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Puglia: comincia l'era dell'idrogeno

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di Antonio V. Gelormini Si chiama “ idrometano ”, è una miscela composta dal 70% di metano e dal 30% di idrogeno. Potrà alimentare le auto già omologate a metano (700mila in Italia), debutta in anteprima mondiale in Puglia e rappresenta il primo passo concreto verso la filiera dell’idrogeno pulito, quello ottenuto da sole e vento. Finalmente qualcosa di cui andare orgogliosi. La frontiera dell’idrogeno, ottenuto da fonti rinnovabili, è in Italia. Nel suo tacco, in Puglia, che da oggi potrà ben considerarsi il “tallone di Rifkin ”: lo scienziato economista statunitense, profeta dell’idrogeno e della rivoluzione verde nella produzione di energia. Cinque milioni di euro investiti dal Ministero dell’Ambiente (3 mln.), in un accordo di programma firmato con la Regione Puglia (2 mln.), per la costruzione di una rete di distributori di idrometano. Si partirà dalle cinque province pugliesi, per viaggiare leggeri col carburante regalato dal sole e dal vento. Ma la sfida lanciata dal presidente...

Fiat 500, star tra due millenni

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di Antonio V. Gelormini Il suo arrivo, sulle strade di un’Italia che si apprestava a vivere il boom economico dei famosi anni ’60, fu come l’irrompere sul parterre di Sanremo , all’epoca di Nilla Pizzi , Luciano Taioli e Gino Latilla, della carica entusiasta e rivoluzionaria di Domenico Modugno. Ed è stato ancora la voce dell’italiano più cantato nel mondo a salutare, a Torino, il ritorno atteso della Nuova 500 . Certo la 500 non poteva “Volare”, ma tra un mix di passato, ricordi e futuro è proprio da uno dei paesi più moderni, la Nuova Zelanda, che ci viene rimandato il legame senza tempo tra due amori tipicamente italiani, come il cantante di Polignano a Mare e l’auto cult diventata un’icona. La “Bambina”, la chiamarono laggiù. Ispirando tenerezza e simpatia che la resero popolare, poi, fino in Australia. Le note di “Ciao ciao bambina”, il motivo che la lanciò nel paese dei kiwi, l’hanno salutata nel fantasmagorico scenario preparato sulle rive del Po, per un evento volto a sottolin...

Entroterra, il borgo high tech

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di Antonio V. GELORMINI A Marzio , un piccolo borgo in cima a una montagna del Varesotto, a pochi chilometri dal confine svizzero, 800 metri d’altitudine, indice di inquinamento nullo, tranquillità assoluta e atmosfera quasi irreale, si sono guardati, si sono contati e hanno realizzato d’essere rimasti in 200 abitanti. Tanti anziani, qualche famiglia e pochissimi bambini. Un destino segnato. Ma grazie all’intraprendenza del suo giovane sindaco, il consulente informatico Michele Sartoris , e a quella vena creativa che spunta nei momenti di maggiore disperazione, Marzio potrebbe diventare il primo borgo italiano hi-tech. Un modo come un altro per riacciuffare la vita grazie al computer, al telefono e alla tecnologia pulita. Un accordo con l’ Università Cattaneo di Castellanza prevede l’affidamento al prof. Dipak Pant, docente oriundo del Nepal e titolare della cattedra di Economia sostenibile, di un progetto che possa trasformare il borgo nel paese dal futuro pulito. Dove alta tecnolog...