Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Angelo Ivan Leone

Va tutto bene... va tutto bene... di Angelo Ivan Leone

Immagine
  Va tutto bene... va tutto bene... di Angelo Ivan Leone Tranquilli... come forse disse, sicuramente pensò e, certamente, scrisse Ennio Flaiano: il meglio è passato. Ce lo siamo lasciati alle spalle, sorridendo serafici o sghignazzando sguaiatamente. Tra le commemorazioni di Berlinguer e quelle di Falcone, qui di grande pare ci siano rimasti solo i morti. Un Paese che ripete sempre lo stesso copione da circa 30 anni. Quando sei commissariato, regolarmente, politicamente da 30 anni e hai una crisi economica che dura e perdura da sempre 30 anni è chiaro che non è una roba passeggera e non si deve più parlare di crisi ma di decadenza. Infine quando sei passato da essere la quarta o quinta economia nel mondo, sempre nel giro di questi maledettissimi 30 anni, a non avere praticamente altra economia se non quella assistita dai padroni statali o sovrastali, è cristallino che più di qualcosa è andato storto. Ma per la classe politica "tutto va bene madama la marchesa" ora vedrai ci p...

Russia e Ucraina: una storia di amore e odio a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
Russia e Ucraina: una storia di amore e odio Tra tutte le possibili soluzioni di questa crisi si è andata a verificare una tra le peggiori. Una invasione su vasta scala del territorio ucraino da parte della Russia di Putin. La Crimea, il Donbass e Lugansk Putin le aveva già, così come aveva e ha la Transistria, quello che voleva era la guerra e la ha avuta. A questa guerra e prova di forza si sta rispondendo con i soliti pappagalleggiamenti americani e, soprattutto, europei. Il problema, infatti, è che l'Europa non farà altro che le solite ed eterne "sanzioni" che dai tempi dell'invasione dell'Abissinia da parte dell'Italia non servono, storicamente, a niente. Se non a unire il popolo sanzionato attorno ai suoi capi, fu, infatti, proprio allora che il fascismo arrivò al suo massimo consenso storico. Gli europei, specie quelli occidentali, non vogliono morire per Kiev, come quasi un secolo fa non vollero morire per Praga. Non è detto, ringraziando il cielo, che...

Despota a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
  Despota Oggi è morta la vedova di Pinochet... la signora, raccontano i giornali e i commentatori, ha avuto una grande importanza nella dittatura del nazistoide marito. Malauguratamente si tende spesso a personalizzare la storia con quella tendenza al gossip che tanto cara è a questa nostra epoca. Pinochet, dunque, e la sua dittatura con i suoi eccidi e le sue stragi restano sullo sfondo. Al contrario, quello che deve essere vivido è il despotato instaurato l'11 settembre del 1973 dal generale con l'appoggio acclarato e storicamente accertato della Cia, ossia dagli USA guidati dalla presidenza Nixon e del non rimpianto Henry Kissinger. Il perché di questo appoggio è dovuto alla strategia del contenimento del comunismo associata alla dottrina Monroe che diceva testualmente "L' America agli americani" ma che si deve leggere "L'America, tutta L' America agli Stati Uniti d'America". Pinochet con le sue stragi e i suoi eccidi, pertanto, strumento...

25 luglio 1943: la notte del fascismo a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
  25 luglio 1943: la notte del fascismo La storia non è solo dato, fatto e documento, ma anche e, soprattutto, interpretazione dei caratteri e della psicologia dei popoli e dei protagonisti. Questa particolarità del sapere storico ci serve soprattutto per capire passaggi e snodi fondamentali come questo del 25 luglio. In particolare la figura di Mussolini che sapeva perfettamente dell'ordine del giorno di Grandi che gli era stato presentato giorni prima in visione privata, tuttavia non fece nulla per fermare l'opera che lo avrebbe defenestrato. Potrebbe darsi che Mussolini, stanco e sfiduciato nei confronti della guerra che sapeva persa, preferiva che l'opera di traditori nei confronti dell'alleato tedesco, ricadesse e fosse ascritta interamente ai gerarchi e al Re. Così da poter recitare il ruolo del capo solo e tradito. Forse una cosa sola non si aspettava: di essere arrestato nella stessa casa di quel Re, che si dimostrò oltre che traditore anche fellone con la vergo...

ABECEDARIO POLITICO. PRIMA DI TUTTO UN UOMO: INDRO MONTANELLI DI ANGELO IVAN LEONE

Immagine
  ABECEDARIO POLITICO. PRIMA DI TUTTO UN UOMO: INDRO MONTANELLI DI ANGELO IVAN LEONE Indro Montanelli si ribellò al Fascismo e al comunismo. La storia gli ha dato ragione Montanelli contro Fascismo Comunismo. Un uomo che seppe rinunciare al vento di consenso del suo tempo contemporaneo. Montanelli contro Fascismo Comunismo Indro Montanelli smise di essere fascista  nel 1936-1937 all’inizio della campagna di Spagna, quando il Fascismo, dopo la campagna di Etiopia e le sanzioni aveva raggiunto il massimo del suo consenso. Sfido chiunque dei nostri accademici a saper fare altrettanto, proprio loro che rifiutarono soltanto in 12, dicasi 12, il giuramento al Duce e al Fascismo. Detto ciò, per questo suo rifiuto al Fascismo,  Montanelli pagò  con l’ostracismo e  con l’esilio  in Estonia, tornò alla ribalta grazie alle cronache fatte sul  Corriere della Sera  della guerra tra Finlandia e Urss e da allora iniziò la sua parabola come giornalista più amato ...

A me le guardie! di Angelo Ivan Leone

  A me le guardie! di Angelo Ivan Leone Ci sono piccoli particolari, nelle vicende umane, che a volte sfuggono ai più e che, invece, costituiscono, malgrado la loro clandestinità alla conoscenza di massa, davvero quei bagliori sacri che permettono di rischiarare a giorno l'intera vicenda di un popolo, di una nazione, svelandone quelle leggi immutabili e sacre che, per l'eterno Rousseau, costituivano il dogma su cui si poggiava ogni civile convivenza, ovverosia gli usi e i costumi. Un baluginio sacro di questo genere io l'ho colto pochissimi giorni fa, andando a rimestare proprio nel nostro passato recente di un secolo fa, quando gli italiani resistettero alla Strafexpedition del generale austriaco Conrad nel 1916, grazie ai granatieri sardi, aiutati in quest'opera eroica solo e soltanto dai militi calabresi che andarono in loro soccorso gridando "Viva la Calabria". Su quel "Viva la Calabria" e sul perché venne pronunciato al posto del più comune e na...

Disertore per sempre a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
  #Superlega Disertore per sempre Questa idea della super lega del calcio fatta con solo squadre super brave e finanziata dalla banca dei super ricchi, non è uscita fuori da Topolino, ma è l'atto letale e finale per quello che fu, un tempo, lo sport più bello del mondo. Il calcio: metafora e sogno della vita. Ho smesso di seguire il calcio da vent'anni. Da quando, sostanzialmente, compresi che era un gioco truccato dove c'erano tre squadre, tutte e tre del nord, che vincevano praticamente tutto o, quasi tutto, quello che c'era da vincere: a qualunque costo. Dopotutto "Vincere non è importante, è la sola cosa che conta" come disse Boniperti a capo della squadra che in Italia ha vinto più di 30 scudetti, e non Pietro Gambadilegno a capo dei Bassotti. Come se non bastasse, a questo squilibrio di presenza e vittorie, tutte a favore di quelle tre squadre del nord, si aggiungono periodicamente, dai tempi di Paolo Rossi in poi, anni '80, gli scandali che endemica...

Canto d'anarchia di Angelo Ivan Leone

  https://lnkd.in/dM6ryqH Canto d'anarchia di Angelo Ivan Leone   Una sorta di grandissimo turbinio di emozioni che ti travolge in questo canto di liberazione e redenzione del popolo. Quando penso ad un artista penso ad un uomo libero. Un uomo libero senza padrini né padroni né, tantomeno, partiti. Coscienza del popolo e crisalide degli dei. L'eccelso e la santa plebe.  Ecco, quando penso a tutto questo, io penso ad un nome e ad un cognome: Edoardo Bennato.

Un secolo portato splendidamente a cura di Angelo Ivan Leone

Un secolo portato splendidamente   Ovunque nel mondo chiunque amerà, amerà sentendo queste note nel cuore. Astor Piazzolla non è un musico, un poeta o un profeta. La passione incarnata è questo che è stato, è e sarà. Il tango non è mai stato solo un ballo. La vita, la passione, il tradimento, lo scatenamento delle emozioni, il lasciarsi travolgere da quel qualcosa di immenso e di inenarrabile che fa la differenza ed è l'essenza stessa della nostra esistenza. Il tango è tutto questo. Noi rendiamo grazie al cielo di poterlo guardare, di poterci lasciare abbagliare e di vederlo volteggiare con le sue figure sublimi, appassionate e incantate.   https://lnkd.in/dvG3vVN (c) Angelo Ivan Leone

Italia: 08/09/1943 a cura di Angelo Ivan leone

Immagine
  Italia: 08/09/1943 Stasera dicono che Zingaretti si dimetterà da segretario del PD. Ora ci vorrebbe il nostro grande mago estiquatsi a commentare la notizia. Il problema è che in un momento storico del genere la nostra classe politica, che chiamarla dirigente fa sempre un po' specie oltre che un po' ridere, non trova nulla di meglio da fare che guardarsi l'ombelico. Una classe politica totalmente auto ed egoriferita, completamente avulsa e distaccata dalla realtà che ha scatenato una crisi di governo inspiegabile per creare un governo commissariale e "manu militari" che ha segnato il fallimento più colossale della politica, non sa fare altro che questo: Crisi, dimissioni, fughe. Insomma è l'Italia del 1943, esattamente dell'8 settembre del 1943, quando nel Paese in preda ai nemici il Re, che per quel Paese avrebbe dovuto morire e sacrificare se stesso, non trovò nulla di meglio che scappare. Da Roma a Pescara e da Pescara a Brindisi. Finalmente in salvo ...

STEREOTIPI E MITOLOGIE ITALIANE DI ANGELO IVAN LEONE

Immagine
  STEREOTIPI E MITOLOGIE ITALIANE DI ANGELO IVAN LEONE Con un Paese stremato, affaticato e ridotto al lumicino, la pubblica opinione italiana viene bombardata da problemi quali: il festival di Sanremo. I maggiori organi di stampa italiana che hanno quasi completamente ignorato il più grosso processo contro la più forte organizzazione criminale del mondo: la 'Ndrangheta nel processo Rinascita-Scott, gettano fiumi di inchiostro per le gesta, imperdibili, di Amadeus e Fiorello. Ora, davanti a 100000 morti dovuti a questa maledetta pandemia si leggono articoli strappa lacrime sul silenzio dell'Ariston, sulla sala vuota, sulle inconsolabili sedie vuote. Ecco, io credo che quest'anno, se la dignità avesse anche un solo piccolissimo diritto di cittadinanza in questo Paese, Sanremo non si sarebbe dovuto proprio fare. Che cosa c'è da cantare? Che cosa c'è da festeggiare? Sacri misteri delle mitologie e degli stereotipi italiani. Il silenzio, frutto e figlio di quei concetti ...

Inno nazionale a cura di Angelo Ivan Leone

  Inno nazionale    Dopo gli ultimi nomi visti e con l'ignobile ressa fatta dai partiti per accaparrarsi qualche posticino in più nel "governo dei migliori", mi sa che come inno nazionale per omaggiare l'esecutivo non c'è rimasto che questo.  Qualcuno potrà dire che non è il caso di fare del qualunquismo. Il problema è che non era nemmeno il caso di fare un governo in piena crisi pandemica con tutti quei morti, che non era il caso di farne uno nuovo che sembra la brutta copia di quello di prima per i nomi, i progetti e i programmi. Programmi che non possono che essere che quelli dettati dalla pandemia. E quindi, all'uomo comune che è poi tutti noi, resta un gigantesco perché? Ecco, con questo gigantesco perché si lascia il lettore e il cittadino, fondamentalmente solo, e alle prese con un mondo tetro, oscuro e tragico quello dell'anno I della Pandemia.  P.S. Le immagini nel video sono quelle delle uniche rivoluzioni che il popolo italiano è in grado di far...

UN PAESE STREMATO DI ANGELO IVAN LEONE

Immagine
 https://youtu.be/OBBI6R_ryoo UN PAESE STREMATO DI ANGELO IVAN LEONE Quello che è stato il primo anno di guerra contro il virus raccontato in questo video animato. Cosa che si associa ad una nuova consapevolezza. L'idea che questa, che si credeva una guerra di breve durata, come tutte le guerre, è destinata a durare per molto tempo. Ecco queste sono tra le amare verità che una classe politica e una classe dirigente avrebbe dovuto ammettere senza false rassicurazioni buone soltanto per tenere buona la gente. Il Paese è stremato da quest'anno e ha il diritto e chi lo guida ha il sacrosanto dovere di dire tutta la verità su questa guerra. Durerà tanto, bene. Che lo si sappia. Il principio di ogni democrazia è la libera informazione.

TUTTO QUI??? DI ANGELO IVAN LEONE

Immagine
TUTTO QUI??? DI ANGELO IVAN LEONE Si racconta che il poeta francese Gide stesse stendendo una voluminosa relazione per i suoi colleghi dell'Accademia, mentre il genio era tutto assorto in questa stesura, una signora, poteva benissimo essere la moglie ma non indaghiamo, lo distolse dall'opera, osservando "Ma quali cose così importanti devi dire ai tuoi colleghi per scrivere tante cartelle?" L'eccelso poeta rispose con un sorriso "È proprio perché non ho nulla da dire loro che la tiro tanto per le lunghe". Ecco l'idea che ne ho tratto da questo discorso del neopresidente del Consiglio Draghi mi ha fatto tornare in mente questa immagine. Tutto qui? Sembrerebbe proprio di sì. Dire che siamo atlantisti ed europeisti come cosa più importante mi sembra una banalità, talmente ovvia da sfidare il ridicolo. Si doveva parlare di nuove varianti, di cosa chiudere e cosa no. È tempo di guerra e non di pace. Sia ben chiaro che nessuno si augura il fallimento di Mar...

LO SPETTACOLO STOMACHEVOLE a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
LO SPETTACOLO STOMACHEVOLE a cura di Angelo Ivan Leone   Lo spettacolo stomachevole di conversioni e processioni dinanzi al "nuovo che avanza?" fa pensare a tantissimi al fatto che è, sostanzialmente, il vecchio che ritenta. Come in quei passi immortali del Gattopardo del "tutto cambi affinché non cambi nulla" o nell'oscuro rimbombare della logica sempiterna dei Viceré di De Roberto "Ora che l'Italia è fatta, ci dobbiamo fare gli affari nostri" e, infine, al Nerone di Petrolini e al suo arringare "l'ignobile plebaglia". Eppure possiamo ancora credere che tutto questo non rappresenti che le conseguenze ultime e, in definitiva, secondarie di fronte al momento che stiamo vivendo. "Come nel '45" ha osato dire qualcuno dei neoconvertiti... Effettivamente se si fosse accorto che questa non era altro che una guerra il governo di unità nazionale lo avremmo avuto sin da subito. Si chiama unione sacra. La fanno tutti i Paesi seri ...

PIÙ CHE IL TITANIC LA BISMARCK DI ANGELO IVAN LEONE

Immagine
  PIÙ CHE IL TITANIC LA BISMARCK DI ANGELO IVAN LEONE Quel che è accaduto non è colpa di qualcuno, ma responsabilità di tanti. Responsabilità di personalità politiche in cerca di visibilità, del governo che ha perso, specie nell'ultimo periodo forza e credibilità e delle stesse opposizioni che non sono andate oltre il grido di "Al voto, al voto!" non toccando mai palla e ricordando quel tristo presule che dinanzi al malato quasi gioiva dicendo "Si agonizza, eh? Si agonizza?!". Ma perché la classe politica si è prestata a tutto questo? Qualcuno dirà la sindrome del Titanic, a me più che il Titanic ricorda un altra la nave: la Bismarck. La nave che doveva fare strame degli inglesi e che invece fu immobilizzata da un solo siluro. Allo stesso modo questo governo e questa classe politica rischiano di essere spazzati dalla storia per una semplice crisi parlamentare che ne ha svelato tutte le meschinità. Adesso abbiamo finito di agonizzare e siamo stati, come è giusto ...

100 anni di storia italiana a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
  100 anni di storia italiana La storia di questo ultimo secolo italiano visto nell'ottica del Partito comunista italiano. Il PCI, insomma, quella sorta di Moloch e, allo stesso tempo, stanza di compensazione per frenare le mai sopite spinte rivoluzionarie italiane. Il PCI, il partito Chiesa e la casa famiglia di una nuova identità più forte e più coesa che superasse la plurimillenaria identità cattolica. Il PCI, di cui parlava Pasolini che ne fu pure espulso per via della sua omosessualità: "Come di un Paese giusto in un Paese corrotto". Il PCI di Armando Cossutta che prendeva i rubli dall'URSS. Il PCI duro come una falange macedone di Palmiro Togliatti, Pietro Secchia e Luigi Longo. Il PCI trionfante nel viso dolce di Enrico Berlinguer. Il PCI della decadenza di Natta e dello scioglimento con Occhetto. Ed, infine, il PCI degli eredi, quasi mai degni della storia del Partito. Da D'Alema a Veltroni, da Fassino a Bersani. Classe dirigente e unico salvagente per rim...

UN SILENZIO ASSORDANTE di Angelo Ivan Leone

Immagine
  UN SILENZIO ASSORDANTE di Angelo Ivan Leone In questa settimana da brividi, e non solo metereologicamente, per il nostro Paese, la grande stampa dimentica di svolgere il suo dovere e viene meno alla sua funzione e ragione sociale, ossia quella di informare. Siamo tutti d'accordo che la crisi, la pandemia e tutto quello che ne deriva meritano la prima pagina, ma una parola sul più grande processo di mafia, dopo il maxi di Falcone e Borsellino negli anni Ottanta la vogliamo spendere? Bene, se non lo fanno loro, lo facciamo noi, con i nostri modestissimi mezzi e il nostro massimo impegno. Si tratta della più grande operazione contro il crimine organizzato mai condotta in Italia dopo il maxiprocesso di Palermo contro Cosa Nostra, istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Gli imputati sono 325 e dovranno rispondere di circa 400 capi d’accusa, dall’associazione mafiosa alla detenzione di armi, dall’usura al narcotraffico. È un processo non solo all'organizzazione mafiosa più...

L'ULTIMA BATTAGLIA di Angelo Ivan Leone

Immagine
L'ULTIMA BATTAGLIA di Angelo Ivan Leone   L'incubo che attanagliava i generali della Wehrmacht, che non erano assolutamente nazisti, durante la Seconda Guerra Mondiale, era quello di vincere tutte le battaglie, tranne l'ultima. La più importante. E fu Stalingrado. Oggi come allora noi ci troviamo dinanzi a quella che appare essere davvero l'ultima battaglia dinanzi al morbo che ha angustiato e  reso tragico questo infausto 2020.  Dobbiamo fondamentalmente sacrificare la nostra socialità natalizia, non è un gran sacrificio davanti a quasi 70000 morti in quest'anno ad opera della malattia. Per il bene che ci vogliamo, per onorare i nostri cari e soprattutto perché i nostri morti, non siano morti invano, dobbiamo farlo. Un Natale in privato, infine, forse ci restituirà anche la dimensione più giusta di questa ricorrenza che non ha alcunché di mondano. La riservatezza, la spiritualità e, soprattutto, il buonsenso sono le nostre armi dinanzi all'idiozia dilagante.

Isotta Fraschini: più di un'auto quasi un sogno a cura di Angelo Ivan Leone

Immagine
Isotta Fraschini: più di un'auto quasi un sogno Un simbolo. L'auto che ha fatto sognare gli italiani. Il vero marchio di fabbrica del nostro settore automobilistico che glorificava l'eccellenza. In un Paese che ha la sua croce e delizia nel genio non poteva mancare l'auto geniale per antonomasia. Un tempo passato in cui il Paese sembra guardarsi allo specchio per rivedersi come era, è e, molto probabilmente, rimarrà Il carattere individualista portato all'esasperazione se non al parossismo, la cieca e sconfinata fiducia in se stesso e l'allergia estrema ai compromessi con il proprio carattere. Una storia costellata di immense singolarità dove la collettività rimane sullo sfondo quasi dimenticata e annichilita da cotanto genio. Il determinismo assoluto che presiede a tutto questo fa sì che in un Paese che ha avuto: Galileo Galilei, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio per finire con Amedeo Modigliani, non poteva esserci altra macchina che ...