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William Morris, il socialista che sognava la bellezza a cura di Marco Salvario

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William Morris, il socialista che sognava la bellezza «È giusto e necessario che tutti gli uomini svolgano un lavoro che valga la pena di essere fatto e che sia piacevole da fare (…) e non diventi fonte di stress e noia.» Avrei potuto presentare William Morris partendo dai suoi molti interessi o dalle sue numerose opere, invece ho preferito invece iniziare da questa frase, tratta dalla conferenza ' Art and Socialism' , tenuta da lui e pubblicata nel 1884. In poche righe Morris esprime la sua idea di una società nuova, fondata non soltanto sulla giustizia economica, ma anche sulla dignità e sulla gioia del lavoro. Davanti ai suoi occhi cresce una Londra profondamente divisa: da una parte una borghesia industriale e commerciale sempre più ricca, dall'altra una classe operaia priva di diritti, sfruttata e costretta a lottare ogni giorno per ottenere un salario sufficiente alla sopravvivenza. Uomo sensibile e innovatore, Morris combatte spesso contro i mulini a vento e tra ...

La Bomba - Industrializzazione delle scienza e sterminio atomico di Franco Palumberi a cura di Marco Salvario

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La Bomba - Industrializzazione delle scienza e sterminio atomico La BOMBA Industrializzazione delle scienza e sterminio atomico Franco Palumberi Edizioni LOTTA COMUNISTA ISBN 9788855040723 € 20 - Pagine 380 - 2026 Da qualche tempo, quasi plagiato da un giovane amico che crede con assoluta convinzione nella causa marxista-leninista e le dedica tempo, energie e risorse in un volontariato insieme ingenuo ed eroico, mi sono ritrovato a curiosare in un mondo che mi è sempre stato estraneo. Nella mia libreria già fin troppo affollata, sono comparsi nuovi volumi che suscitano qualche sguardo sospettoso tra le mie consolidate conoscenze “borghesi”. Del resto, se davvero dovesse arrivare quella rivoluzione proletaria che il mio giovane amico attende con fiducia (e in cui io proprio non riesco a credere), temo che tra i “destinati alla soppressione” potrei esserci anch’io. Lo dico sorridendo, ma non troppo. Premesso questo, devo riconoscere c he Lotta Comunista , com e realtà politi...

Àprile Festival. Quando l’arte entra nelle case a cura di Marco Salvario

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  Àprile Festival. Quando l’arte entra nelle case Si è svolta a Torino la terza edizione dell’ Àprile Festival . È bene chiarirlo subito: non “Aprile” come il mese - anche se il legame è evidente, visto che l’evento si è tenuto dal 10 al 12 aprile - ma Àprile dal verbo aprire . Aprire le case all’arte. Un'iniziativa c he ha coinvolto otto location “ che aprono le loro porte per diventare palcoscenici d'arte, musica e performance ”. “ Àprile, Case per l’arte” si accompagna a un manifesto molto interessante, pubblicato sul sito ufficiale del festival, che inizia con un’affermazione forte: “ CREDIAMO nel ruolo dell'arte di intercettare la VOCE DEL NOSTRO TEMPO e INTENDIAMO lavorare con chiunque abbia qualcosa di urgente da comunicare ”. Seguono dichiarazioni di intenti che meritano attenzione: l’idea che le case possano diventare centri culturali indipendenti , che sia necessario fare rete per non disperdere energie, che l’arte possa essere un’esperienza collettiva, conc...

Sabato, Domenica e una studentessa – Il secondo album dei Puah a cura di Marco Salvario

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Sabato, Domenica e una studentessa – Il secondo album dei Puah Lei, trappita dalla luce di un display Si muove come fosse in un replay La vita con i sogni cambierei Qua, seduta ai bordi di questa città La ribellione l'accompagnerà In tutto quello che non accadrà Nel panorama dinamico e vitale della produzione musicale indipendente, capita di imbattersi in validi progetti che non cercano tanto effetti grandiosi e spettacolari, quanto la costruzione di una piccola storia che sappia essere vera ed arrivare al cuore. È il caso di “ Sabato, Domenica e una studentessa” , nuovo lavoro pubblicato sotto il nome di PUAH ( Piccola Unità Anti Hi-Fi ) , progetto ideato e gestito da Alessandro Pagani. Pagani è un artista fiorentino nato nel 1964 “in un nebbioso sabato” e si è formato nella dura gavetta dell'underground degli anni '80, facendo parte di vari gruppi: “ Stropharia Merdaria” , “ Parce Qu'Il Est Triste” , “ Hypersonics” , “ Subterraneans” , “ ...

'Deserti fertili' e il sogno trasparente di Gabriella Giardi a cura di Marco Salvario

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  'Deserti fertili' e il sogno trasparente di Gabriella Giardi Un salto nel passato. Il Museo MIIT di Torino ha ospitato dal 31 maggio al 14 giugno 2025, l'interessante mostra Deserti fertili. L'evento è nato dalla collaborazione con Italia Arte e con CreativelifeStyle , evoluzione dell'associazione culturale Ossimoro , e ha riunito ventuno artisti capaci di offrire un contributo intenso e convincente. I diversi stili, le molteplici sensibilità e le variegate esperienze riescono a comporsi in un messaggio coerente e armonico. Mi prendo la libertà - un po' sgradevole - di scomporre la mostra e di soffermarmi sulle opere di Gabriella Giardi , ma prima voglio spendere qualche parola su alcuni degli altri artisti. Marina Comerio, con i suoi calchi in gesso su tela, affronta in modo incisivo il rapporto faticoso e doloroso tra artista e materia. Il gesto che erompe dal silenzio, dal vuoto, dalla bianca assenza, e diventa creazione. Il mistero della nascita de...

Antonio Palmisani. Materia, ferita, pulsazione a cura di Marco Salvario

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  Antonio Palmisani. Materia, ferita, pulsazione Nato a Monopoli (Bari) nel 1956, Antonio Palmisani vive e lavora da molti anni a Torino, dove svolge con grande passione una ricerca pittorica intensa, coerente e radicale. Autodidatta, ha scelto una strada lontana da ogni compiacimento decorativo: la sua è una pittura che non cerca consenso immediato, ma contatto, urto, presenza. Il suo linguaggio è quello di un astrattismo fisico e passionale , in cui il colore non è mai superficie ma corpo. Le tele n on si limitano a essere viste: sembrano chiedere di essere possed ute con lo sguardo , toccate. I materiali sono densi, stratificati, spesso colanti; il gesto creatore f orse non è raffinato ma è necessario. In molti lavori il colore scorre, si rapprende come lava o come sangue, trasforma la tela in un campo di tensione continua. Palmisan i interpreta l’arte come distacco da un passato in un modo inteso non come rifiuto, ma come liberazione : quello che conta non è la citazione...

Cornici d’anima: l’ebanisteria sentimentale di UnMoro a cura di Marco Salvario

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  Cornici d’anima: l’ebanisteria sentimentale di UnMoro L'ebanisteria – ebanistica è termine improprio – è stata sempre considerata un’arte minore, relegata tra le attività dell’artigianato, più vicina alla manualità del falegname che all’estro dell’artista. Eppure ha dato vita a autentici capolavori, soprattutto in epoche in cui la cura per il dettaglio e la qualità dei materiali erano centrali. Una delle corti dove questa disciplina fu maggiormente valorizzata è stata quella sabauda del XVIII secolo, con un maestro come Pietro Piffetti, “primo ebanista del Re”, capace di trasformare il legno in lussuosa poesia. Ma chi è davvero l'ebanista? Non un semplice falegname esperto, bensì un creatore dotato di gusto estetico, sensibilità materica e competenze tecniche raffinate, capace di far dialogare le essenze pregiate - come l'ebano - con l’anima del tempo. Oggi, più che inventare, molti ebanisti si trovano a dovere conservare e ricostruire: sono restauratori che cercano di...

Silenzi, sentieri, scatti: la fotografia secondo Aldo Colnago a cura di Marco Salvario

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  Silenzi, sentieri, scatti: la fotografia secondo Aldo Colnago Fotografo nato nel 1959 a Lonate Pozzolo, comune in provincia di Varese noto anche per il trecentesco monastero di San Michele, Aldo Colnago vive e lavora da oltre trent’anni ad Appiano Gentile , dove è stato a lungo presidente del Gruppo Fotografico Autoscatto . Appassionato divulgatore, ha tenuto corsi base di fotografia naturalistica e ha partecipato con le sue immagini a numerose mostre ed eventi, ricevendo premi e riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Molte riviste specializzate hanno pubblicato i suoi scatti, riconoscendone il valore tecnico e artistico. Convinto collaboratore del WWF di Como , Colnago ha sempre dimostrato una sensibilità particolare per la natura, unita a un'intelligenza sensibile e rispettosa. Il suo sguardo è rivolto alla bellezza autentica e genuina: quella dei borghi antichi , delle vallate incontaminate , dei cieli immensi , dei laghi silenziosi , delle paludi misteriose , degli...

Tomyris, la regina che uccise Ciro il Grande a cura di Marco Salvario

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  Tomyris, la regina che uccise Ciro il Grande Nel VI secolo a.C., Ciro II di Persia costruisce uno dei più vasti imperi dell’antichità. Lo fa per merito della disciplina ferrea del suo esercito di cui fa parte il corpo d’élite dei diecimila “Immortali”, per l’abilità dei suoi generali e con una politica sorprendentemente illuminata: rispetto per i popoli conquistati, libertà di culto, tolleranza verso le tradizioni locali. Con diplomazia e forza alternati alla saggezza, Ciro divide e sconfigge i ne mici uno per volta , allarg ando sempre più il suo dominio. Raggiunti i sessant’anni, età venerabile per l’epoca, il “re dei re” non ha alcuna intenzione di fermar si. Attorno al 530 a.C. rivolge lo sguardo a nord-est, verso i territori vasti e selvaggi della Scitia , e decide di sottomettere i Massageti, una popolazione nomade che viveva nelle steppe dell’Asia centrale. Secondo Erodoto, i Massageti erano un popolo fiero e indomito. Combattevano a cavallo, armati di archi, giavellott...