Letteratura: Dante: "Convivio"
Il " Convivio " (1304-7) è un'opera incompiuta di Dante nella quale il fiorentino espone in lingua volgare la propria visone del mondo. Pare sia stata stesa nello stesso periodo del " De vulgari eloquentia ". L'intenzione è quella di invitare ed innalzare il volgo verso la 'beata mensa' dei sapienti, attraverso la trattazione in volgare di argomenti generalmente lontani dalla conoscenza comune del Trecento: vi si parla, sia pure in maniera piuttosto disorganica, di scienza , di filosofia , morale , storia , teologia . Il Sapegno ricorda come sia molto importante capire l'atteggiamento di Dante il quale in questo scritto, consapevole di aver appreso da autodidatta, senza gli studi regolari che pure all'epoca non erano comuni, riconosce i propri limiti , ma sostiene con orgoglio di essersi accostato alla conoscenza per amore, a poco a poco, con purezza ed entusiasmo , lontano dalle intenzioni di coloro che studiano per guadagnar "denari...