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D’argilla e neve di Maria Pina Ciancio: una silloge che racconta la Basilicata a cura di Alessia Mocci

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D’argilla e neve di Maria Pina Ciancio: una silloge che racconta la Basilicata “ Ritorno nella mia isola del sud/ A ogni chilometro che si riduce/ un’arrendevole quiete/ ferocemente si espande/ Ciò che temo di me/ è questa fragilità/ ogni volta rinnovata/ lo spavento dei nidi scoperchiati/ l’osso spolpato nella neve/ la riduzione già saputa/ della vita” ‒ Maria Pina Ciancio Abisso e quiete. Come può l’abisso che richiama un concetto comunemente considerato sfavorevole esser accostato alla quiete che, invece, evoca lo stato mentale che i più bramano ma che pochi hanno la possibilità di conoscere? Eppure l’abisso è connesso alla quiete, se la torre che si erge verso l’alto rappresenta simbolicamente la necessità umana di infinito, di luce e di silenzio; l’abisso non può che essere il suo corrispondente contrario, un pozzo che sprofonda verso l’interno, nell’oscurità del caos. Infatti, soltanto con l’attenta introspezione ‒ successiva all’immersione nel flusso ‒ il poeta ...

I libri di Progetto Babele

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O gni fine settimana , a partire da oggi, sarà possibile scaricare gratuitamente la versione Kindle di uno dei libri pubblicati nella collana I libri di PB Inaugura la serie: Dodici racconti orfani di Marco R. Capelli Link: https://www.amazon.it/Dodici-racconti-orfani-Marco-Capelli-ebook/dp/B09DRSHFVV Disponibile gratuitamente solo oggi e domani (26 e 27 Agosto)! [(...)In questo libro troverete dodici finestre aperte su altrettante stagioni e paesaggi di un mondo immaginario eppure, a suo modo, coerente. Un teatrino popolato da personaggi sperduti, testardi, a volte brutali, mossi dalla consapevolezza di una mancanza, di un vuoto al quale non sanno dare un nome ma che sognano confusamente di colmare. E questa necessità li spinge a viaggiare, a cercare, a rovesciare il tavolo, a cambiare tutte le carte della mano. Perché, o si trova una scala reale, o non ha senso giocare. E tanti saluti a chi si contenta di vincere con una doppia coppia. Siano essi geniali (e molto d...

Fëdor Sologub Peredonov, il demone meschino a cura di Marcello Sgarbi

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Fëdor Sologub Peredonov, il demone meschino – (Fazi) Collana: Le Strade Formato: Brossura ISBN: 9788893257046 Pagine: 372 Sulle orme di un acuto indagatore dell’animo umano quale Dostoevskij,  Sologub mette in scena la vicenda di un personaggio che non avrebbe stonato  in un romanzo del grande scrittore russo. Peredonov, insegnante di provincia dall’ego smisurato quanto le sue ambizioni,  è altrettanto ambiguo e opportunista. Volgare e superstizioso, rivolto solo a se stesso  e ai propri interessi, disprezza la distinzione nella scuola, non ha amici ed è ancora  più meschino perché si sottomette all’autorità con ipocrisia. La sua vita sembra destinata alla mediocrità, ma nonostante tutto il protagonista dell’opera di Sologub viene baciato dalla sorte: l a principessa pietrobughese Vol anskaja è disposta a favorirlo e a fargli conquistare il posto di ispettore scolastico.  A condizione, però, che sposi Varvara, la donna con la quale Peredonov c...

Un film scomodo del 1980: La ragazza di via Millelire A cura di Marco Salvario

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Un film scomodo del 1980: La ragazza di via Millelire A cura di Marco Salvario Allo spettatore di oggi non possono che suscitare meraviglia e incredulità, la furia, il disgusto e lo scandalo con cui il film di Gianni Serra “La ragazza di via Millelire” viene accolto dalla critica dei principali quotidiani italiani, dopo la presentazione in concorso al Festival del Cinema di Venezia del 1980. Non si fanno sconti: “Sgradevolissimo”, “Gronda fango”, “Il film più becero dell'anno”. Nei quartieri di Torino dove è ambientato, Via Artom e Mirafiori Sud, nascono immediatamente, anzi sono attivi ancora prima che il film sia terminato, comitati spontanei che protestano indignati; ne fanno parte famiglie, commercianti, operai e sacerdoti. I dibattiti si tramutano subito in risse; come per “Ultimo tango a Parigi”, si chiede il rogo. Il film lo hanno visionato in pochi e si crede agli articoli dei giornali, che buttano benzina sul fuoco. Tutto comincia da un'idea apparentemente ...

Montecristo di Umberto Lucarelli a cura di Vincenzo Capodiferro

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MONTECRISTO Una moderna “Isola che non c’è” di Umberto Lucarelli Montecristo ci ricorda un’isola amena, ma soprattutto ci rimanda ad un locus letterario, legato ad Alexandre Dumas. Padre e figlio appartengono al Romanticismo, lo Sturm und drang che non è solo ottocentesco, ma universale: l’eterno Romanticismo che ritroviamo in queste pagine. Il titolo dell’opera di Umberto Lucarelli di Milano, Montecristo , non è casuale. «Le lotte non finiscono mai, è questa la prima riflessione, leggendo il libro di Umberto Lucarelli Montecristo . Le lotte non finiscono per chi è abituato a pensare e agire come un soggetto politico, per chi combatte da sempre per il riconoscimento dei diritti umani… L’uomo stupidamente si è venduto al mercato e al danaro, dimenticando le cose importanti della vita, come guardare un tramonto, stare a contatto con la natura,» scrive Serena Vita nella prefazione. La vita umana è caratterizzata sempre da lotta, questa è una lezione che abbiamo recepito da Malthus a...

Buone ferie

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  Insubria critica si ferma. Potete intanto rileggere i pezzi che più vi hanno colpito. Buone vacanze a tutti, a rileggerci dal 20 agosto!

Federigo Tozzi Tre croci a cura di Marcello Sgarbi

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Federigo Tozzi Tre croci – (OMBand D.E.) Formato: Copertina flessibile CODICE ISBN: 9798511684970 Pagine: 100 Ci sono fuoriclasse della narrativa che meritano un posto a parte   e una considerazione altrettanto particolare. È il caso di Federigo Tozzi, autore senese del Novecento, ancora forse troppo trascurato. Uno scrittore dallo stile asciutto, e proprio per questo capace di trasmettere emozioni nette e vivide. Venire a Tre croci , un romanzo breve dove in un centinaio di pagine   è condensato tutto il vissuto di Enrico, Giulio e Niccolò Gambi: tre fratelli,  proprietari di una libreria antiquaria, che schiacciati dal peso implacabile  di un prestito che non riescono a onorare, falsificano una cambiale mandando  alla deriva le loro vite e concludendole con un epilogo tragico. Una storia che potrebbe essere attuale ancora adesso, raccontata con grande attenzione nel tratteggio dei protagonisti e nello scavo psicologico   delle loro personalit...