30 giugno 2016

L'immagine misteriosa di Ninetta Pierangeli

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Il libro di Ninetta Pierangeli "Asperger"

Asperger
Ninetta Pierangeli
Lepisma (Roma) 2015
Prezzo euro 15,99 ISBN 978-88-7537-234-7

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BYE BYE LONDRA, DIVORZIO DALLA STORIA di Antonio Laurenzano


BYE  BYE  LONDRA, DIVORZIO DALLA STORIA
                    di  Antonio Laurenzano

Fra analisi, proclami e previsioni continua il lungo day after di Brexit.  Il giorno della verità secondo alcuni, quello della illusione populista secondo altri. Comunque, “un macigno sulla storia dell’Europa”!
Uscire  dall’ Unione europea  è “un azzardo sciagurato” , ha dichiarato il Presidente emerito Giorgio Napolitano. “L’esperienza del referendum inglese dimostra  che la scorciatoia della scelta tra un sì e un no si presta a ogni sorta di stravolgimento demagogico ed emotivo.” Pensare cioè che per arginare crisi economica e flussi migratori le soluzioni nazionali funzionino meglio di quelle europee significa alimentare uno sterile  populismo. Il superamento  del diffuso disagio sociale nell’ Ue passa attraverso il rilancio dell’Europa, delle sue inadeguate istituzioni comunitarie, delle sue austere politiche economiche per una governance della sovranità condivisa.  L’Europa non ha ancora trovato un’architettura istituzionale capace di creare stabilità. E l’euro ha alimentato quegli stessi conflitti che l’integrazione avrebbe dovuto prevenire. L’ Europa però non può essere il capro espiatorio  di ogni male, la causa delle rovine sociali ed economiche di una Unione sempre più allo sbando! La stragrande delle decisioni politiche viene presa dal Consiglio europeo, l’istituzione comunitaria che definisce l’orientamento politico generale e le priorità dell’Unione  della quale fanno parte i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri! E’ pretestuoso affermare “L’Europa ci impone”! Si vota a favore di questioni importanti a Bruxelles per poi tornare euroscettici appena scesi dall’’aereo! Significa imbrogliare l’ opinione pubblica per catturare facili consensi elettorali.
Brexit è il risultato di un uso strumentale e “irresponsabile” del voto, voluto dal premier Cameron per rispondere agli attacchi alla sua leadership in forte calo di consensi. Strategia sbagliata per un referendum non preceduto da un serio dibattito sul rapporto, peraltro privilegiato, fra Regno Unito e Unione europea, il cui esito apre ora scenari di grande incertezza, non solo economica.  Chi ha votato per uscire dall’Unione si è fatto affascinare dal gigionismo dell’ex sindaco di Londra Boris Johnson in corsa per Down Street 10 e dagli specchietti per le allodole di Nigel Frarage, a cominciare dallo spauracchio dell’immigrazione dall’Ue.
“Independence Day”, ma il futuro non è più quello dei tempi in cui Londra regnava sui mari da grande potenza! Frantumato il sogno di una comune casa europea, con il timore di un “effetto domino”  esportato  oltre Manica, il Regno Unito rischia un … “effetto boomerang”: è intenzione di  Scozia e Irlanda del Nord promuovere un referendum per un “leave”  dal Regno di Sua Maestà a favore di un “remain” nell’Unione europea! Si azzera il processo di integrazione politica dell’Europa dei Padri fondatori, in risposta ai violenti nazionalismi del XX secolo, causa di lutti e devastazioni fra i popoli del Vecchio Continente. 
Il paradosso è che Brexit, con le sue conseguenze negative sull’economia reale, finirà per impoverire ancora di più quegli stessi soggetti che nel voto contro l’ Unione europea hanno riposto le speranze  di un riscatto sociale ed economico. Un voto espressione sì di profondo disagio, ma soprattutto di una carica emotiva alimentata dalla ignoranza storica e dalla miopia economico-politica di governanti allo sbaraglio! La democrazia diretta se non genera nel cittadino consapevolezza del proprio ruolo attraverso la partecipazione e la conoscenza rischia di divenire “circonvenzione di incapace”!   Ha votato “leave” chi è ai margini della società e non ha niente da perdere. E il risultato si commenta da solo: crisi di governo con le dimissioni di Cameron, negoziati difficili con Bruxelles per l’exit, volatilità della sterlina, incertezza economica, rischio di recessione, caduta del tasso   di disoccupazione. Effetti negativi che non colpiranno le contestate elite finanziarie ma proprio le classi meno abbienti che hanno sposato la causa dei pifferai populisti. L’inaccettabile povertà e le disuguaglianze che ancora persistono anche nel Regno Unito richiedono sicuramente un responsabile ripensamento delle politiche pubbliche, ma questi problemi, in un’epoca di grandi interdipendenze,  possono essere affrontati meglio se non ci si isola dalla più grande economia con cui si confina. La Gran Bretagna ha scelto di liberarsi dei lacci e laccioli comunitari, l’Unione europea  si libera di un Paese che è sempre stato con un piede dentro e con un altro fuori dall’Unione e che, colpevolmente, ha dimenticato la lezione della storia. Un divorzio nel segno di un anacronistico nazionalismo!         

27 giugno 2016

KATHERINE di Anchee Min recensito da Miriam Ballerini

KATHERINE                                                             di Anchee Min
© 1997 Teadue
ISBN 88-7818-211-7   € 7,00 Pag. 209

Un romanzo dal sapore esotico, dove i nomi e i luoghi sono estremamente diversi da quelli che siamo abituati a conoscere.
Nella Cina dopo Mao, Katherine, una donna americana, giunge in Cina per insegnare l’inglese a degli allievi adulti.
La sua presenza scatena qualcosa negli animi dei suoi studenti, tutti indottrinati da Mao. Katherine simboleggia la libertà, la seduzione, una vita assolutamente agli antipodi, rispetto alla loro.
Katherine fa amicizia con Zebra, vuole scrivere un libro sulla Cina, affascinata da sempre da questo paese.
Zebra continua a dirle che lei non capisce cosa significhi essere cinese. Lei che, da ragazzina, è stata una Guardia Rossa.
Testa di leone, amico di Zebra e con la quale avrà una storia d’amore, s’innamora perdutamente di Katherine. Ma lei lo respinge.
Testa di leone, a sua volta, è amato da Fior di gelsomino. La ragazza fa di tutto per stare con lui, anche subire delle umiliazioni.
Da una parte vediamo questa ragazza sottomessa, dall’altra l’americana libera, che pensa con la propria testa e segue il suo cuore. Poi abbiamo Zebra, che vuole capire, sapere, essere anche lei una donna libera.
Katherine prepara le carte per adottare Piccola lepre, una ragazzina muta che sta in un orfanotrofio; per il proprio handicap viene derisa e picchiata dagli altri bambini. Molte bambine vengono abbandonate in Cina, perché loro non hanno valore alcuno.
In seguito a una festa in cui Katherine alza un poco il gomito e dove c’è chi trama contro di lei, “il diavolo straniero”; la donna è costretta a tornare in America.
Resta in contatto con Zebra, che, non volendo sottomettersi al regime, viene rimandata alla cava degli elefanti, dove dovrà lavorare duramente.
Zebra salva Piccola Lepre e si prepara a partire con lei per l’America, ma la piccola prende una brutta malattia che circola nell’orfanotrofio e viene ricoverata in ospedale.
La fine del romanzo vede Piccola Lepre che migliora e le lacrime di Zebra che, in cuor suo, ha preso una decisione: “…mi resi conto che la mia vita era arrivata al punto che non avrei più rinunciato, anche se non fossi riuscita ad andare in America. Non avrei rinunciato. Era tutto quello che chiedevo a me stessa”.
Sulla copertina leggiamo: erotico. Drammatico. Commovente.
È tutto questo e insegna usi e modi di pensare lontani dal nostro mondo.


© Miriam Ballerini

21 giugno 2016

La fattoria delle coccole ad Appiano Gentile

LA FATTORIA DELLE COCCOLE

Ad Appiano Gentile, in provincia di Como, da giugno 2014 è possibile visitare la fattoria delle coccole, il più grande, per estensione e numero di animali, modello di fattoria dove gli animali da reddito, sono stati salvati da situazioni di maltrattamento e/o morte certa. Qui vengono cresciuti e coccolati come animali domestici. Un luogo di pace e serenità dove coccolare asinelli, pecore, mucche, maiali, capre... e sensibilizzarsi a uno stile di vita cruelty-free e veg!
Sabato 18 giugno ho avuto modo di visitare la struttura e intervistare una socia fondatrice dell’associazione, Stefania Balzarotti.


Miriam Ballerini e Stefania Balzarotti
L’idea della struttura è nata essenzialmente da tre persone: la presidente Bianca Tagliabue, Guido Gerletti  e Stefania Balzarotti.
Lavoravano tutti nella stessa azienda e, i primi animali, li tenevano nel parco aziendale. Da allora di strada ne hanno fatta, aprendo la fattoria delle coccole ad Appiano, che da settembre avrà una nuova sede. Un’altra struttura a Guanzate e, in Valle d’Intelvi, un alpeggio a Orimento; dove è possibile soggiornare in un albergo con otto camere e trascorrere una settimana da pastore. Oppure, semplicemente concedersi una vacanza in mezzo alla natura e agli animali.
Tutto ciò è stato possibile grazie alla raccolta fondi che si svolge vendendo dei loro prodotti: tramite attività rivolte ai bambini e alle scolaresche, incontri benessere, sponsor, campagne adozioni e semplici offerte donate da chi visita le strutture.
Dai pochi esemplari con i quali tutto ha avuto inizio, ad oggi, sono stati salvati trecento animali e, mi raccontano i soci fondatori, il loro obbiettivo è di arrivare a mille.
Nel tour ci ha accompagnato Lisa, una giovane volontaria, che ha raccontato a me e a un gruppo di visitatori le storie di alcuni animali.

Bianca  – Miriam – Lisa – Stefania

Appena arrivata sono stata accolta dalla più giovane volontaria, di soli cinque anni! Annasole! Un nome che già contiene in sé la luce necessaria che ha chi ama gli animali. Mi porta in diversi box, raccontandomi alcuni aneddoti. Grazie alla piccola Annasole ho provato la fantastica emozione di farmi succhiare il dito da un piccolo agnellino. Un momento indescrivibile!
Con Lisa cominciamo il giro dai maiali, con Giuseppina, una grossa scrofa, cieca da un occhio, che abita lì con la sua famiglia d’origine. È la prima volta che in Italia una famiglia di maiali ha l’occasione di passare tutta la vita insieme. I maiali, cosa che a ben pochi è nota, sono molto intelligenti, si dice anche più dei cani. Il loro grado di apprendimento è paragonabile a quello di un bambino di cinque anni.
Alcuni di loro, ci viene fatto notare, hanno la coda e le orecchie mozzate; perché negli allevamenti, vivendo in uno stato di stress continuo, arrivano a farsi o fare del male, in atti di vero e proprio autolesionismo.

Giuseppina con Elisa, la volontaria che l’ha salvata e adottata

Tutti i maschi, di ogni specie animale, vengono castrati, perché l’intento della fattoria non è quello della riproduzione, ma bensì la salvaguardia degli esemplari salvati.
La maggior parte degli individui arrivano da allevamenti non a norma, oppure da persone che non li accudivano con i dovuti modi. O ancora, perché rimasti feriti o malati e perciò, per l’allevatore, di nessuna utilità.
La visita continua nel recinto delle pecore e delle capre, dove sono ospitati anche galli, galline e un’anatra.

Il recinto degli ovini

Ci viene raccontata la storia di una pecora maschio, della sua via crucis fra varie operazioni per salvargli una zampa. Non essendoci utilità nel guarire un animale da reddito, ci sono pochi veterinari che sanno operare in questi casi; la povera pecorella è stata portata fino a Lodi per essere sottoposta agli interventi necessari.
Tutti gli animali che ancora sono alla fattoria della coccole non possono essere condotti all’alpeggio, perché non ancora introdotti nel gregge, o perché sono in degenza.

           



Passiamo alla stalla dei vitelli, dove si può entrare per provare quale sensazione dia essere leccati da una mucca!
Sono presenti anche una trentina di conigli, portati lì in seguito all’operazione “nonno coniglio”.
Purtroppo un signore anziano teneva fino a tre animali in una gabbietta da cattura; in una condizione di vita inimmaginabile. I nipoti sono intervenuti per portare in salvo le povere bestiole che, adesso, vivono in un grande recinto, in armonia e tanto spazio.


Da ultimo ci rechiamo al recinto delle caprette, dove ci viene spiegato cosa accade a un animale al quale viene inserita la targhetta alle orecchie, obbligatoria per legge. Solo che, spesso, viene messa all’animale quando questo è troppo piccolo, rovinandogli le orecchie nel migliore dei casi, portandolo alla morte nella peggiore delle ipotesi.
In un recinto ci sono dei maiali vietnamiti, uno dei quali è stato trovato abbandonato nel parco pineta.

Non posso che aggiungere di aver vissuto un’esperienza forte, la mia sensibilità nei confronti degli animali non regge a certe vicende, nelle quali gli esseri umani si dimostrano, troppo spesso, non così umani.
Per fortuna ci sono persone che dedicano il loro tempo e il loro amore a queste creature che provano le nostre stesse emozioni. Il rispetto è loro dovuto, perché alle persone è stata donata l’enorme opportunità di vivere su un pianeta che funziona, proprio per la sua diversità di vita e di forme. Credere di essere superiori, sfruttare fino allo sfinimento; creare come succede al giorno d’oggi, allevamenti intensivi che non hanno nessun riguardo dell’animale, ma tendono solo alla produzione e alla vendita insensata, non fanno bene a nessuno.
Consiglio a chi ne ha l’opportunità una visita alla fattoria delle coccole, per scoprire tante curiosità su animali ai quali, troppo spesso, si da poca attenzione. Sarà possibile visitare la struttura ancora solo sabato 25 giugno, poi il centro di Appiano chiuderà, fino a nuova apertura a settembre nel nuovo centro. Tutto le attività vengono spostate per il periodo estivo all’alpeggio.
Qui di seguito tutti i riferimenti:
VISITE ESTIVE: SABATO ore 10-13 / 14-18.
Ingresso LIBERO e senza prenotazione, i cani dei visitatori NON sono ammessi (perché sono presenti altri cani in Fattoria e per evitare situazioni di stress per tutti - bipedi e quadrupedi).
V. De Gasperi 38, Appiano Gentile (Co) 370/3192642 (dopo le 19). Visite: sabato 10-13/14-18.
PER DONAZIONI ALLA FATTORIA DELLE COCCOLE E ADOZIONI DI ANIMALI:
IBAN: IT40T0569650870000026054X67

CONTO CORRENTE POSTALE:
IT55W0760110900001025970771





© Miriam Ballerini – foto © Aldo Colnago

20 giugno 2016

NO BREXIT, SI’ EUROPA! Il referendum nel Regno Unito sull’Unione europea, timori e rischi. di Antonio Laurenzano


NO BREXIT, SI’ EUROPA!
                     Il referendum nel Regno Unito sull’Unione europea, timori e rischi.
    di Antonio Laurenzano

“Leave” o  “remain”? E’ questo l’amletico … dubbio che sarà sciolto giovedi 23 giugno nel Regno Unito  per decidere se lasciare o rimanere nell’Unione europea. Un referendum dai tanti risvolti economici e politici con il fondato timore che possa provocare un effetto domino su altri paesi dell’Unione in cui l’euroscetticismo è in aumento, alimentato dai problemi legati ai flussi migratori e alla  crisi  dell’economia europea. A distanza di settant’anni dal discorso pronunciato da Winston Churchill all’Università di Zurigo in cui l’ex Primo ministro inglese auspicava la nascita degli “Stati Uniti d’Europa” l’orologio della storia del Vecchio Continente rischia di fermarsii ad opera dei suoi … nipotini, per molti dei quali l’Ue, con i suoi  vincoli burocratici,  è una gabbia di regole e di tasse. Ma il nodo centrale della Brexit è politico per la dura lotta di potere in atto a Londra fra laburisti e conservatori che  comunque non può rimuovere la posizione di privilegio del Regno Unito all’interno dell’Unione consolidatasi con negoziati condotti spesso sul filo del compromesso istituzionale.
Una partecipazione  comunitaria del tutto singolare quella britannica.  Il “Regno di Sua maestà”, per sua scelta, è fuori dall’Unione monetaria e dai suoi parametri, è fuori dal sistema Schengen con la libera circolazione delle persone provenienti dall’Unione, beneficia di un trattamento di favore sul contributo che ogni Stato membro versa al bilancio Ue rapportato al suo pil, può non applicare la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, fruisce di significative deroghe in materia comunitaria di giustizia e affari interni. Un mix di “benefit” che nel tempo hanno alleggerito sempre più i vincoli comunitari del Regno Unito il cui peso decisionale è rimasto però inalterato! Una posizione di privilegio rafforzatasi lo scorso febbraio a seguito del riconoscimento dell’ impegno non vincolante di procedere verso  “un’Unione sempre più stretta”. ottenuto a Bruxelles dal premier  Cameron. Nell’accordo con i leader europei è prevista inoltre una riforma del Trattato di adesione che concederà a Londra uno status speciale di autonomia su una serie di questioni: potenziamento della competitività europea, promozione degli atti di libero scambio, limitazione dell’accesso ai servizi del welfare per lavoratori immigrati comunitari (!) che vivono in territorio britannico, oltre alla garanzia di pari trattamento per i Paesi non aderenti all’Eurozona.
Appare dunque in odore populistico, fortemente emotiva,  la posizione dei sostenitori della Brexit i quali, in caso di successo referendario, dovranno  fare i conti con i tanti riflessi economici negativi. Goldman Sachs prevede una fuga dalla sterlina inglese. Secondo i suoi analisti, la valuta britannica potrebbe registrare un tonfo del 12% nei confronti delle principali valute, con gravi ripercussioni sul commercio internazionale. L’ultima analisi dei giorni scorsi  del Fondo monetario internazionale parla di “rischio recessione nel 2017” per il Regno Unito con l’uscita dall’Ue. Per il Fondo un addio all’Europa avrà sull’economia britannica un “effetto negativo e sostanziale nel lungo termine” associato a “una considerevole incertezza, con potenziali implicazioni per il commercio e gli investimenti, la produttività, il mercato del lavoro e le finanze pubbliche”, un buco nero stimato da Cameron fra i 20 e i 40 miliardi di sterline. Sulla stessa linea la Banca d’Inghilterra che ipotizza “volatilità e instabilità finanziaria”. “Un atto gratuito di autolesionismo”, secondo il Financial Times, voce autorevole della City finanziaria londinese.

Come finirà? Paolo Scaroni, già numero uno di Enel ed Eni, intervistato su Radio 24, ha rievocato il pensiero di Napoleone,  secondo il quale “gli inglesi sono una nazione di bottegai. Quando vanno a votare non votano con il cuore, votano con il portafogli”. Ergo, secondo Scaroni, “per il portafogli Brexit sarebbe un disastro e, quindi, voteranno a favore di rimanere nell’Unione europea”. Ma che sia comunque un’occasione di riflessione generale per “rifondare l’Europa”, con iniziative pragmatiche e lungimiranti. Una nuova alleanza tra gli Stati sovrani dell’Unione per rilanciare, con il ritrovato spirito originario, il progetto di una reale integrazione dell’Europa , un’Europa della crescita e della solidarietà, fuori dagli orpelli burocratici, dagli egoismi nazionali e dai diktat finanziari. La fallimentare governance politica europea impostata sul metodo intergovernativo lasci il posto a una reale governance comunitaria della sovranità condivisa per tornare a un’Europa fedele al suo motto: “Unita nella diversità”.     

09 giugno 2016

TAX DAY, IL FISCO BATTE CASSA di Antonio Laurenzano

TAX DAY,  IL FISCO BATTE CASSA
                                                            
di Antonio Laurenzano

Contribuenti all’erta! Per imprese e famiglie si avvicina il “tax day”, il giorno delle tasse. Entro il 16 giugno i pagamenti di Imu, Tasi, Irpef , addizionali, Ires, Irap e cedolare secca sugli affitti. Il fisco batte casa: con i versamenti di  acconti e saldi dell’anno precedente l’appuntamento di metà giugno  porterà nelle casse di Stato, regioni e comuni oltre 40 miliardi, cinque miliardi in meno rispetto al 2015 per l’effetto della eliminazione dalla base imponibile Irap del costo del lavoro  e soprattutto per l’esenzione Tasi dell’abitazione principale.
Per la fiscalità locale un quadro normativo più semplice perché la Legge di stabilità, in attesa di una riforma più strutturata sui tanti balzelli comunali, ha bloccato la possibilità per i sindaci di ritoccare le aliquote al rialzo per evitare il rischio di aumenti “compensativi” del bonus assicurato alle abitazioni, in considerazione che sugli immobili diversi dall’abitazione principale oltre all’Imu rimane in vita anche la Tasi  nei circa 4 mila Comuni che nel 2015 l’hanno applicata e la super- Tasi dello 0,8 per mille, se deliberata entro lo scorso 30 aprile. Dalla tassazione sugli immobili un “bottino” per gli Enti locali di circa 10 miliardi.
Una tassazione in cerca di equità. Non si può continuare a tassare  per fare cassa  senza una complessiva riflessione sulla fiscalità immobiliare, e non solo quella relativa ai tributi locali, che tenga conto della perdurante crisi del mercato. Con l’italica fantasia si cambia  il nome delle tasse ma il mattone resta sempre nei … pensieri del Legislatore,  in attesa della riforma del catasto che da vent’anni attende una sua attuazione legislativa. Sostituire nel sistema fiscale l’obsoleto concetto di “vano”, risalente al 1929, con quello di metro quadrato delle superfici, adattare i valori di proprietà e quelli locativi ai valori del mercato reale, sono passaggi indispensabili per superare iniquità e sperequazioni nelle tassazioni. Senza ignorare il “mistero buffo” tutto italiano delle abitazioni di lusso che sarebbero, secondo alcune stime, almeno dieci volte tante e che finora sono sfuggite all’occhio … poco vigile del fisco proprio grazie a una normativa superata dal tempo e dalle dinamiche socio-economiche del mercato. Un vuoto legislativo che tarda a essere colmato e che consegna i bilanci comunali al’indiscriminato prelievo fiscale sulla proprietà immobiliare. Appare dunque non più rinviabile la semplificazione di adempimenti e scadenze. Il continuo susseguirsi di novità tributarie alimenta incertezze interpretative e difficoltà operative. Da anni si opera in presenza di una frantumazione della legislazione tributaria, di un proliferare della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio di ogni principio di diritto. Sarebbe ora di voltare pagina: mettere al centro, sul piano legislativo, l’obiettivo di una profonda semplificazione che riduca in modo sostanziale gli adempimenti e quindi il numero delle scadenze e …. possibilmente la pressione fiscale. Una strada stretta da percorrere, quest’ultima, a causa dell’alta evasione  e dei vincoli europei imposti dall’ingombrante debito pubblico.
In un decennio in Italia la pressione fiscale, rapporto fra gettito fiscale e PIL, è salita di oltre quattro punti, dal 39 al 43,3%. Un aumento che tuttavia non è riuscito a fermare la crescita del debito, perché nello stesso periodo la spesa pubblica, al netto degli interessi (!), è aumentata altrettanto.  Nell’eurozona la pressione si attesta al 40% rispetto alla quale l’Italia si colloca al quarto posto, dopo Francia (47,6%), Belgio (47,2%) e Finlandia (44%). La Germania (39,4%), Paesi Bassi (37,2%) e Spagna (33,7%) sono al di sotto della media europea. Ancora più basso il prelievo in Slovacchia e Irlanda (30,2%).  Conciliare gettito tributario e capacità contributiva del contribuente sarebbe una scelta di civiltà giuridica per l’affermazione dei principi di civiltà giuridica con cui uno Stato moderno deve relazionarsi con i propri cittadini.

Nel Belpaese un taglio delle tasse, se pur minimo,  è affidato alla manovra di bilancio del prossimo anno auspice il rafforzamento della spending review e la quota di maggiore deficit che dovrà essere accordato da Bruxelles per scongiurare il rischio di un aumento dell’IVA che, in caso contrario, scatterà dal 2017. Spending e flessibilità di bilancio, nei disegni del Governo,  costituiscono la strategia vincente  per ridurre le tasse, rilanciare investimenti, consumi e occupazione. Realpolitik  o …. libro dei sogni?      

06 giugno 2016

TERRORE PROFONDO Dario Argento recensito da Miriam Ballerini

TERRORE PROFONDO Dario Argento 
sezione a cura di Gianni Pilo
© 1997 Newton & Compton Editori  ISBN 88-8183-597-5
€ 5,00  Pag. 470

Per gli appassionati di Dario Argento, questo libro è una vera chicca. È stato preceduto da un altro volume Profondo Thrilling che, purtroppo, non sono riuscita a trovare.
Terrore profondo raccoglie le trame di 6 film del famoso regista: Suspiria, Inferno, Phenomena, La porta sul buio, Opera, Demoni.
I testi non sono stati scritti dal regista, ma romanzati da diversi scrittori: Luigi Cozzi, Nicola Lombardi, Antonio Tentori, Igor Scanner e Massimo Brando.
Il tutto inizia con il racconto di un tizio che entra a visitare il museo di Dario Argento “Profondo rosso”, sito a Roma. Scende nello scantinato e qui… vive tutte le storie che seguiranno.
I film trasposti in questo libro sono riprodotti in modo che li si legga, ma che si vivano d’immagini. Per me che ho visto tutti i film, è stato come rivivere le scene inquietanti della pellicola, provando gli stessi brividi.
Ovviamente è un libro per gli amanti del genere, che non saltino sulla sedia alla prima scena cruda che incontrano.
Perché, si sa, anche leggere ci trasporta con la fantasia, facendoci immaginare quanto è stato scritto. Forse la scrittura rende meno feroci alcune scene, ma di sicuro sanno portarci là dove desiderano.
Un grande pregio di questa raccolta è che in essa è contenuta la biografia di Dario Argento, per scoprire che non è nato col cinema horror. Mentre, in fondo, possiamo leggere delle appendici dove poter curiosare nel mondo di Argento, fra le schede tecniche dei suoi film e di quanto ha realizzato in tv.
Una sorta di enciclopedia horror dedicata a questo grande regista che riesce sempre a farci paura.
I film qui narrati sono alcuni dei gialli, altri storie paranormali, altri ancora horror. Argento spiega che le sue storie non sono nate per essere scritte, ma per venire rappresentate. Inoltre, puntualizza che lui non li giudica dei veri e propri horror, ma degli studi sui tempi narrativi e sulla tensione.
Sicuramente la tensione non manca, sia che li si legga, o li si guardi.

© Miriam Ballerini


Perché lasciare morire Raffaele Cutolo in regime di tortura del 41 bis? a cura di Carmelo Musumeci

Perché lasciare morire Raffaele Cutolo in regime di tortura del 41 bis? La gente fuori ha diritto di sapere cosa accade dentro un carce...