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Visualizzazione dei post con l'etichetta Personaggi

Edith Piaf a cura di Marcello De Santis

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EDITH PIAF l'oiseau de Paris di   marcello de santis Edith Piaf, Parigi 1915 - Grasse 1963 L'oiseau de Paris, l'uccellino, il passerotto di Parigi quella sera si esibiva in uno dei tanti cabaret che avevano reso caratteristica e famosa la città della Senna, era al Club des Cinq, il Club dei Cinque,  a Montmartre. Tra gli avventori seduto a un tavolo d'angolo c'era un bel ragazzo, conobbe il suo nome quando ebbero modo di si avvicinarsi: Marcel.   Glielo presentarono, o si presentò lui stesso con la simpatica faccia tosta, non sappiamo bene, e parlarono, là per là la cosa finì lì; almeno per quella sera; in cui lei piccolina ma elegante nel suo solito amatissimo abito nero e lui molto apparente nel suo vestito stretto a mettere in mostra la sua figura di atleta. Quando si rividero in America di lì a qualche tempo, s'innamorarono. Il passerotto di Parigi aveva poco più di trent'anni; era il 1948. Ma come erano diversi, come lontane le loro personalità, il lor...

"Dalle ferite al perdono": con Agnese Moro alla Pieve di Romena

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Dal sito della Fraternità di Romena riportiamo il resoconto della bellissima giornata alla Pieve di Romena, di domenica 22 Aprile 2012.         Ha raccontato di suo padre, dei giorni bui del rapimento e dell’uccisione, del macigno calato nella sua vita dopo la sua morte. Ma ha anche trasmesso la voglia di andare oltre il rancore, la voglia di vendetta, il bisogno cristiano di “amare i nemici” testimoniato dall’incontro, avvenuto un anno fa, con Franco Bonisoli, uno dei rapitori di suo padre. E’ cominciato con un toccante faccia a faccia con Agnese Moro, terzogenita del grande statista ucciso dalle Br, l’incontro “Dalle ferite al perdono” organizzato dalla Fraternità di Romena insieme alla associazione comunità Papa Giovanni XXIII. La testimonianza di Agnese ha permesso di toccare in profondità parole delicate come verità, giustizia, riconciliazione e di approdare così al cuore dell’incontro: e cioè a far conoscere la storia di Carmelo Musumeci, un uom...

Alain di Solminihac

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Grande riformatore religioso, amato da Richelieu e da San Francesco di Sales   Alain di Solminihac nasce il 25 novembre 1593 da nobile famiglia nella Francia meridionale, presso il castello di Belet, nel circondario di Périgueux. Qui trascorre la sua giovinezza. Desiderava entrare nei Cavalieri di Malta, ma suo zio, Arnaldo di Solminihac, essendo abate del monastero di Chancelade, dell’ordine degli Agostiniani, lo esorta ad entrare nella famosa abbazia del centro francese. Dopo un anno di noviziato, il 28 luglio dell'anno 1616, emette la professione religiosa. Alain si dedica allo studio della filosofia e della teologia a Parigi, dove ha occasione di conoscere e stringere amicizia, tra gli altri, con S. Vincenzo de Paoli e Carlo Faure. Conosce San Francesco di Sales , che diviene suo amico ed estimatore. Alain è ordinato sacerdote il 22 settembre 1618. Dopo quattro anni di soggiorno impegnativo a Parigi, nel settembre del 1622, riceve la benedizione abbaziale. Nel 1623 Alai...

Don Felipe: fondatore di antiche repubbliche

La storia meravigliosa di Filippo Gagliardi, benefattore ed imprenditore degli anni ‘50 Filippo Gagliardi chi era costui? Con manzoniana memoria ci chiediamo. Forse ancora qualche canuto lo ricorda a Montesano, il suo paese di origine. Qualcuno risponde con orgoglio, qualche altro con invidia. Come ha potuto il povero figlio di un mugnaio diventare un uomo ricchissimo? Sul magnate italo-americano Felice de Martino ha scritto un libro: La Repubblica dei gigli bianchi , edito da Pironti, a Napoli nel 1995. Riprendiamo alcuni passaggi per capire questa storia meravigliosa e leggendaria di un personaggio che dal nulla fece fortuna in America e ritornò in Italia ove fondò una repubblica indipendente e secessionista a Montesano: la “Repubblica”, appunto, dei “gigli bianchi”. Proprio in quegli anni nei nostri paesi il giglio bianco era diventato un simbolo di libertà, di indipendenza e di democrazia. Lo dimostrano le numerose liste civiche che adottarono il giglio alle elezioni, fior...

Vita e spirito di Francesco d'Assisi

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Piccolo viaggio nella letteratura italiana Io credo che lo spirito vada cercato all'asciutto e dunque, a dire a verità, non mi piace molto l'ampollosità e la ridondanza delle agiografie. Nel caso di Francesco d'Assisi non è tuttavia possibile fare a meno di queste ultime; ne contiamo nel Duecento almeno tre tra le maggiori in lingua latina, oltre ai trecenteschi Fioretti in volgare che hanno uno scarso valore storico. Esse sono necessarie per descrivere, tra mito e realtà, la vita di un uomo che davvero ebbe ben poco a che fare con questo mondo. Letterariamente ci sarebbe dunque non molto da dire, ma se vogliamo sostenere che la letteratura è una madre che nutre chi legge allora parliamo di Giovanni di Pietro di Bernardone non per il letterato che certamente non fu, bensì piuttosto per l'ispirazione letteraria che diede ai suoi, ad esempio a Jacopone da Todi , e che continua a dare oggi a coloro che hanno a cuore lo spirito. Giovanni nasce ad Ass...

La poetica di Carlo Antonio Gianinazzi

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LA POETICA DI CARLO ANTONIO GIANINAZZI Carlo Antonio Gianinazzi è nato a Lugano nel 1936. Nel settembre del 1976 diede alle stampe il suo primo libro di componimenti poetici “Fiori di ghiaccio”, che ottenne un buon risultato da parte della critica ed un sentito plauso del pubblico. In un concorso di poesia a Roma nel 1971 si distinse tra i primi sette finalisti. Di lui scrisse Francesco Chiesa nel 1972: «Le sue poesie rivelano un animo gentile ed aperto alle belle armonie». Ed è vero, basti leggere “Nell’ora dei ritorni”, edito da “La voce di Castagnola” a Busto Arsizio nel 1978, un secondo taccuino di appunti preziosi che andava dal 1976 al 1978. Sono anni particolari, animati da speranze ed attese e da turbini e incresciosi mutamenti storici, sociali e politici. E, come scrisse Giuliano Albani del nostro, il suo giorno dopo giorni diventa il nostro, perché lo specchio che Gianinazzi ci offre è terso, privo di incrinature. Neppure quel velo di malinconia che avvolge tutta la...

Laurea honoris causa a Evandro Agazzi

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L’UNIVERSITÀ INSUBRICA DI VARESE CONFERISCE UNA LAUREA HONORIS CAUSA AL FILOSOFO EVANDRO AGAZZI Dalle sentite parole della “Laudatio Agazzi” del prof. Fabio Minazzi, ordinario di Filosfia all’Ateneo varesino   L'università dell'Insubria di Varese ha conferito la Laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione al filosofo Evandro Agazzi. La celebrazione si è tenuta il 21 settembre nella sede storica dell’ateneo varesino. È intervenuto per   il saluto il rettore Renzo Dionigi ,   il Preside della Facoltà di Scienze per la lettura delle motivazioni e il professor Fabio Minazzi con la "Laudatio" di Evandro Agazzi. L’Agazzi ha tenuto una lectio doctoralis dal titolo " Verso il futuro: un progetto dentro una speranza ". La riflessione sulla filosofia di Agazzi è proseguita poi in un importante convegno a Villa Toeplitz. Abbiamo riportato alcuni passi rappresentativi della “Laudatio Agazzi” del prof. Fabio Minazzi, la quale per la sua profon...

Un ricordo di Padre Filippo Catalano

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UN RICORDO DI P. FILIPPO CATALANO Padre filosofo e teologo, cappuccino di Salerno Conoscemmo Padre Filippo nella nostra breve esperienza di lavoro nell’Archivio dei frati cappuccini a Salerno negli anni ’90. Fu per noi subito un’illuminazione di un faro che da lontano promana la sua luce, rischiaratrice di passi, guida delle menti, quel semplice frate, ma di una geniale preparazione, filosofo e teologo. Ma chi è questo manzoniano frate Cristoforo? Padre Filippo Gesù da Controne, al secolo Aldo Catalano,è nato nell’omonimo paese cilentano, ai piedi degli Alburni, nel 1928. Si è laureato in sacra teologia nel 1956 presso la Pontificia Università De Propaganda Fide, nonché in Lettere moderne presso l’Università del Sacro Cuore di Milano nel 1961. Quel fine intelletto non era passato inosservato ai suoi insigni docenti. Conserviamo ancora con affetto una copia di una lettera dell’illustre Billanovich al P. provinciale dei cappuccini: «Corso Magenta, 43 14-X-1970. Molto Rev. P....

Poesia in Salento: Maria Pia Romano e la settima stella

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di Augusto da San Buono Un testamento liquido. Chi è Maria Pia Romano? E’ presto detto. “Un’innamorata del silenzio/ che scrive storie di pelle e di mare”. L’ immagine che ho di lei è quella di una ragazza salentina intelligente, bella, colta , piena di vitalità, sportiva ( una sub vera e propria con tanto di brevetto, una sirenetta, di quelle che “possono amare solo ciò che scorre” ) , con un neo veneziano sulla guancia sinistra e lunghissime ciglia nere ( “Ho ciglia lunghe per dissetarmi d’ombra”) sotto uno sguardo di velluto , sognante , che scivola sulle cose invisibili , che crea le cose che nascono dal nulla , dalla trasparenza degli atomi , “dai granelli di polvere che turbinano in un raggio di sole in una stanza buia” . E’ una che scrive da molti anni, da sempre. Scrive per professione ( è giornalista), ma anche per diletto, per vocazione, per dannazione. Scrive ogni giorno che ha fatto Dio , per celebrare un rito , per farsi un ‘anima , o un supplemento d’anima . E scrive di m...

Antonio Leonardo Verri, pensionante dei Saraceni

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di Augusto da San Buono Premessa …Ed ad un certo punto , in quel Salento addormentato, decentrato, periferico, pieno di sogni polverosi , dove mai nulla accadeva se non quel continuo fisso battito verso i cieli , in quel Salento vedovo dell’orfismo del conte Comi di Lucugnano , travestito da Giovanni Della Croce ; vedovo del lirismo surreal-ermetico barocco spagnolo di Bodini e del simbolismo raffinato di Pagano, geniale raccoglitore di gatti neri e cicche metafisiche (“non si può fare a meno dei sognatori, o dei conoscitori della volta del cielo, come non si può fare a meno dei librai e dei barboni”) , alla fine degli anni ’70 apparve un nuovo profeta , il Pensionante de’ Saraceni , un contadino di Caprarica di Lecce, alto, barbuto, con un occhio strabico e dall’eloquio incespicante. Era anche lui un irregolare , un maledetto, uno di quei “giocatori da superbisca” con la stecca , il gessetto e la sigaretta tra le labbra , sempre ai limiti del crollo nervoso, “ma disposto a giocars...