Silicosi di Egidio Pasuch
Un Vajont ogni dieci anni. La tragedia che con le sue 1.910 vite ha segnato per sempre il Bellunese fu, tra gli anni Sessanta e Settanta, il paragone per descrivere la mortalità da silicosi in provincia di Belluno. Un dramma di portata così tremenda che per le vallate dolomitiche venne coniata l'agghiacciante espressione di «villaggi di vedove», tante erano le vittime di questa malattia professionale, «la più micidiale dell'era moderna». Una sentenza. Triste “premio” dopo anni di duro lavoro in miniera, nella cave, nelle gallerie, che consumava, toglieva il respiro, in una lenta, lucida e precoce agonia. Una strage silenziosa, figlia dell'emigrazione. Strage della quale, conclusa l'epoca in cui si partiva consapevoli dell'epilogo ma disposti al sacrificio pur di garantire un futuro migliore alla propria famiglia, si è persa la memoria, perlomeno quella collettiva. A puntare un faro sul buio di quell'oblio, il nuovo libro di Egidio Pasuch Silicosi. L'oloca...