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Visualizzazione dei post con l'etichetta Storia

NON È MAI TROPPO TARDI: I FALSI STORICI a cura di Miriam Ballerini

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NON È MAI TROPPO TARDI: I FALSI STORICI Ancora oggi è bene riprendere in mano i testi di storia e le varie enciclopedie per distinguere le cose veramente accadute da quelle che ci trasciniamo dietro come verità atte a giustificare il fascismo. In questo articolo vi riporto ben venticinque miti sul fascismo italiano: “ Quando c'era lui i treni arrivavano in orario” . Pare quasi un motto di spirito, ma molte persone lo danno per assodato. In realtà fu un mito propagandistico, perché le ferrovie erano già state migliorate ben prima. “ Con Mussolini non si pagavano le tasse” : non è vero. Oltre a un sistema fiscale già esistente, Mussolini introdusse nuove tasse. “ Mussolini bonificò l'Italia” : in realtà le bonifiche erano già iniziate ben prima, fu la propaganda ad amplificarne la portata. “ Mussolini inventò l'INPS” : questa è la solita cosa che si sente dire spessissimo, ma l'istituto nacque quando il giovane Benito aveva sedici anni. ...

IL NOVECENTO INDUSTRIALE DEL VARESOTTO di Antonio Laurenzano

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IL NOVECENTO INDUSTRIALE DEL VARESOTTO di Antonio Laurenzano Le vie di una città non servono soltanto a raggiungere una destinazione. Alcune raccontano una storia, ricordano un evento, un personaggio, custodiscono una memoria, indicano simbolicamente una “strada da seguire”. Fagnano Olona da giugno, su proposta dell’Associazione Enrico Dell’Acqua di Busto Arsizio, condivisa con particolare sensibilità dal Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, ne possiede una in più: quella dedicata al Cavaliere Giannino Landoni, imprenditore che ha saputo trasformare il talento meccanico, la tenacia e la visione internazionale in una straordinaria esperienza industriale e umana. Non si tratta soltanto di ricordare il fondatore della Meca, azienda che ha portato il meccanotessile italiano sui mercati di decine di Paesi, persino in Cina e nella ex Unione Sovietica, depositando brevetti e contribuendo al prestigio del Made in Ita...

NON È MAI TROPPO TARDI: IL VENTENNIO a cura di Miriam Ballerini

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NON È MAI TROPPO TARDI: IL VENTENNIO Il secondo pezzo rivolto alla storia lo dedicherei al ventennio fascista. Perché sento dire tante cose inesatte e, molti, ancora oggi si definiscono nostalgici di un periodo che, per loro fortuna, non hanno vissuto. Per chi volesse ulteriormente approfondire l'argomento ci sono molti libri ed enciclopedie che possono colmare le varie lacune. La locuzione “ventennio fascista” indica il periodo in cui il fascismo ha dominato la politica italiana, cioè dal 1922 al 1943. Chi creò tutto questo, lo sappiamo bene, fu Benito Mussolini. Al termine della seconda guerra mondiale, come è ben intuibile, dilagava una profonda crisi economica: c'era disoccupazione, conflitti sociali e paura di una rivoluzione. Così come accade oggi, per alcuni soggetti è facile prendere di pancia le persone, promettere cose impossibili e alimentare uno scontro sociale fra poveri. Nel 1919 Mussolini fondò i “Fasci italiani di combattimento”, che nel 1921 divennero il...

NON È MAI TROPPO TARDI a cura di Miriam Ballerini

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NON È MAI TROPPO TARDI Alcuni di voi forse la ricorderanno, altri, nati successivamente, magari ne avranno sentito parlare o l'avranno vista nelle teche Rai. Sto parlando della trasmissione “Non è mai troppo tardi” , condotta dal maestro Alberto Manzi. Andò in onda dal 1960 al 1968 e contribuì ad avvicinare alla lettura e alla scrittura moltissime persone adulte che non avevano avuto la possibilità di completare il proprio percorso scolastico. Si stima che siano state circa un milione e mezzo le persone che, anche grazie a quella trasmissione, impararono a leggere e a scrivere. Ma perché parlarne oggi? Perché, a distanza di tanti anni, il tema dell'educazione e della capacità di comprendere ciò che leggiamo è ancora estremamente importante. Viviamo in un'epoca nella quale siamo continuamente bombardati da informazioni, notizie, immagini, titoli e slogan. Saper leggere, oggi, non significa soltanto comprendere le parole di un testo, ma anche riuscire a valutarne il sign...

LA TRADIZIONE DELLE “CARTE VARESE” A VILLA DELLA PORTA BOZZOLO

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LA TRADIZIONE DELLE “CARTE VARESE” A VILLA DELLA PORTA BOZZOLO   Una nuova esposizione di carte decorate, eccellenza novecentesca del territorio varesino, allestita nella dimora del FAI a Casalzuigno (VA) grazie alla donazione di Paolo Baj e di Carlo e Alberto Lavit.                                                                       “Carte Varese” a Villa Della Porta Bozzolo © FAI LA TRADIZIONE DELLE “CARTE VARESE” A VILLA DELLA PORTA BOZZOLO Una nuova esposizione di carte decorate, eccellenza novecentesca del territorio varesino, allestita nella dimora del FAI a Casalzuigno (VA) grazie alla donazione di Paolo Baj e di Carlo e Alberto Lavit. Villa Della Porta Bozzolo, Bene del FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano a Casalzuigno (VA), si  arricchisce di una nuova donazione dedicata alla carta decorata, alle...

Genova e le crociate a Genova

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Tomyris, la regina che uccise Ciro il Grande a cura di Marco Salvario

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  Tomyris, la regina che uccise Ciro il Grande Nel VI secolo a.C., Ciro II di Persia costruisce uno dei più vasti imperi dell’antichità. Lo fa per merito della disciplina ferrea del suo esercito di cui fa parte il corpo d’élite dei diecimila “Immortali”, per l’abilità dei suoi generali e con una politica sorprendentemente illuminata: rispetto per i popoli conquistati, libertà di culto, tolleranza verso le tradizioni locali. Con diplomazia e forza alternati alla saggezza, Ciro divide e sconfigge i ne mici uno per volta , allarg ando sempre più il suo dominio. Raggiunti i sessant’anni, età venerabile per l’epoca, il “re dei re” non ha alcuna intenzione di fermar si. Attorno al 530 a.C. rivolge lo sguardo a nord-est, verso i territori vasti e selvaggi della Scitia , e decide di sottomettere i Massageti, una popolazione nomade che viveva nelle steppe dell’Asia centrale. Secondo Erodoto, i Massageti erano un popolo fiero e indomito. Combattevano a cavallo, armati di archi, giavellott...

Giovanni Gatto a Genova: La repubblica di Genova e i suoi secoli d'oro

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MARIA GOGLIA (1910-1996): “AL DI QUA DEL MURO” a cura di Vincenzo Capodiferro

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MARIA GOGLIA (1910-1996): “AL DI QUA DEL MURO” In una sublime interpretazione teatrale di Gaetano Giovi Suor Maria Goglia (1910-1996), originaria di Vitulano, delle Suore Compassioniste, Serve di Maria, nel difficile periodo dal settembre del 1943 al giugno del 1944, si adoperò tantissimo per prestare soccorso a tanti ebrei perseguitati, soldati sbandati, oppositori antifascisti nell’Urbe, Roma, allora dichiarata “Città Aperta”. Oltre sessanta ebrei, e centinaia di altri, militari che non prestarono giuramento a Mussolini, furono salvati nel Convento di via Torlonia - a due passi dal comando tedesco - di cui ella allora era madre superiora. Ultimamente è stato scritto un bel saggio su questa nobile figura da fra Davide Fernando Panella, “Suor Maria Goglia. Elmetto e Soggolo”, Edizioni Realtà Sannita, 2022. Suor Maria era stata insignita della medaglia d’oro al valor militare dopo la guerra e proclamata giusta tra le nazioni nel 2024. Suor Maria Goglia, una sannita forte ed audace, ...

Sei giorni troppo lunghi di Umberto Lucarelli a cura di Vincenzo Capodiferro

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SEI GIORNI TROPPO LUNGHI “ Milano 1979. Storia di adolescenti sequestrati, incarcerati, picchiati”. Di Umberto Lucarelli “ Sei giorni troppo lunghi” è un libro di Umberto Lucarelli, edito da Milieu, San Giuliano Milanese, febbraio 2024. “Sei giorni” è un libro dei ricordi, una testimonianza diretta dei riti fascisti della nostra sedicente Repubblica, una rivelazione a 45 anni dall’accaduto: febbraio 1979 Milano. In seguito all’omicidio di un gioielliere, vengono ingiustamente incriminati ed incarcerati i giovani del collettivo autonomo della Barona, fondato a Milano nel 1974 da Umberto Lucarelli e da Fabio. Che dire? Si può dire tutto e si può dire nulla. Partiamo dal nulla: tanti di questi fatti sono stati sepolti per sempre nell’inconscio collettivo e mai svelati. Anche noi abbiamo avuto i nostri desaparecidos , in piena ‘Repubblica’. Pensate che sia cambiato qualcosa col variare dei regimi: dal Fascismo alla Repubblica? È stato tagliato solo il capo, ma il corpo dello Stato è r...

I signori del mare

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  per gentile concessione della rivista Bellunesi nel mondo 

Italoamericani

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cliccare sulle immagini per ingrandirle Per gentile concessione della rivista  Bellunesi nel mondo   

Genere umano - qualche riflessione sulla sua storia

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 Per gentile concessione della rivista Bellunesi nel mondo 

Cimitero Partigiano di Certosa di Pesio A cura di Marco Salvario

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Cimitero Partigiano di Certosa di Pesio A cura di Marco Salvario I valori della resistenza e il sanguinoso travaglio che ha portato l’Italia alla democrazia, sembrano perdersi in una nebbia velenosa, dove il passato è dimenticato, confuso in episodi spezzati, rimesso in discussione, banalizzato o vigliaccamente capovolto. Per fare un esempio, che cosa sia successo a Cefalonia nel settembre del 1943, perché su quella bella e incantata isola greca abbiano trovato la morte migliaia di militari italiani, è un episodio che ai nostri giorni raramente suscita nei giovani e nei meno giovani un ricordo. Come si possono dimenticare gli insegnamenti di una guerra che non deve ripetersi, assurda come tutti i conflitti armati, per molti aspetti incomprensibile, diventata ancora più spietata quando, dopo il proclama di Badoglio, l’Italia divenne terreno di scontro tra eserciti contrapposti e gli italiani combatterono con ferocia gli uni contro gli altri? Per troppe persone il passato è inuti...

25 luglio 1943: la notte del fascismo a cura di Angelo Ivan Leone

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  25 luglio 1943: la notte del fascismo La storia non è solo dato, fatto e documento, ma anche e, soprattutto, interpretazione dei caratteri e della psicologia dei popoli e dei protagonisti. Questa particolarità del sapere storico ci serve soprattutto per capire passaggi e snodi fondamentali come questo del 25 luglio. In particolare la figura di Mussolini che sapeva perfettamente dell'ordine del giorno di Grandi che gli era stato presentato giorni prima in visione privata, tuttavia non fece nulla per fermare l'opera che lo avrebbe defenestrato. Potrebbe darsi che Mussolini, stanco e sfiduciato nei confronti della guerra che sapeva persa, preferiva che l'opera di traditori nei confronti dell'alleato tedesco, ricadesse e fosse ascritta interamente ai gerarchi e al Re. Così da poter recitare il ruolo del capo solo e tradito. Forse una cosa sola non si aspettava: di essere arrestato nella stessa casa di quel Re, che si dimostrò oltre che traditore anche fellone con la vergo...

A me le guardie! di Angelo Ivan Leone

  A me le guardie! di Angelo Ivan Leone Ci sono piccoli particolari, nelle vicende umane, che a volte sfuggono ai più e che, invece, costituiscono, malgrado la loro clandestinità alla conoscenza di massa, davvero quei bagliori sacri che permettono di rischiarare a giorno l'intera vicenda di un popolo, di una nazione, svelandone quelle leggi immutabili e sacre che, per l'eterno Rousseau, costituivano il dogma su cui si poggiava ogni civile convivenza, ovverosia gli usi e i costumi. Un baluginio sacro di questo genere io l'ho colto pochissimi giorni fa, andando a rimestare proprio nel nostro passato recente di un secolo fa, quando gli italiani resistettero alla Strafexpedition del generale austriaco Conrad nel 1916, grazie ai granatieri sardi, aiutati in quest'opera eroica solo e soltanto dai militi calabresi che andarono in loro soccorso gridando "Viva la Calabria". Su quel "Viva la Calabria" e sul perché venne pronunciato al posto del più comune e na...

L'ALTRA STORIA DELLA BIRMANIA di Thant Myint- U Una distopia del XXI secolo a cura di Miriam Ballerini

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  L'ALTRA STORIA DELLA BIRMANIA di Thant Myint- U  Una distopia del XXI secolo © 2020 add editore ISBN 9788867832743 Pag. 360 € 18,00 Lo scrittore è uno dei più importanti storici viventi della Birmania. Suo nonno fu terzo Segretario generale dell'Onu e anche Thant ha ricoperto alcuni incarichi.                                                    È cresciuto in America, mentre ora è tornato a vivere a Yangon.                                                                   La Birmania odierna si chiama Myanmar e, in questi mesi, la stiamo vivendo, tutti noi, guardando i telegiornali e assistendo alle sommosse, alle repres...