Grande riformatore religioso, amato da Richelieu
e da San Francesco di Sales
Alain di Solminihac nasce il 25 novembre 1593 da
nobile famiglia nella Francia meridionale, presso il castello di Belet, nel
circondario di Périgueux. Qui trascorre la sua giovinezza. Desiderava entrare
nei Cavalieri di Malta, ma suo zio, Arnaldo di Solminihac, essendo abate del
monastero di Chancelade, dell’ordine degli Agostiniani, lo esorta ad entrare
nella famosa abbazia del centro francese. Dopo un anno di noviziato, il 28
luglio dell'anno 1616, emette la professione religiosa. Alain si dedica allo
studio della filosofia e della teologia a Parigi, dove ha occasione di
conoscere e stringere amicizia, tra gli altri, con S. Vincenzo de Paoli e Carlo
Faure. Conosce San Francesco di Sales, che diviene suo amico ed estimatore. Alain
è ordinato sacerdote il 22 settembre 1618. Dopo quattro anni di soggiorno
impegnativo a Parigi, nel settembre del 1622, riceve la benedizione abbaziale.
Nel 1623 Alain redige le Costituzioni, improntate all’austerità. L'abate,
svolgendo anche l’ufficio di maestro dei novizi, rivolge particolare attenzione
alla formazione dei giovani. Ha molto a soffrire per la sua Congregazione. Carlo
Faure, infatti, il quale a Parigi lo aveva anche seguito nella vita religiosa,
ha l'incarico dal cardinale Francesco de la Rochefoucauld di mitigare tutte le
regole delle case fondate da Canonici Regolari del regno di Francia. L'abate di
Chancelade si oppone a questo progetto. Una ordinanza regia del 1636 impone la
fusione delle Congregazioni. Alain non accetta ed intenta una causa presso il
Consiglio della Corona e presso la Santa Sede, che gli dà ragione. Nel 1636
viene nominato vescovo di Cahors, tra Périgueux e Tolosa. Il cardinale
Richelieu prende Chancelade sotto la sua personale protezione e garantisce la
stabilità della riforma. Nel 1659 è costretto
ad interrompere una visita pastorale: le forze fisiche non reggono più. Muore il
31 dicembre del 1659. È stato un grande riformatore
che si è premurato di far attuare i decreti del Concilio di Trento,
seguendo in questo il suo grande modello, San Carlo Borromeo. Abbiamo ripreso
queste notizie dalla biografia di Carlo Egger: Un rinnovatore. Alano di Solminihiac, canonico regolare di S. Agostino,
Roma 1979. Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1981. Per meglio
chiarire la portata della riforma di Alain di Somnihiac abbiamo trovato e
riportato alcune lettere di illustri personaggi storici francesi, che avevano a
cuore l’opera dell’abate, come questa lettera del cardinale Richelieu all’abate
di Chacelade, datata 16 aprile 1636: Il
re desidererebbe colmare i posti vacanti del reame di Francia di persone che si
siano pari alla vostra esemplare scuola. Le notevoli qualità e la maestà che
abbiamo in voi riconosciuto, ci hanno indotto a queste favorevoli
considerazioni nei vostri riguardi e ci hanno fatto riporre lo sguardo su di
voi... Questo avviso vi viene raccomandato proprio perché nutriamo somma stima
per voi… e nello stesso luogo esprimiamo tutte le nostre premure. Al che il
santo con obbedientissima osservanza risponde: Eccellenza Reverendissima Monsignor Richelieu, io riprendo la penna
subito per rispondervi. Rivolgo a voi ed a sua maestà il Re le mie più profonde
riverenze. E per il grande riguardo che nutro nei vostri confronti e della sua
Maestà colgo l’occasione per esprimere tutte le preoccupazioni per non rendere
vana la riforma degli ordini religiosi. È mio desiderio che queste
considerazioni siano riportate al Re, sempre in ossequio ai voleri di sua Maestà
ed ai suoi disegni e al progetto di riforma, per prendere tutti i provvedimenti
necessari a che siano soddisfatte i suoi incontestabili voleri. Possano essere
gradite a voi queste mie osservazioni. Realmont 27 aprile 1636. Il re Luigi
XIII ebbe molto a cuore il nostro santo riformatore, tanto che di lì a poco
emanò un diploma regio: Oggi 17 del mese
di giugno, dell’anno del Signore 1636, dalla sede di Fontainebleau, per la
maggior gloria, l’onore e la maestà di Dio, abbiamo deciso di colmare la sede vacante
della Chiesa di Cahors di una persona, dotata di tutte le virtù e di tutti i
requisiti richiesti e tutto a vantaggio della Santa Chiesa, nonché dell’edificazione
delle anime. Dopo aver considerato tutti coloro che ne potessero essere degni e
capaci, ci siamo soffermati su di lui. Questa persona è Alain de Solminhiac, abate
di Chancelade. Abbiamo fatto questa scelta per la santità della sua vita. La
fama di costui aumenta di giorno in giorno, per la dottrina, la pietà, per
tutte le raccomandabili qualità, che sono in lui e per tutti i dignitosi
servigi che ha reso alla santa Chiesa, soprattutto per la riforma dell’ordine
di Sant’Agostino, per cui egli si è sempre prestato con zelo. Dignitoso
nell’esempio di vita cristiana, si è sempre battuto, con vigilanza, per l’integrità
dei costumi, per l’opera riformatrice, e per tutte le perfezioni, atte
all’intento di ristabilire l’antico splendore dell’ordine. Per questi motivi
abbiamo stabilito che l’abate di Solminhiac, divenga vescovo della Chiesa di
Cahors. E dopo il re Luigi XIII scrisse anche al papa Urbano VIII, Maffeo
Barberini, sotto il cui pontificato si compì anche il processo a Galileo
Galilei: Santo Padre, per la grande
santità di vita e la singolare devozione delle anime nostre verso di lui, abbiamo
additato Alain di Solminhiac, abate di Chancelade, dalla somma dottrina e dalle
altre raccomandabili virtù, che abbiamo riscontrato nella sua persona, per
colmare le sedi vacanti della Chiesa del nostro reame di persone che abbiano le
qualità necessarie per la maggior gloria di Dio e per l’edificazione morale e
spirituale della santa Chiesa. Pertanto abbiamo fatto la scelta dell’abate di
Chancelade per la diocesi di Cahors. Abbiamo inviato questa missiva a Sua
Santità, con preghiera di adoprarsi a tutti gli adempimenti dovuti a che
l’abate divenga vescovo, a redigere la relativa bolla del provvedimento apostolico
necessario a seguito di questa memoria, accompagnate dalle suppliche più ampie,
che rivolgiamo a sua Santità. Voglia sua Santità porre il suo sguardo verso di
lui per mantenere il buon regime ed il governo della sua Santa Chiesa. Dato in
Fontainebleau, il 16 giugno del 1636. Il vostro devoto figlio, Re di Francia e
di Navarra, Luigi XIII. Che dire di più di quest’uomo? Ha onorato
grandiosamente l’ordine di S. Agostino. Fu promotore di una sentita riforma
della Chiesa e dei costumi. Tanto è che oggi non si parla più di Controriforma,
ma di Riforma cattolica. Di lui veramente possiamo dire come Agostino: Intellegat
non se esse episcopum, qui praeesse dilexerit, non prodesse. «Non è vescovo chi ama essere capo, ma
non ama essere utile» (De Civ. Dei,
XIX,19).
Vincenzo
Capodiferro
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