“ MATERIA PRIMA” ANDREA TRISCIUZZI a cura di Maria Marchesi “Il vero materialista, più scende nella materia, più esalta la spiritualità.” (Georges Braque) Nel 2013, per Andrea Trisciuzzi la materia smette di costituire un mezzo, per diventare un caposaldo esistenziale: perdendo l'uso della vista, affidarsi alla concretezza diventa, infatti, una necessità. Nel momento in cui molte certezze si frangono, inoltre, interviene un’ennesima frammentazione: venendo meno importanti riferimenti, che lo avevano guidato in passato, la sua personalità, motivatamente destabilizzata, si frantuma. Così, l’autore romano affronta il buio abisso dalla paura e dell’incertezza… Gli occhi, che lo avevano guidato in gran parte delle scelte, e personali e artistiche, non contribuiscono più ad equilibrare i suoi passi; dopo il comprensibile smarrimento, però, l’artista affina, in maniera spontanea, i rimanenti sensi e, in particolar modo, il tatto. Le palme ricercano, si feriscono… le dita centel...