"Sam Szafran: 50 anni di pittura" dall'8 marzo a Martigny (Ch)
Szafran , un cognome il cui suono profuma di buono il colore, il colore che l'artista declina con costanza e ossessione allineando via via i suoi pastelli. Il pubblico della Fondation Pierre Gianadda di Martigny ritrova dopo più di dieci anni questo artista: ne aveva apprezzato i Laboratori dalle suggestioni quasi surrealiste, le Scale , che sfidano la prospettiva, e le sue cascate di verde dove si rileva una presenza furtiva di donna. Questi temi ritornano e coinvolgono il fruitore anche in forza delle due ceramiche monumentali che adornano il padiglione didattico della Fondation e che ripropongono, in un disegno dalla semplicità disarmante i due temi della scala, con il suo richiamo fortissimo al vuoto, e del feuillage (il fogliame) che si distende lungo la parete. Il legame di Szafran con la Fondation Gianadda, oltre che da queste presenze permanenti, è testimoniato dalla donazione di una serie splendida di fotografie di Henri Cartier-Bresson. Chi è Sa...