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Ungaretti: il deserto, la memoria e la carne

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di Augusto da San Buono Si vanno già preparando, per il prossimo anno, le celebrazioni del centoventesimo anniversario dalla nascita di Giuseppe Ungaretti, in particolare a Lucca che gli conferì la cittadinanza onoraria per i suoi settant’anni e in genere nella lucchesia (“a casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di quei posti”, posti che vedrà per la prima volta a trentun’anni suonati: “In queste mura non ci si sta che di passaggio. Qui la meta è partire”) dove erano nati i suoi genitori emigranti, il padre Antonio, di San Concordio, che morì, a soli ventotto anni per una forma di idropisia contratta zappando il fango del mar Rosso, “senza più un urlo, quando non gli rimaneva neanche quella forza”; la madre, Maria Lunardini, di Sant’Alessio, una contadina analfabeta umile coraggiosa e forte, piena di energia e concretezza che seppe far fronte alla drammatica situazione, gestendo da sola il forno che Antonio aveva aperto nel loro quartiere di Aless...