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Una maledetta storia carceraria da raccontare a cura di Carmelo Musumeci

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Una maledetta storia carceraria da raccontare C’è un ergastolano in carcere da più di quarant'anni. L’ultima relazione di sintesi del carcere di Parma evidenzia: “Comportamento assolutamente corretto, assenza di sanzioni, manifesta cortesia, disponibilità e interesse, relazioni rispettose, frequenza del laboratorio del riuso e svolgimento di attività a turnazione nella distribuzione dei pasti. I rapporti sono assidui con i tre figli, due dei quali affetti da handicap, La moglie del detenuto è morta di cancro nel 2001. Sulle vicende criminali, si evidenzia che, prima di esse, Serpa ha sempre lavorato, ma l’uccisione del padre per una vendetta trasversale nel 1979 ha segnato il punto di non ritorno e di inizio della caccia agli assassini del padre, poi sistematicamente uccisi”. Leggete cosa mi scrive: Carissimo Carmelo, non so se questa mia missiva ti giungerà, ma provo ugualmente. Dei tuoi buoni insegnamenti ne ho fatto tesoro e seppur ancora oggi m...

IN CARCERE NON C’È GIUSTIZIA, MA NON BISOGNA MAI RINUNCIARE A CERCARLA a cura di Carmelo Musumeci

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IN CARCERE NON C’È GIUSTIZIA, MA NON BISOGNA MAI RINUNCIARE A CERCARLA Nel carcere ov’ero rinchiuso allora ero unicamente il numero e la lettera di una piccola cella in un interminabile corridoio, uno dei mille numeri senza vita, una delle mille vite senza vita. (Oscar Wilde) Nessuno (quasi) fa nulla! Nessuno (quasi) si sta interessando di quello che sta accadendo nelle nostre “Patrie Galere” dopo le proteste dei prigionieri per la paura del contagio da coronavirus.  Molti pensano che siamo un Paese democratico e certe cose non possano succedere, ma purtroppo tutte le carceri del mondo sono uguali e, nella stragrande maggioranza dei casi, è difficile per chi lavora dentro rimanere umani, sia nei paesi con dittatura che in democrazia. Non voglio incolpare solo le guardie di quello che è accaduto, e sta accadendo, in fondo loro obbediscono ad ordini e politiche che vengono dall’alto e sotto un certo punto di vista anche loro sono vittime del carcere, ma i ...

Lettere dal carcere a cura di Carmelo Musumeci

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HO DECISO DI DIFFONDERE ALCUNI SCRITTI CHE MI STANNO ARRIVANDO DA PARENTI DI DETENUTI E UNO DIRETTAMENTE DAL CARCERE. IO CREDO CHE LA GALERA, COSÌ COM’È, SIA UN’ISTITUZIONE TOTALE E CRIMINOGENA, PERCHÉ OLTRE A FARTI PERDERE LA LIBERTÀ, LA GESTIONE DELLA TUA VITA E SPESSO ANCHE DEI TUOI PENSIERI, TI SPOGLIA DELLA TUA DIGNITÀ E IN QUESTO MOMENTO ANCHE DELLA SALUTE: - Buonasera signor Musumeci, sono una ragazza di 38 anni che vive a Roma, ho il mio papà (mi è rimasto solo lui in quanto la mia mamma è morta 4 anni fa per un cancro) recluso nella casa circondariale di Rebibbia dal 21 ottobre 2019,nel centro clinico secondo piano G14,  ancora in attesa di giudizio e gravemente malato, è cardiopatico e portatore di defibrillatore la cui autonomia è al di sotto del 30%, dovrebbe fare controllo e successivo cambio batteria, ma per via delle restrizioni mi è stato detto dal medico della sezione che è stato deciso di nn far uscire i detenuti per visite, è diabetico e so...

LETTERA PER L'OTTO MARZO di Roberto Bertazzoni

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LETTERA PER L'OTTO MARZO di Roberto Bertazzoni Cara ragazza del terzo millennio, non per questa data io ti scriverò, ma per come sei oggi, qui e adesso. Io ti credo anche quando sei cattiva. Quando ci bruci il cuore e ti riscatti da un peso e da un passato che è nato con te, ma che non meriti e non accetti. Credo nella tua infaticabile leggerezza, al tuo cuore d'assalto, al tuo candore e al tuo coraggio. Alla tua presenza, lucidità, generosità e determinazione. Credo nella tua audacia e creatività, a quando fai il maschio tra i maschi e, dentro ogni cosa, ci sei tu. Così nelle università, sui campi sportivi, negli uffici, nelle fabbriche o tra le mura domestiche. Sei tu il futuro, l'orgoglio, sei tu “l'uomo moderno”, la vera bandiera del progresso. Non smettere i tuo grido di femminilità solo perché qualcuno ti ha spezzato la voce. Ruggisci come la tigre e corri come la gazzella, tu sei già oltre e te lo sei meritato da secoli. Attacca i secola...

UNA LETTERA DEL 1941 a cura di Marco Salvario

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UNA LETTERA DEL 1941 a cura di Marco Salvario A volte la morte di persone care ci costringe a mettere ordine tra le testimonianze del loro passato; ricordi nascosti in scatole polverose, in astucci segnati dal tempo, in buste logore, in plichi legati da spago o da cordini colorati. Dal passato di mia madre, purtroppo recentemente mancata, affiora una montagna di antiche testimonianze. Ricordi di gioie e di dolori, di momenti condivisi con persone ormai quasi tutte scomparse. Tra le tante testimonianze fa capolino una breve lettera di settantotto anni fa, scritta dalla sua maestra. La data è 27-VII-41. L’Italia è in guerra e il clima che si respira, malgrado siano molte le avvisaglie della catastrofe verso cui il paese sta scivolando, sembra ancora sereno. Da poco, dopo la conquista dei Balcani, Hitler ha scatenato l’attacco sul fronte russo e Mussolini l’ha appoggiato con l’invio di decine di migliaia di soldati male equipaggiati. Un mese dopo inizierà il tesseramento del ...

Un'opinione sull'ergastolo ostativo: un padre di famiglia scrive agli uomini ombra

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  Cari Uomini Ombra, sono un padre di famiglia che si avvicina alla cinquantina, sono artista e uomo di scienza, come lo sono molti nella mia famiglia da ormai qualche generazione. Da bambino mio nonno mi diceva: "Da giovane speravo di poter vivere così a lungo da poter vedere realizzate quelle che pensavo fossero grandi conquiste per l'umanità come  volare, e ancor di più andare sulla luna, anche se allora era impossibile. Nel corso della mia vita ho visto realizzarsi queste cose per cui ritengo che l'umanità si sia in qualche modo evoluta". Io personalmente spero di poter vivere così a lungo da vedere l'abolizione dell'ergastolo (e poi anche del carcere) da parte di una grande nazione organizzata (credo infatti che forse gli unici popoli che non concepiscono l'orrore del carcere appartengono a civiltà tribali). Questo ritengo che sarebbe un grande passo evolutivo per l'umanità, che non è paragonabile ad alcuna delle tec...