L' IMPEGNO E IL SILENZIO DI ANGELO IVAN LEONE
L' IMPEGNO E IL SILENZIO DI ANGELO IVAN LEONE La strage di Capaci si commemora in questa mesta giornata di fine primavera. In questo triste giorno, che viene a cadere in uno dei periodi più neri che il Paese abbia mai attraversato, vorremo chiedere alla classe politica di fare silenzio. Fare silenzio piuttosto che rendere come hanno reso Giovanni Falcone e Paolo Borsellino una specie di feticcio, di totem e di eroi alla memoria. Questo silenzio servirebbe molto di più rispetto alla conformistica e nauseante apologia che va in scena tutti gli anni. Fare silenzio perché in molti che adesso commemorano questi due giudici da morti, devono, o almeno dovrebbero, vergognarsi di averli lasciati soli da vivi. Falcone sapeva perfettamente cosa significasse questa solitudine. Fu, infatti, proprio lui a confessare, con disarmante sincerità, alla giornalista Marcelle Padovani che quel silenzio non era altro che la morte. "Si muore generalmente perché si è soli". Vero e altrett...