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Visualizzazione dei post con l'etichetta Carcere

Fiori di serra di Miriam Ballerini a cura di Vincenzo Capodiferro

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FIORI DI SERRA Ovvero: sull’umanesimo carcerario. Intenso romanzo verista di Miriam Ballerini “Fiori di serra”, romanzo di Miriam Ballerini, pubblicato da Rapsodia, è un inno alla civiltà, nel paese che può vantare, almeno teoricamente “Dei delitti e delle pene” di un Beccaria, ma che praticamente è ancora ben lontana da un umanesimo carcerario. Il romanzo racconta la vita di Gloria, una detenuta immaginaria tra le mura di una casa circondariale, il "Bassone" di Como. Miriam si presenta come reporter. Il giornalismo si fonde con la passione narrativa. Non è un caso che il carcere ci viene presentato come una serra, dove vengono coltivati i fiori migliori. Ed è così! Almeno doveva essere così negli intenti del nostro caro illuminato Beccaria. Chi meglio del redento si può fare redentore della società? Il carcere-scuola: rieducare alla vita civile! Miriam nella sua esperienza letteraria è sempre attenta a queste problematiche sociali. Scrive a proposito Maria Chiara Sibil...

TORTURA DEMOCRATICA: FINE PENA MAI a cura di Carmelo Musumeci

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  TORTURA DEMOCRATICA: FINE PENA MAI Un (ex) ergastolano ostativo libero è l’eccezione che conferma la regola, ma si sente come un reduce: la guerra è finita, ma non è finita nella sua testa.  Questa notte ho sognato di essere di nuovo in carcere, a fare i soliti discorsi che facevo con i miei compagni, per più di un quarto di secolo:   - La “Pena di Morte Viva” ti lascia in vita. Nient’altro! - Non abbiamo niente in cui sperare per il resto della nostra vita. - L’Uomo Ombra ha solo due anime, una per il passato e una per il presente, non ne ha nessuna per il futuro. - Per un ergastolano ostativo la morte è come un’amica che ti viene a salvare, aprendo il cancello della tua cella. - A volte penso che i buoni fuori dal muro di cinta non ci daranno mai la libertà, né la speranza di averla un giorno. - E se non ci ammazzano non è perché sono buoni, ma per torturarci di più. - Non è vero che molte vittime dei nostri reati vogliono giustizia... cercan...

ALFREDO COSPITO STA MORENDO PER CONTINUARE A VIVERE a cura di Carmelo Musumeci

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  ALFREDO COSPITO STA MORENDO PER CONTINUARE A VIVERE Mi è arrivato un appello da firmare per invitare Alfredo Cospito a smettere lo sciopero della fame, ma non me la sono sentita di aderire perché ho iniziato di ricordare: “Ho passato cinque lunghi anni nell’isola dell’Asinara sottoposto al regime di tortura democratico del 41 bis, di cui un anno e sei mesi in completo isolamento, passati in una cella e in un cortile dove non batteva mai il sole. Dalla mia cella d’isolamento mi era persino difficile vedere il cielo. In quegli anni non avevo nessuno con cui parlare o ridere. Per questo avevo imparato a parlare e a ridere da solo. Lo Stato ha sempre un alibi, quando tortura afferma che lo fa per la giustizia e la società. A volte dice che lo fa anche per il tuo bene. E usa molti mezzi per uccidere una persona poco per volta. Un anno e sei mesi d’isolamento senza mai parlare con nessuno sono stati molto duri. Settimane, mesi e anni sempre uguali. Giorni vuoti.  Il...

LA CERTEZZA DELLA PENA PRODUCE ALTRA CRIMINALITÀ a cura di Carmelo Musumeci

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  LA CERTEZZA DELLA PENA PRODUCE ALTRA CRIMINALITÀ L’idea più terribile che ho letto e ascoltato in questi giorni è l’affermazione anticostituzionale di “Certezza della pena”. Tale visione implica un’idea di automatismo per il quale ad ogni evento debba, necessariamente, corrispondere una determinata pena anche quando è controproducente per la società o per chi la sconta. E come se un dottore, dopo la guarigione del suo paziente, continuasse a curarlo somministrargli medicine con gravi effetti collaterali perché lo aveva stabilito prima. Molti non sanno che la nostra Carta Costituzionale, scritta soprattutto da partigiani che sono stati detenuti nelle carceri fasciste, prevede che la pena abbia principalmente lo scopo di tendere alla rieducazione, quindi qualsiasi pena detentiva non può e non deve essere certa, quando ha esaurito la sua funzione rieducativa. Per fortuna ci ha pensato il nuovo Ministra della Giustizia, Carlo Nordio, a ricordarlo, ma adesso bisogna vedere se avrà il...

LA GUERRA DEI SUICIDI IN CARCERE a cura di Carmelo Musumeci

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  LA GUERRA DEI SUICIDI IN CARCERE Nel 2022 già 67 suicidi nelle carceri italiane, probabilmente perché i prigionieri hanno più paura di vivere che di morire. “La donna di 51 anni, detenuta nel carcere bresciano di Verziano, si è uccisa impiccandosi con un lenzuolo legato al collo.” (Corriere della Sera, 9 ottobre 2022) In questi giorni pensavo che i detenuti conducono la vita più "sicura" al mondo, forse anche perché è difficile che facciano un incidente stradale. Eppure i dati dicono che i detenuti si tolgono la vita e muoiono più delle persone libere. Nessuno però dice nulla del fatto che hanno buoni motivi per farlo perché il carcere in Italia non insegna molte cose, ma una cosa la sa fare molto bene, sa "convincerti" a toglierti la vita. I detenuti si domandano perché devono continuare a vivere anziché farla finita con una vita che tanto spesso è un inferno. E ammazzarsi non è affatto una domanda, ma una risposta perché per un detenuto a volte...

CARCERE: ISTIGAZIONE O AIUTO AL SUICIDIO a cura di Carmelo Musumeci

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  CARCERE: ISTIGAZIONE O AIUTO AL SUICIDIO Di solito in carcere si pensa: la morte è a portata di mano e in un attimo ti può dare la libertà, la serenità e la felicità. La Morte ti libera il cuore e l’anima, mentre il carcere te li divora, fino a che non resta più traccia di un essere umano in te. Nelle vostre Patrie Galere i prigionieri fanno la gara a chi si toglie la vita per primo, già 59 quest’anno.  E quasi nessuno ne parla o ne scrive, lo faccio io che me ne intendo:   Forse molti non sanno che il metodo che normalmente usa un prigioniero per togliersi la vita è semplice. Prepara una fune che può essere presa dalla cintola di un accappatoio o dai lacci delle scarpe o direttamente strappando delle lenzuola. Poi prepara il cappio. E lo fa passare intorno alle sbarre della finestra. Dopo non rimane altro che salire su uno sgabello. Infilare il cappio in testa. E farlo scivolare sul collo. Poi viene la parte più semplice perché non rimane altro che d...

MARIO SERPA: MORTE DI UN ERGASTOLANO PERBENE a cura di Carmelo Musumeci

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MARIO SERPA: MORTE DI UN ERGASTOLANO PERBENE   Ieri mi è arrivata la triste notizia che nel cimitero degli elefanti del carcere di Parma, dove vanno a morire molti ergastolani stanchi e malati, è mancato Mario Serpa, dopo 40 anni di carcere. In galera nascono le amicizie più vere e fra gli ergastolani quelle più profonde. Mario era un mio amico, un brav’uomo, perché si può commettere gravi reati ed essere una bella persona, ma non sempre purtroppo è vero il contrario. Non sempre chi non commette reati è una brava persona e non lo sono certo quelle persone delle istituzioni che hanno lasciato morire Mario chiuso in una cella, soprattutto perché lui da tempo non era più l’uomo del reato. Certo la legge e le istituzioni non possono avere cuore, ma credo che chi li rappresentano lo dovrebbero avere, ma capisco anche che spesso queste persone non lo possono avere perché la società chiede giustizia, ma in realtà vuole solo becera vendetta, anche quando non è più necessaria....

SI DICE CHE IN GALERA SI STA AL FRESCO, MA NON È AFFATTO VERO a cura di Carmelo Musumeci

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  SI DICE CHE IN GALERA SI STA AL FRESCO, MA NON È AFFATTO VERO. È difficile scrollarsi il carcere di dosso. Ti senti come un soldato che è tornato a casa, la guerra è finita, ma continua implacabile nella tua testa.  Oggi al bar ho sentito alcuni clienti, seduti al fresco davanti ad una granita, lamentarsi del troppo caldo. E questo mi ha fatto pensare al caldo che soffrivo nelle celle delle carceri dove sono stato. Una volta arrivato a casa, sono andato a leggere cosa scrivevo nel mio diario in carcere: - Dopo ore di viaggio, dentro il blindato con un caldo soffocante, senza poter bere ed andare in bagno, arrivo nel carcere di Firenze. Come al solito mi assegnano alla sezione transito ma, peggio del solito, capito in una cella dove sembra che siano passati i vandali: il tasto del volume della televisione rotto, senza cuscino, senza luce artificiale, solo uno stipetto, muri della cella sporchi ed in alcune parti macchiati di sangue. Pulisco alla bella e meglio,...

BUON REFERENDUM A TUTTI a cura di Carmelo Musumeci

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  BUON REFERENDUM A TUTTI Adoro i referendum: si vota ma non si elegge nessuno. (Altan)   Il 12 giugno i cittadini italiani potranno recarsi alle urne per votare i  referendum sulla giustizia ed io ho un po' di amarezza che ancora una volta non potrò votare, perché nonostante la mia pena sia stata estinta, rimango interdetto a vita dai diritti civili e politici. Libero ma cattivo e condannato per sempre a non votare, purtroppo mi devo rassegnare che per lo Stato Italiano, e per una parte della società, sarò sempre l’uomo del reato, per il resto dei miei giorni. Penso che ci sia qualcosa di concettualmente sbagliato nel voler educare una persona togliendole il diritto di votare. E credo che tutti dovrebbero avere il diritto di voto, anche a seguito di una condanna penale, perché la funzione rieducativa della pena inizia proprio quando puoi esprimere le tue idee, quando puoi fare delle scelte politiche, quando puoi provare a cambiare qualcosa, te stesso e ...

“PENA DI MORTE VIVA”: TI AMMAZZA LASCIANDOTI VIVO a cura di Carmelo Musumeci

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  “PENA DI MORTE VIVA”: TI AMMAZZA LASCIANDOTI VIVO “Io sono contro la pena di morte perché il colpevole soffre solo un attimo. Io voglio che sia condannato all’ergastolo, così soffrirà tutta la vita”. (Dichiarazione di una vittima di reato) Si sta discutendo dell’abolizione dell’ergastolo ostativo, ma non della cancellazione di questa terribile pena. Eppure questa condanna è un omicidio raffinato che vorrebbe salvare le coscienze, ahimè anche di molti cristiani, ma è inumano punire per sempre, senza un fine pena certo e scritto. Una punizione che solo in rari casi non è eterna perde di senso e si trasforma in tortura, vendetta e sadismo. E soprattutto questa pena leva il rimorso per qualsiasi male uno abbia commesso, perché le punizioni crudeli e senza futuro fanno sentire innocenti anche i peggiori criminali. Perché bisognerebbe abolire la “Pena di Morte Viva”, ostativa o no? Semplicemente per questi due articoli della nostra Costituzione: “È punita ogni violen...

SCONTARE LA PENA a cura di Carmelo Musumeci

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  SCONTARE LA PENA La Corte Costituzionale, con la sentenza del 15 aprile 2021, ha stabilito che la pena dell’ergastolo ostativo è incompatibile con la nostra Costituzione. Adesso a me sembra che, con la proposta di modifica in discussione al Parlamento, l’ergastolo ostativo diventi ancora più ostativo. Forse è fuori luogo in questi brutti tempi di guerra scrivere di ergastolo, ma credo che sia comunque giusto farlo. Molte persone “perbene” pensano che si possa sconfiggere la guerra con le armi o facendo ancora più morti, altre pensano che si possa sconfiggere il male aggiungendo altro male.  E una certa antimafia, da circa 30 anni, è convinta che si possono sconfiggere certi fenomeni criminali solo con l’ergastolo ostativo o con il regime di tortura democratico del 41 bis. Non sanno quanto si sbagliano, perché certi fenomeni non si sconfiggono solo militarmente, ma soprattutto culturalmente. Per esempio, ci sono alcune persone “perbene”, culturalmente con mental...

Ministra della Giustizia, perché il carcere ha paura dei libri? a cura di Carmelo Musumeci

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  Ministra della Giustizia, perché il carcere ha paura dei libri? Succede ogni tanto che mi scriva qualche detenuto sottoposto al regime di tortura democratica del 41 bis, per dirmi che vorrebbe leggere qualche mio libro. Io devo rispondere che questo non è possibile, se hanno proibito di far entrare nelle celle delle sezioni del 41 bis perfino un libro dell’attuale Guardasigilli. Signora Ministra, penso che bisognerebbe “condannare” i carcerati a leggere di più. Non potrebbe fare qualcosa per cambiare o modificare la norma che consente all’amministrazione penitenziaria di vietare ai detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis di ricevere libri e riviste dall’esterno? Secondo alcuni professionisti dell’antimafia questo divieto consente di prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di provenienza. Invece, a mio parere in questo modo si fa un “favore” alla mafia, perché́ non si tiene conto che i libri potrebbero aiutare a sconfiggere l’ a...

La violenza nelle carceri è frutto anche del silenzio delle cosiddette persone perbene a cura di Carmelo Musumeci

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  La violenza nelle carceri è frutto anche del silenzio delle cosiddette persone perbene “Eseguimmo ordine”. Molti pensano che quello che è accaduto a Santa Maria Capua a Vetere sia un caso isolato, purtroppo non lo è. E se non ci fossero stati quei video nessuno lo avrebbe mai saputo.  La prigione è un mondo ignoto per tutti coloro che sono liberi ed è difficile far conoscere alla società e ai nostri politici l’inferno che hanno creato e mal governano. Alcuni detenuti vivono come cani bastonati e all'ordine del giorno vi sono: autolesionismo, suicidi, tensioni interne che sfociano a volte in condotte aggressive dell’uno o dell’altro, abusi, soprusi, ingiustizia istituzionali, pestaggi, e la lista sarebbe troppo lunga per andare avanti. Ma le botte che fanno più male sono quelle che l’Assassino dei Sogni, come chiamo io il carcere, dà ai cuori e alle anime dei prigionieri e dei loro familiari. L’altro giorno facendo ordine nelle mie carte mi è capitato fra le ...

CARCERI: “LI ABBATTIAMO COME VITELLI” a cura di Carmelo Musumeci

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  CARCERI: “LI ABBATTIAMO COME VITELLI” Santa Maria Capua Vetere: penso che i cattivi non siano solo le guardie ma una buona parte della società che vuole che la pena faccia male. È ovvio che sono garantista, e non bisogna mai generalizzare, ma il linguaggio usato sulle chat degli agenti è certamente un dato certo. Il magistrato riporta: “Li abbattiamo come vitelli… domate il bestiame… Alcuni denudati in ginocchio, colpiti alle spalle”, per non parlare delle immagini del video che sta girando dove si vede un invalido in carrozzella bastonato da un agente. Cerchiamo di fare un ragionamento: i protagonisti di quelle frasi e di quelle immagini sono cattivi? Non penso, sono vittime anche loro della cultura e della mentalità carceraria. Piuttosto sono molto più cattivi e colpevoli alcuni politici e funzionari ministeriali che li mettono nelle condizioni di compiere violenze. Penso che questo sia il vero problema, difficile da risolvere. In fondo, buona parte della società...

CESARE BATTISTI CONDANNATO DALLA VIOLENZA DEI BUONI a cura di Carmelo Musumeci

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  CESARE BATTISTI CONDANNATO DALLA VIOLENZA DEI BUONI Penso che non si dia giustizia e non si rispettino le vittime dei reati facendo marcire in carcere i loro carnefici: lo si potrebbe fare di più, e meglio, cercando di rendere persone migliori chi sconta una pena, che non deve essere solo il carcere, almeno così pensavano i nostri padri costituenti che si rivolteranno nella tomba vedendo che ora il carcere è diventato un luogo dove ci sono persone che vengono democraticamente torturate e sepolte vive. Fino a che punto può arrivare una democrazia per tentare di tutelare i suoi cittadini? Può arrivare per esempio a torturare in nome delle vittime e della legge? Io credo di no, penso che una democrazia che usi gli stessi mezzi usati dai criminali sia una democrazia che ha dei problemi. Non ho mai visto nessun delinquente cambiare per effetto di trattamenti disumani e degradanti, e con lunghe pene da scontare, e un Paese che li usa, comunque, fosse anche per fermare il ...

Papalia Domenico, defunto vivo, 58 anni espiati

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  Papalia Domenico, defunto vivo, 58 anni espiati L'ergastolo è una vita senza una vita, dove la vita e la morte si confondono. Anche gli ergastolani vorrebbero avere un calendario in cella per segnare i giorni, i mesi e gli anni che mancano loro per ritornare alla vita. Spesso ho detto e scritto che in Italia, Patria del Diritto Romano, ci sono molti umani che tengono altri umani chiusi in una cella da più di 30 anni, e in alcuni casi da 40 anni e più, che ormai si nutrono solo con briciole di speranza, che spesso vengono mangiate dagli avvoltoi. Uomini che non sanno più chi sono, né dove sono, né dove vanno, che non hanno nessun domani, hanno solo un passato che non passa e corrono con la morte per la morte. Molti di loro se potessero scegliere preferirebbero morire subito, adesso, in questo momento, piuttosto che nel modo orribile, progressivamente e infinitamente spaventoso, di morire tutti i giorni a fare sera e a fare mattino. Il passato dell'ergastolano sarà sempre...