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Antonio Leonardo Verri, pensionante dei Saraceni

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di Augusto da San Buono Premessa …Ed ad un certo punto , in quel Salento addormentato, decentrato, periferico, pieno di sogni polverosi , dove mai nulla accadeva se non quel continuo fisso battito verso i cieli , in quel Salento vedovo dell’orfismo del conte Comi di Lucugnano , travestito da Giovanni Della Croce ; vedovo del lirismo surreal-ermetico barocco spagnolo di Bodini e del simbolismo raffinato di Pagano, geniale raccoglitore di gatti neri e cicche metafisiche (“non si può fare a meno dei sognatori, o dei conoscitori della volta del cielo, come non si può fare a meno dei librai e dei barboni”) , alla fine degli anni ’70 apparve un nuovo profeta , il Pensionante de’ Saraceni , un contadino di Caprarica di Lecce, alto, barbuto, con un occhio strabico e dall’eloquio incespicante. Era anche lui un irregolare , un maledetto, uno di quei “giocatori da superbisca” con la stecca , il gessetto e la sigaretta tra le labbra , sempre ai limiti del crollo nervoso, “ma disposto a giocars...