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I COCCI DEL MIO ALFABETO Una raccolta poetica “neoclassicista” di Filomena Lombardo a cura di Vincenzo Capodiferro

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I COCCI DEL MIO ALFABETO Una raccolta poetica “neoclassicista” di Filomena Lombardo “ I cocci del mio alfabeto. Parole tra letteratura, arte e mito” è una raccolta poetica di Filomena Lombardo, edita da Emia, Riano luglio 2018. Filomena Lombardo è nata nel 1971 a Brackenheim, si è trasferita da bambina a Varese e si è laureata in lettere moderne. Insegna al Liceo artistico “A. Frattini” di Varese. Appassionata di Storia antica, arte e Lettere antiche, nonché di Archeologia, in cui ha conseguito il diploma di laurea, ha pubblicato per Emia anche un’altra opera bellissima: “Il tiranno politico. Gelone, tra Oriente e Occidente”. «”I Cocci del mio alfabeto” ha a che fare con il peso delle parole. Con il loro carico. Con il loro dovere. Con la loro responsabilità. Con la loro sostanza, anzitutto. Che è carne e spirito. Che è corpo ed anima. Delicata e cagionevole. Deperibile e gracile. In questo prezioso “guscio editoriale” (la parola coccio deriva dal greco “ostrakon” che signif...

LA FUNZIONE SUPPLENTE a cura di Angelo Ivan Leone

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LA FUNZIONE SUPPLENTE   Per rispondere alla domanda di dove sia finita la Costituzione, si può dire che questa gente è figlia di quella gente che a Genova diceva che la Costituzione ce l'aveva sotto gli stivali. E la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto. In una desolata e desolante aula parlamentare degli anni '80 Bettino Craxi parlando, male, di un giornalista lo definì testualmente: “giornalista dei miei stivali”. A questo epiteto il vecchio missino Tremaglia gli fece eco domandando: “di chi sono gli stivali?!”  Ecco, oggi molti italiani sono alla ricerca di questi famosi stivali, e dubito che gli si possa far desistere da tale agonica ricerca perché, al momento, sono tutti impegnati nel leccare questi famosi stivali avendo avuto una sorta di allucinazione collettiva e credendo di aver visto un novello Duce in un pagliaccio da circo. Ma il carnevale, come cantava la stupenda Caterina Caselli, "finisce male", Ai molti che accusano la magistratura it...

ILMERCANTE DI SETA di Liz Trenow a cura di Miriam Ballerini

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ILMERCANTE DI SETA di Liz Trenow © 2017 Newton Compton Editori – Gli insuperabili Gold ISBN 978-88-227-1984-3 Pag. 379 € 10,00 Leggo sulla copertina: “Ispirato a un'incredibile storia vera”. Questo romanzo nasce dalle ricerche dell'autrice sulla storia del commercio di seta della sua famiglia. Ci troviamo nell'Inghilterra del settecento, e, molte delle nozioni contenute nel libro, anche la casa che l'autrice nomina, sono davvero esisitite. È un romanzo dai toni delicati, scritto molto bene, tanto che si è spinti e invogliati a proseguire e vedere cosa accadrà. Dalle sue ricerche nasce “Il mercante di seta”, dove l'autrice ha inserito i suoi personaggi d'invenzione, prendendo spunto dalla realtà. Anna, la protagonista, dalla campagna dove viveva coi genitori e la sorella, dopo la morte della madre, viene mandata a vivere in città nella famiglia della zia, sorella del padre. L'uomo spera così di darle quelle opportunità che dove vive no...

Non distruggete le attività di Ristretti Orizzonti a cura di Carmelo Musumeci

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Non distruggete le attività di Ristretti Orizzonti Siamo un Paese che spende 3 miliardi di euro all’anno per l’esecuzione della pena, più di tutti gli altri in Europa, ma siamo il Paese con più alto tasso di recidiva di tutta Europa. Credo che un carcere che accoglie chi infrange la legge e restituisce delinquenti non garantisca sicurezza. Per questo ho sempre affermato che il carcere è il luogo più illegale di qualsiasi altro posto, che nelle nostre “Patrie Galere” due più due fa cinque, che nella stragrande maggioranza dei casi quando si finisce di scontare una pena si esce dalla prigione peggiori di quando si è entrati e che il miglior carcere è quello che non costruiranno mai. Quando però qualcuno mi domanda qual è stata la galera più vivibile dove sono stato nei miei 35 anni di carcere (di cui 27 anni ininterrottamente), non posso non rispondere che è quello di Padova, grazie soprattutto alla mia partecipazione alla redazione di “Ristretti Orizzonti”. Posso affermare che ...

Mal di rating per il Paese a cura di Antonio Laurenzano

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               Mal di rating per il Paese                        a cura di Antonio Laurenzano Nubi minacciose si addensano sul futuro della nostra economia. Anche Standard&Poor’s, in linea con le valutazioni di Moody’s, conferma la forte criticità del rating dell’Italia che resta poco al di sopra del temuto livello “junk” (“spazzatura”). Sotto esame da parte delle agenzie statunitensi la solidità e la solvibilità del debito pubblico. Una valutazione (rating) che apre scenari economici inquietanti sui mercati finanziari (spread) e sul sistema bancario (liquidità), perché legata a un outlook negativo, e cioè a stime di crescita al ribasso. “Il piano economico del governo, sostiene l’agenzia, rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia, rappresenta una inversione   rispetto   al consolidamento di bilancio,  un passo indietro sulla prec...

Il linguaggio di Tex a cura di Angelo Ivan Leone

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                     Il linguaggio di Tex    Il linguaggio di Tex risente indubbiamente della collocazione geografica in cui viene ambientato il fumetto. Ricordiamoci che Tex si chiama così perché è originario del Texas, anche se le sue vicende si svolgeranno per lo più nel Far West al confine col Messico. Quindi abbiamo un plurilinguismo quasi obbligato dei vari personaggi; innanzitutto, troviamo termini anglo-americani, come “mister, miss, ranger, saloon, ranch, colt, winchester, whisky” e altri.  In virtù del fatto che siamo vicini al Messico, troviamo dei termini spagnoli, come “señor, amigo, gringo, hombre, muchacha, peone, desperado, guerrillero” e altri; delle esclamazioni e imprecazioni tipicamente messicane e spagnoleggianti, tra cui “Caramba!”, “Diablo!”, “Madre de Dios!”, “Muy bien!”, “Bueno!”, “Maldito!”, “Cabron!”; e addirittura delle formule di saluto made in Messico, come “Adios y suerte!”, “Ha...

Tanta Puglia nel ventennale del THUN Club alla Reggia di Caserta a cura di Antonio V. Gelormini

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Tanta Puglia nel ventennale del THUN Club alla Reggia di Caserta di Antonio V. Gelormini Tanta Puglia nei 20 anni del THUN Club che, per festeggiare il giro di boa, ha scelto la suggestiva cornice della Reggia di Caserta, canto impareggiabile alla bellezza, alla passione e all’amore sottaciuto: espressi dall’estro vanvitelliano con la vitalità dell’acqua, che modella ed esalta ogni forma di creatività artistica. Dai più di 12.000 soci sui 110.000 del Club (l’11%, di cui circa 700 sono arrivati a Caserta), ai 70 punti vendita e agli 11 punti diretti aperti in Puglia negli ultimi tre anni. Dalla firma salentina dell’autore del video-mapping della nuovo Spazio sulla controfacciata della Reggia, Hermes ‘HEM’ Mangialardo, da Copertino (Lecce) ai tantissimi volontari della Fondazione Lene Thun, che nei reparti di onco-ematologia pediatrica, anche degli Ospedali Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e Vito Fazzi di Lecce, con le attività di ...