE. LE ANTICHE TRADIZIONI POPOLARI A cura di V. Capodiferro

Immagine
                                                                VARESE. LE ANTICHE TRADIZIONI POPOLARI A cura di V. Capodiferro Varese è un’incantevole città che si erge maestosa ai piedi delle Prealpi. Si pone in una locazione centrale tra Milano e la Svizzera, Como e la sponda del Lago Maggiore. Ricca di laghi, orme della glacialità, e di boscosi poggi. Sul lago di Varese: Occhio del cielo, specchio divino, fondo dall’alto, Varese, ti vedo, or gaio e ritto, or triste e chino un riposo presso te mi concedo. Or al nubiloso onnicoprente velo t’inquieti, ora al sereno ti rallegri, onda solitaria che tendi al cielo, dorati riflessi, dolci ritmi pigri. Acciuffo una misertà di piatti sassi, li tiro a danzare sulle tue chiome, si ingarbugliano, affondano lassi, in finali tanghi cadono le some. Ti vedo, o nobile caval...