Gesualdo Bufalino
Gesualdo Bufalino – un visibilio di fulminate parole di Augusto da San Buono La sua storia è un misto di stralunata cronaca, nostalgia ed esorcismo, fatta di gioie furtive e decimate speranze. E’ il sigillo della “Diceria dell’untore”, autunnale romanzo che nel 1981 portava alla ribalta in modo davvero clamoroso lo sconosciuto scrittore sessantenne di Comiso, Gesualdo Bufalino, uno dei più importanti, uno dei pochi veri autentici scrittori italiani, della seconda metà del ventesimo secolo, che rimarranno nella storia della nostra letteratura. Un libro che è anche una sfida d’amore, un duello sulla frontiera del buio, che Bufalino, ammalato di tisi, iniziò a pensare e scrivere nel 1950, per poi riprendere negli anni settanta, eliminandone gli “effetti liberty”; un racconto di metafore con la “Rocca”, un sanatorio sgangherato e fatiscente, pieno di disordine levantino, eun’umanità disfatta di malati, “cascami della storia”, “sfrido umano”, dove al di là del muro di cinta buzzatiano v...