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NON È MAI TROPPO TARDI: I FALSI STORICI a cura di Miriam Ballerini

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NON È MAI TROPPO TARDI: I FALSI STORICI Ancora oggi è bene riprendere in mano i testi di storia e le varie enciclopedie per distinguere le cose veramente accadute da quelle che ci trasciniamo dietro come verità atte a giustificare il fascismo. In questo articolo vi riporto ben venticinque miti sul fascismo italiano: “ Quando c'era lui i treni arrivavano in orario” . Pare quasi un motto di spirito, ma molte persone lo danno per assodato. In realtà fu un mito propagandistico, perché le ferrovie erano già state migliorate ben prima. “ Con Mussolini non si pagavano le tasse” : non è vero. Oltre a un sistema fiscale già esistente, Mussolini introdusse nuove tasse. “ Mussolini bonificò l'Italia” : in realtà le bonifiche erano già iniziate ben prima, fu la propaganda ad amplificarne la portata. “ Mussolini inventò l'INPS” : questa è la solita cosa che si sente dire spessissimo, ma l'istituto nacque quando il giovane Benito aveva sedici anni. ...

Mercato di rigatterie e anticaglie a Casa Macchi, Morazzone (VA)

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                                            Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano   presenta “TANTE CARE COSE”   il mercato di rigatterie e anticaglie a Casa Macchi, Morazzone (VA)   sabato 12 e domenica 13 settembre 2026, dalle ore 10 alle 18

“MAGATÈI/BURATTINI” DI ENEA BIUMI a cura di Vincenzo Capodiferro

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  “ MAGATÈI/BURATTINI” DI ENEA BIUMI  Una raccolta in bosino ricca di versi pungenti come frecce: una poesia sociale coraggiosa È uscita alle stampe “Magatèi” / “Burattini”, raccolta di poesie in vernacolo bosino di Enea Biumi, editore Punto a capo, Pasturana (AL). Il testo è suddiviso in quattro sezioni. Burattini , Sic transit gloria mundi, Bolle di sapone e Capricci di una clessidra . Questa raccolta, molto intensa, è intrisa di profonde emozioni, di pensieri bollenti. Troviamo qui un Enea, pur nella lingua locale originaria, che quasi teatralmente si presenta come un vate, nel senso classico, almeno quello sognato dall’ultimo D’Annunzio, impegnato nel sociale, una voce dissonante che denunzia l’ingiustizia, l’oppressione. Pare uno di quei libretti dei librettisti ottocenteschi d’Opera. Innanzitutto, dobbiamo sottolineare l’importanza del recupero delle lingue locali, nella fattispecie del dialetto bosino, bandite un tempo dalle aule delle istituzioni scolastiche. L’ital...

Giovani e vincitori a Maccagno (VA)

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Alain Beaud- il musicista che combatte il Parkinson con l’AI. A cura di Claudio Giuffrida

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Alain Beaud- il musicista che combatte il Parkinson con l’AI. A cura di Claudio Giuffrida Basta un soffio per far nascere il vento: Un petit caillou rond – Un piccolo sasso rotondo Ho lanciato la mia canzone come si lancia un sasso È affondata senza rumore nel grembo del ruscello Là sotto dormivano già mille pietre in segreto Sogni, utopie, parole che venivano sepolte. Un intero popolo di pensieri tenuti lontano dalla luce del giorno da coloro che impongono il silenzio in nome dei loro discorsi. Sballottata dalle piene, molte stagioni più tardi La mia canzone si è posata sul fondo di un lavatoio Dove Marion strofinava forte i panni del barone Che la faceva sgobbare per dare lustro al suo casato, la giovane donna la sentì, portò via la mia canzone, un piccolo sasso tondo in fondo alla tasca. Tornata al castello, Marion camminava senza rumore Il suo padrone la aspettava, gravato di vino e di notte, lei gridò, ma le mura custodirono il loro segreto. Più lei resisteva, più ...

IL RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI a cura di Giovanni Gatto

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IL RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI Al principio del X secolo, Genova, ovvero “Civitas Ianuensis,” era un borgo marinaro in veloce espansione grazie alla sua favorevole posizione geografica “in cima” al golfo ligure, e alla sua conformazione fisica, con la collina di Sarzano a dominare l’insenatura naturale che oggi chiamiamo “porto antico”: una posizione che ne faceva un importante nodo dei commerci marittimi nell’Alto Tirreno. Le impervie vallate degli Appennini Liguri l’avevano riparata dalle grandi orde barbariche che devastarono la nostra Penisola nel IV-VI secolo, e se pure formalmente assoggettata al dominio prima Bizantino, poi Longobardo e infine Carolingio, Genova godeva di una notevole indipendenza sia dal potere laico che dal potere papale, entrambi troppo occupati a litigare su altre questioni, tipo la “Nomina dei Vescovi”, per esempio, che li avrebbe tenuti impegnati almeno per un paio di secoli. Così, nel vuoto di potere della città, si affermarono le famiglie di nobili e...

Tela e carta a Salice Terme

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