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Alfred Brendel a Bari

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ALFRED BRENDEL A BARI IL SENSO TEATRALE DELLA MUSICA di Antonio V. Gelormini A ben guardarlo si direbbe un personaggio pirandelliano. Di quelli in cerca d’autore tra le righe di un pentagramma, nei versi suggestivi di sue poesie, o dietro il velo razionale di originali riflessioni musicali. Ma poi Alfred Brendel allunga le mani verso il pianoforte e la maschera viene via. Le dita non si contano più nell’andirivieni, armonicamente intenso, lungo quella sconfinata prateria combinatoria di tasti bianchi e neri. E il timbro di un suono, dai colori tonali vivaci, disvela come e perché questo ottantenne austriaco di nascita, ma autentico cittadino del mondo, sia stato il primo pianista a registrare tutti i lavori pianistici di Beethoven. Nonché l’artista-protagonista di un imponente patrimonio discografico, le cui interpretazioni sono pagine antologiche di rara bellezza e di estrema eleganza esecutiva.   Bari e l’Università degli Studi “Aldo Moro” hanno d...