IN CARCERE NON C’È GIUSTIZIA, MA NON BISOGNA MAI RINUNCIARE A CERCARLA a cura di Carmelo Musumeci

IN CARCERE NON C’È GIUSTIZIA, MA NON BISOGNA MAI RINUNCIARE A
CERCARLA
Nel carcere ov’ero rinchiuso allora ero unicamente il numero e la
lettera di una piccola cella in un interminabile corridoio, uno dei mille numeri
senza vita, una delle mille vite senza vita.
(Oscar Wilde)
Nessuno (quasi) fa nulla! Nessuno (quasi) si sta interessando di quello che
sta accadendo nelle nostre “Patrie Galere” dopo le proteste dei prigionieri per
la paura del contagio da coronavirus. Molti pensano che siamo un Paese
democratico e certe cose non possano succedere, ma purtroppo tutte le carceri
del mondo sono uguali e, nella stragrande maggioranza dei casi, è difficile per
chi lavora dentro rimanere umani, sia nei paesi con dittatura che in democrazia.
Non voglio incolpare solo le guardie di quello che è accaduto, e sta accadendo,
in fondo loro obbediscono ad ordini e politiche che vengono dall’alto e sotto un
certo punto di vista anche loro sono vittime del carcere, ma i detenuti un po'
di più e le loro famiglie ancora di più. Punire non è sempre utile e giusto,
spesso lo si fa solo per cavalcare le paure della gente. Le pene non devono
essere una vendetta che lo Stato attua per conto della vittima. Spesso il
carcere fa male più dei reati che la società subisce. In questi giorni
continuano ad arrivarmi lettere di familiari preoccupati per quello che sta
accadendo in carcere dopo le rivolte:
“Signor Carmelo, la sua voce è più forte della mia - sicuro. Sono la moglie
di un detenuto che si trova a Secondigliano, ad oggi ci sono 4 detenuti
infettati e stanno nascondendo tutto. Questa è la situazione ad oggi.”
“Li stanno facendo morire. Mi aiuti, la prego, lo pubblichi nella sua
pagina. Ho mandato una email a “Striscia” e alle “Iene”. Speriamo che qualcosa
si smuova.”
“Buongiorno sig. Carmelo, sono la mamma di un ragazzo detenuto a S. Maria
Capua Vetere. Dopo essere stati massacrati i nostri figli e buttati come sacchi
di immondizia giù alle celle di isolamento, ora le guardie stanno inventando di
tutto. Io mi chiedo: non sarebbe più corretto requisire le telecamere del giorno
06 04 2020 è guardare dov'è la verità? La ringrazio.”
“Ste cose ti scoraggiano perché è tutto così irreale, una madre che ha un
figlio in carcere si deve preoccupare perché chi li dovrebbe solo sorvegliare
sono quelli che te li massacrano. Io sto male, preoccupata, avvilita,
sconfortata, non so nemmeno esprimere il senso che provo.”
“Scusa se ti disturbo, vorrei dirti sta cosa: ieri mio figlio ha fatto la
videochiamata e poiché era in isolamento mi chiamava dal passeggio: sarà stato 5
metri, ma almeno c’era la luce. Ancora erano visibili i lividi sui suoi occhi.
Dopo ricevo una chiamata che mi avvisa che li stavano prendendo uno alla volta
per convincerli a ritirare le denunce. Come si può essere così viscidi! Ora
immagino, come un film già visto, diranno che i detenuti hanno rotto le
telecamere in una rissa (che non c'è stata) e saranno quelle che riprendono lo
scempio da loro commesso.”
“Buon pomeriggio signor Carmelo, ieri è stata fatta la visita psicologica e
psichiatrica a mio marito, lui non ha più voce per parlare, mi chiedo: quando si
decidono a rispondere?”
Carmelo Musumeci
Foto di Valerio Bispuri
Aprile 2020
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