20 maggio 2022

Cesare Pavese – La luna e i falò – a cura di Marcello Sgarbi


Cesare Pavese
La luna e i falò (Einaudi)

Pagine:174

Formato: Cartonato

ISBN 9788858409596

Cesare Pavese è uno dei più grandi scrittori italiani e uno fra i più rappresentativi di tutto il Novecento. “La luna e i falò”, considerato dal suo autore una “modesta Divina Commedia” e pubblicato nel 1950 - poco prima che si suicidasse in un albergo di Torino - è un capolavoro romanzesco ambientato in Piemonte nel dopoguerra, nei luoghi così cari a Pavese.

Anguilla, l’io narrante, protagonista e personaggio sicuramente autobiografico, torna nelle Langhe alla ricerca delle proprie radici dopo molti anni trascorsi in America. Il suo Virgilio è Nuto: amico d’infanzia, falegname, clarinettista, ma prima di tutto un’anima pura.

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra, c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo”.

I veri acciacchi dell’età sono i rimorsi”.

Gli ignoranti saranno sempre ignoranti, perché la forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente non capisca”.

© Marcello Sgarbi


 

Fede e omosessualità al Salone del libro di Torino

 


Fede e omosessualità saranno protagoniste alla XXXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 21 maggio 2022, alle ore 13, dove per la prima volta l’arena dell'Unione editori e librai cattolici italiani (padiglione 3, stand P132-Q127ospiterà un incontro-dibattuto sul libro “Genitori Fortunati. Vivere da credenti il coming out dei figli LGBT+“, curato da Gianni Geraci e Innocenzo Pontillo per La Tenda di Gionata ed edito dall’editrice cattolica Effatà.


Un testo che raccoglie, nelle sue 144 pagine, accanto alle toccanti testimonianze dei genitori cristiani con figli LGBT+ numerosi contributi ed approfondimenti che vogliono offrire alcune risposte alle tante domande psicologiche, bibliche e teologiche che pone la scoperta dell’omosessualità o della transessualità di una figlia o di un figlio in famiglia o in un comunità cristiana.

Presenterà il volume don Gianluca Carrega, biblista e responsabile della pastorale con le persone omosessuali della diocesi di Torino, che ha curato il capitolo su Bibbia e omosessualità; Damiano Migliorini che ha affrontato il tema dal punto di vista teologico e antropologico; Gianni Geraci che ha curato il volume che ha arricchito con una serie di risorse utili agli operatori pastorali e alle comunità cristiane che vogliono “assicurare un rispettoso accompagnamento” (Amoris Laetitia, n.250) alle famiglie che vivono questa esperienza. Porterà la sua testimonianza anche Michela Munarini, una madre cattolica con un figlio gay della rete 3volteGenitori, la cui storia è stata raccolta nelle pagine del volume.

Nel pomeriggio gli autori del volume, gli operatori pastorali e i genitori cattolici della 3VolteGenitori che hanno contribuito a realizzare i cammini raccontati nel libro, saranno presenti in occasione del firmacopie, dalle ore 16 alle 17, nello stand dell’editrice Effatà (Padiglione 3, stand Q131).

Saranno lì per incontrare e conoscere, per condividere ed ascoltare esperienze. Non mancate perché come afferma nel libro suor Jeannine Gramick  “la risorsa più importante per comprendere l’orientamento e la diversità sessuali è l’amore”.

EVENTI COLLATERALI:

Sabato 21 maggio, dalle 11.30 alle 12, dal Salone internazionale del libro di Torino Radio Beckwith  (Padiglione 3, stand R106 – S105) la trasmissione radiofonica “Voce delle chiese”, in diretta radio e anche video su Facebook, discuterà di “Genitori Fortunati. Vivere da credenti il coming out dei figli LGBT+“ (editrice Effatà, 2022) con Innocenzo Pontillo, uno dei curatori del libro, e con Michela Munarini e Mara Grassi, due madri cristiane con un figlio LGBT che hanno raccontato nel libro cosa accade in una famiglia cristiana quando un figlio fa coming out. 

Fabiola Di Fulvio. Non ho titolo ma esisto 21.5.2022 – 4.09.2022 Museo Villa Pia


Fabiola Di Fulvio. Non ho titolo ma esisto 21.5.2022 – 4.09.2022 Museo Villa Pia, via Cantonale 24, Porza a cura di Tiziana Lotti in collaborazione con Fabiola Di Fulvio

L’artista Fabiola Di Fulvio, ospite negli spazi espositivi della Fondazione d’Arte Erich Lindenberg, presenta in occasione della sua prima mostra monografica in un museo del Ticino, un nucleo di una ventina di opere che comprende installazioni, dipinti, collage e disegni. Attraverso le sue opere sonda la potenzialità del fare arte, combinando all’arte figurativa tradizionale linguaggi multimediali permettendo così di giocare con la percezione, al fine di interrogarsi sul vero e sul verosimile. L’artista infatti, suscita una tensione dissonante di stili ed epoche diverse attraverso un linguaggio ironico e sognante ottenuto attraverso il collage, applicato anche all’impegno dell’esercizio tecnico della pittura e del disegno. Dietro la sfrontatezza di abbinare opere pittoriche che oscillano dal romanticismo all’iperrealismo in stili baroccheggianti, contrapposti ai media tecnologici, ma non solo, anche al collage piatto, lineare e sfacciato sia nel colore che nella serialità, vi è l’atteggiamento disciplinato dell'adempimento tecnico. Perché l’arte, tra immaginario e realtà, come proposta da Fabiola Di Fulvio, custodisce la cifra manuale per sospendere il tempo.

Fabiola Di Fulvio. Non ho titolo ma esisto 21.5.2022 – 4.09.2022 Museo Villa Pia, via Cantonale 24, Porza a cura di Tiziana Lotti in collaborazione con Fabiola Di Fulvio In occasione dell’inaugurazione della mostra, verrà presentata la prima monografia dell’artista pubblicata da edition clandestin, arricchita dai testi critici di Olaf Knellessen e Tiziana Lotti e progettata graficamente da Franziska Burkhardt. I giornalisti possono concordare una visita riservata con la curatrice da giovedì 19 magggio. Si prega di telefonare allo +41 (0)91 940 18 64 / 079 901 10 42 oppure di mandare una mail a carlotta.rossi@fondazionelindenberg.org Inaugurazione Sabato 21 maggio dalle ore 16.30 al Museo Villa Pia, via Cantonale 24, 6948 Porza. Musica a cura di Dj LeMox. Catering a cura di “La Bouganville” di Gandria e con i vini Rovio Ronco SA di Gianfranco Chiesa. Apertura al pubblico Martedì 10-18 Domenica 14-18 Ingresso gratuito Visite guidate per adulti e visite guidate e atelier didattici per le scuole Martedì e domenica su prenotazione e gratuiti Mercoledì giovedì e venerdì su prenotazione 100,00 CHF

Info e prenotazioni +41 (0)91 940 18 64 info@fondazionelindenberg.org


19 maggio 2022

Presentazioni "Come fiori sul ciglio della strada"

 Eccovi le prime presentazioni di "Come fiori sul ciglio della strada", un tour che vedrà susseguirsi diverse date in varie parti d'Italia.


cliccare sulle locandine per ingrandirle


18 maggio 2022

Mario di Gianfranco Galante a cura di Vincenzo Capodiferro

 


MARIO

Un romanzo esistenziale profondo ed innovativo di Gianfranco Galante


«Mario è un entusiasta; un genuino trasportato sulle ali della semplicità. Un autentico, un verace che si concede sempre e spontaneamente. Vive la sua vita ancor, da che era bambino, giorno dopo giorno rimanendo fanciullo; sempre onesto, corretto e simpatico. Con la fantasia applicata ad ogni giorno della sua vita. È ingegnoso, servizievole, educato ed attento a non offendere “l’altro”. Impara in fretta e non ha paura di sperimentare. È la prova, vivente ed evidente, del pensiero filosofico per cui “la curiosità è ciò che manda avanti il mondo». Così esordisce Gianfranco Galante, descrivendo questo emblematico personaggio nel suo ultimo romanzo: “Mario”, uscito per Scriptores nel 2022. È un romanzo esistenziale, incentrato sulla figura di questo personaggio. È un romanzo meditativo, in cui si eleva la riflessione. Quello che si descrive sono i pensieri che si affastellano nella mente del protagonista in una sequenza che ci ricorda le associazioni libere freudiane, in una sorta di sperimentale auto-analisi, quasi sveviana. Ciò che si racconta è il proprio erlebnis, in un flusso vitale continuo, nel riflesso di un fiume eracliteo, ove è difficile ritrovare la posizione dello spettatore e del fiume: entrambi sono risucchiati nel flusso, in un flusso maggiore, come nei paradossi sulla temporalità, derivati dalle riflessioni di Mc-Taggart. Ogni flusso temporale è concentrico rispetto ad un altro: e così all’infinito. Si riflette a specchio sulle onde del mare il contrasto dell’infinito che si contrappone alla terra/finito: naufragar m’è dolce in questo mare: «Mario amava sedersi, ogni tanto, sulla terza panchina in quella bella terrazza a strapiombo sul mare. Era una grande piazza arredata da palme e contornata dalle stesse. I blocchi di marmo, che ne creavano giochi geometrici per terra, la illuminavano con il suo bianco candore. Ed i ciottoli, a corredo, davano quel senso di antico e rustico al tempo stesso. La vista, oltre la poderosa ringhiera, poteva vagare a perdita d’occhio sul mare, sulla curva dell’orizzonte, su per il cielo od in cerca di vele che facessero sognare. Mario sedeva sempre solo». Mario è un dialogo tra l’uomo finito ed infinito che accade in ognuno di noi. In questo dialogo si succedono inquietanti, romantici mutamenti: sturm und drang, sehnsutch, ironia, titanismo. Mario è come il Leopardi che da solo si siede a contemplare la siepe, ed immagina l’infinito. Mario è il “Viandante sul mare di nebbia”. Le emozioni si susseguono come in un turbine. Mario è ognuno di noi. Un nome, solo: Mario. Il nome di “Nessuno”. E come non indagare in questi concisi termini del titolo il tema pirandelliano dell’”Uno, nessuno e centomila”? Tema caro di quella “sicilianità” da cui anche Gianfranco proviene? Tema caro che riflette quell’ambiente contrastante e conflittuale tipico della patria del Verismo? L’uomo-maschera, l’uomo fenomenologico, si sviluppa soprattutto in quei contesti ove la libera espressione della personalità spesso è negata, calpestata. Il tema dei “vinti” lo ritroviamo spesso nella narrativa di Galante, come ad esempio in “La vita pretende dignità”, ed. Macchione, Varese 2021.

Vincenzo Capodiferro

16 maggio 2022

RIFORMA DEL CATASTO, UNA CORSA AD OSTACOLI Di Antonio Laurenzano


RIFORMA DEL CATASTO, UNA CORSA AD OSTACOLI

Di Antonio Laurenzano *

Restyling dai contorni incerti quello sul Catasto, nodo centrale della Legge delega per la Riforma fiscale. Dopo settimane di tensione e minacce di crisi, il faticoso accordo (o compromesso?) raggiunto nella maggioranza di governo rilancia la nuova mappa del fisco che, salvo imprevisti e imboscate parlamentari, dovrebbe essere approvata entro fine giugno, tale da consentire a Palazzo Chigi di lavorare ai decreti delegati, nel rispetto dei tempi fissati dal calendario del Pnrr.

Il nuovo Catasto, superando la strettoia di fine legislatura, scatterà nel 2026. Al di là di slogan e propaganda di alcuni partiti, non presenta grandi novità ai fini di un riequilibrio della tassazione sugli immobili, in particolare per una pressione fiscale sulle abitazioni più equa. Cancellata l’attribuzione esplicita di un “valore patrimoniale” agli immobili, ma sopravvive all’ultima limatura politica l’indicazione di una “rendita catastale ulteriore suscettibile di periodico aggiornamento”, da affiancare a quella già presente nella visura catastale. Questa rendita bis sarà determinata in base ai criteri di mercato previsti dal DPR 138/1998, quello che già consente ai Comuni di aggiornare i parametri catastali, e quindi le tariffe d’estimo, alle mutate condizioni degli immobili, rapportate anche alla revisione delle zone censuarie. In questa ottica, e ai soli fini informativi, per il Fisco sarà sempre possibile accedere ai valori Omi (Osservatorio del mercato immobiliare) che indicano i prezzi di mercato divisi per zone. Tramontata l’ipotesi di un archivio catastale basato sui metri quadrati delle singole unità immobiliari, più aderente alla realtà rispetto al vecchio e controverso criterio dei vani catastali.

Non si passa dunque da un regime catastale a uno patrimoniale basato su valori reali di mercato. Resta cioè l’incongruenza tra le rendite e i valori commerciali. Il Catasto italiano verrà progressivamente aggiornato, ma senza cambiamenti rispetto ai criteri attuali. Le risultanze catastali saranno le uniche utilizzabili per la determinazione della base imponibile dei tributi. Di fatto la riforma del Catasto è “svuotata” e perde ogni efficacia in termini di maggiore gettito previsto. “Si cambia tutto, per non cambiare nulla”: nelle grandi città immobili in zone centrali accatastati come case popolari che pagano meno rispetto ad abitazioni moderne di periferia che hanno rendite aggiornate. L’iniquità resta. Di certo arriverà una rinnovata caccia alle “case fantasma”, con una semplificazione delle comunicazioni e delle azioni di accertamento ai fini dei controlli sul territorio da parte degli enti locali. Il maggiore gettito scovato dall’evasione potrà essere utilizzato per ridurre le imposte sugli immobili regolari dello stesso Comune, in primis l’Imu. L’Agenzia delle Entrate ritiene che attualmente ci siano oltre 1,2 milioni di unità immobiliari urbane non censite in Catasto, senza contare i terreni edificabili classificati come agricoli. Una situazione fortemente critica che genera un’evasione fiscale delle imposte immobiliari di circa 6 miliardi di euro.

La mappatura degli immobili, e dunque la rilevazione dei beni non censiti, rappresenta il primo passaggio per il Catasto del futuro: l’obiettivo resta quello di dotare l’Agenzia delle Entrate di strumenti in grado di facilitare e accelerare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso, ovvero la categoria catastale attribuita. Le abitazioni sono suddivise in categorie e classi che riflettono ancora la situazione di quando la rendita è stata attribuita senza tenere conto di eventuali migliorie intervenute nel tempo. Basti pensare che 3,5 milioni di edifici residenziali tuttora esistenti sono stati costruiti prima del 1940 e la maggior parte ha subito importanti opere di riqualificazione. Ruderi diventati case di lusso, ville con piscina.

Considerando che l’ultima revisione importante del sistema di rilevazione catastale risale al biennio 1988-89, in previsione dell’arrivo dell’Ici, e i valori utilizzati sono gli stessi da 32 anni, nonostante i numerosi tentativi di revisione, risulta evidente che si tratta di un sistema di tassazione ormai distante dalla realtà, in cui è presente una grande disparità tra valore imponibile e valore di mercato, con grave ripercussione sulle entrate tributarie. Interessante a riguardo l’indagine conoscitiva svolta dal Corriere della Sera nel 2021: è stato messo a confronto il prezzo medio a metro quadrato di vendita rilevato dai rogiti dell’anno precedente e il valore medio delle rendite catastali. La differenza tra prezzo di mercato e valore fiscale è risultata a Milano del 174%, a Roma del 56%, a Napoli del 108% e a Torino del 46%.

Grande attesa dunque per l’ “operazione verità”. Ma sarà davvero il primo passo per migliorare l’equità del nostro sistema fiscale e rendere più trasparente la tassazione immobiliare? La tanto agognata riforma fiscale vedrà mai la luce? La sfida del futuro dovrà passare attraverso la riduzione del debito: la spesa pubblica non è una coperta che si può sempre allungare. Fare politica significa scegliere: quali obiettivi perseguire, quale sviluppo socio-economico promuovere, quali strumenti finanziari attivare per coprire le spese. Al Governo Draghi la “mission impossible” di conciliare progetti di crescita e realtà di bilancio per un Fisco in sintonia con i principi di solidarietà, equità e capacità contributiva sanciti dalla Costituzione.

*Tributarista


 

“Dislesia… ah no scusa, Dislessia” - Anna Rosa Confuorti Di Marco Salvario

 Dislesia… ah no scusa, Dislessia” - Anna Rosa Confuorti

Di Marco Salvario


Il libro “Dislesia… ah no scusa, Dislessia” è stato scritto da Anna Rosa Confuorti nel 2015. L'autrice, allora diciottenne, ha incontrato per un progetto sociale di divulgazione sedici ragazzi tra i dodici e i ventitré anni, affetti come lei da dislessia, un disturbo della lettura che rende difficile la concentrazione e l'apprendimento.

Le interviste non hanno reticenze o forzature, diventano subito confronto, ricerca di soluzioni, sfogo e confessione. Sorprende quanto questi ragazzi siano consapevoli di se stessi, nelle debolezze e nei punti di forza, e dei limiti della società in cui vivono; soprattutto, è il sistema educativo a venire messo in discussione, per le sue lentezze e rigidità.

Le domande all'inizio sono simili: Quando hai scoperto di essere dislessico? Quali sono i tuoi problemi? Come reagisce la tua famiglia? I compagni di scuola ti aiutano?

Le risposte cambiano, perché è diverso il carattere, l'ambiente, il livello del disagio.

Molti ragazzi mi hanno sorpreso per orgoglio, dignità, fiducia nel futuro; altri soffrono, si considerano emarginati, disprezzati e inferiori. Lo scopo del libro è di restituire a tutti coraggio e motivazione, e di pretendere per le loro fatiche, rispetto e aiuto.

Le ultime pagine, quasi un'appendice, riportano brevi interviste a insegnanti, genitori, assistenti e medici.

Sono due milioni gli studenti nella scuola italiana che soffrono di disturbi specifici dell'apprendimento e la dislessia è solo una delle forme. La dislessia non è una malattia, i suoi problemi possono essere superati o almeno ridotti utilizzando metodologie di studio appropriate, non sempre accettate dagli insegnanti o dagli stessi compagni di classe.


La scrittura agile e lo stile vivace rendono facile la lettura di queste 173 pagine formato pdf, che possono essere scaricate gratuitamente, accedendo al sito internet:

https://dislesia.wordpress.com

Cesare Pavese – La luna e i falò – a cura di Marcello Sgarbi

Cesare Pavese – La luna e i falò – (Einaudi) Pagine:174 Formato: Cartonato ISBN 9788858409596 Cesare Pavese è uno dei più grandi scr...