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Gli intellettuali e la prosa in età comunale

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Monumento a Cangrande della Scala - Fonte Wikipedia Piccolo viaggio nella letteratura italiana   E' più facile scrivere sulla prosa del Duecento e del primo Trecento italiano se ci si sforza di comprendere, almeno schematicamente, quale tipologia di intellettuali operarono nell'età comunale, cioè in quel periodo della storia d'Italia che inizia simbolicamente con la battaglia di Legnano del 1176, quando i comuni della Lega lombarda sconfissero il Barbarossa, e si conclude nella seconda metà del XIV secolo con il lento ma progressivo e definitivo affermarsi delle signorie. Il Duecento è dunque anche il secolo dei comuni autonomi e del decentramento politico, che non mancherà di condizionare fortemente la produzione letteraria; è il secolo nel quale emerge la 'ragione' (cioè la contabilità) sia come strumento operativo sia come misura della ricchezza della nuova classe mercantile, la quale vorrà poi emanciparsi anche sul piano politico e culturale, e...

Letteratura: Dante: "Vita nova"

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  La " Vita Nova ", o altrimenti detta " Vita nuova ", con riferimento alla gioventù dell'autore o ad una presunta vita rinnovata dall'amore, che è comunque tema dell'opera, è il principale componimento giovanile di Dante . Nonostante una datazione accurata non sia semplice, la critica è generalmente portata a considerare il 1291 , anniversario della morte di Beatrice ed anno della stesura del sonetto Era venuta , come l'anno d'inizo del componimento, complessivamente costituito da 25 sonetti, 4 canzoni, una stanza ed una ballata , intervallati da passi in prosa a commento dei testi e delle situazioni. Certo oggi è facile identificare la Commedia dantesca come il poema maximo nel quale viene celebrato l'amore ideale per Beatrice, ma l'opera giovanile che maggiormente ricalca questo desiderio di idealizzazione è proprio la Vita Nova, scritta secondo i canoni stilistici che l'Alighieri aveva appreso dal bolognese Guido Guinizzelli ...

Letteratura: Dante: "Rime"

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  Con il generico titolo di “ Rime ” di Dante (1283-1308) si può intendere e nei fatti si intende tutto quel frutto poetico che non rientra nella produzione maggiore del poeta fiorentino. La catalogazione non è semplice perché, fatta eccezione per le liriche dedicate a Beatrice, le quali sono confluite nella “ Vita Nuova ”, le poesie di Dante non sono state riordinate dall’autore, come avvenuto per esempio con il “ Canzoniere” di Petrarca : molte di esse non hanno titolo, né data, né contesto preciso. Le rime non sono dunque un’opera, ma un prodotto della critica postuma, la quale ha voluto giustamente valorizzare e catalogare tutti gli scritti di Dante Un riordinamento sufficientemente coerente le vorrebbe suddivise in ‘dottrinali’, ‘ingiuriose’, ‘petrose’ (così dette secondo la definizione di Vittorio Imbriani , perché fanno riferimento ad una donna detta ‘Pietra’, fredda e insensibile) e ‘morali’. Alle “Rime” appartiene certamente la prima produzione di Dante, nella quale è ri...