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"La strada che non presi" di Robert Frost

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La strada che non presi Due strade divergevano in un bosco giallo e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo a guardarne una fino a che potei Poi presi l'altra, perché era altrettanto bella, e aveva forse l’ aspetto migliore, perché era erbosa e meno consumata; Sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili ed entrambe quella mattina erano lì uguali con foglie che nessun passo aveva annerito. Oh, misi da parte la prima per un altro giorno! Pur sapendo come una strada porti ad un'altra, dubitavo se mai sarei tornato indietro. Lo racconterò con un sospiro da qualche parte tra anni e anni: due strade divergevano in un bosco, e io - io presi la meno percorsa, e quello ha fatto tutta la differenza. Robert Frost (1916) Libero circuito culturale, da e per l'Insubria. Scrivici a insubriacritica@gmail.com
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FILM – Anplagghed al cinema – di Bruna Alasia ANPLAGGHED AL CINEMA Con Aldo, Giovanni, Giacomo, Silvana Fallisi Regia di Rinaldo Gaspari e Arturo Brachetti L’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo “Anplagghed” rappresenta un caso unico in Italia. “Anplagghed” è stato infatti per molto tempo uno spettacolo teatrale che ha calcato i palcoscenici della penisola, soprattutto al nord, sotto la regia sapiente del famoso trasformista Arturo Brachetti, con grande divertimento di grandi e piccini. Ed è stato poi ripreso per il cinema con telecamere ad alta definizione e registrato con il sistema Dolby digitale, per garantire immagini e suoni in grado di riprodurre la stessa atmosfera che l’evento aveva avuto dal vivo, con la regia di Rinaldo Gaspari. La storia è semplice. Tre astronauti atterrano insieme a un robottino un po’ secchione con la loro Enterprise sul nostro pianeta abitato da alieni, vale a dire spettatori, e qui trovandosi alle prese con il quotidiano e con i suoi personaggi – tep...

Il canto d'amore di Tagore

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Il canto d'amore di Tagore Dammi il supremo conforto dell'amore, questa è la mia preghiera. Il conforto che mi permetterà di parlare, agire, soffrire secondo la tua volontà, e di abbandonare ogni cosa per non essere lasciato a me stesso. Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza aiutami a percorrere i cammini difficili del sacrificio quotidiano. Dammi la suprema confidenza dell'amore, questa è la mia preghiera. La confidenza nella vita che sfida la morte, che cambia la debolezza in forza, la sconfitta in vittoria. Innalzami, perché la mia dignità, accettando l'offesa, disdegni di renderla. R. Tagore ------------------------------------------ Libero circuito culturale, da e per l'Insubria. Scrivici a insubriacritica@gmail.com

Intervista a Bruna Alasia

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Intervista a Bruna Alasia, autrice dei Racconti di Versailles di Andrea Curiat (Universita' Luiss di Roma) Maria Antonietta, la sfortunata regina di Francia finita sulla ghigliottina nel 1793, ha oggi la sua metaforica vendetta: stavolta, è il popolo del web ad aver perso la testa per lei. Perché questo improvviso interesse? Lo abbiamo chiesto a Bruna Alasia, autrice dei Racconti di Versailles, novello romanzo d’appendice, pubblicato esclusivamente online su moltissimi siti traboccanti di appassionati. Quand’è che ha deciso di iniziare a scrivere i Racconti di Versailles? Il progetto è nato quando ho letto alcuni testi sull’argomento. Ho voluto narrare alcune vicende di un’epoca straordinaria, affascinante, di grandi rivoluzioni e cambiamenti. Se la reggia di Versailles è stata un centro di fervente attività artistica, la Francia del Diciottesimo secolo è stata la culla del mondo moderno. Dal suo lavoro traspare un’accurata ricostruzione storica dell’epoca. Sì: mi sono documenta...

"Favole di Natale" di Gabriele D'Annunzio

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Gabriele D'Annunzio FAVOLE DI NATALE Presentazione di Lucio D'Arcangelo Non c'è stato movimento letterario che D'Annunzio non abbia toccato o precorso, a cominciare dal verismo per finire con la prosa d'arte. E non si può neppure trascurare ciò che di romantico in senso nazional-popolare persiste in lui. Il contatto con le tradizioni popolari e con la poesia dialettale, maestro Cesare De Titta, segna in modo indelebile gli esordi del D'Annunzio narratore, come testimoniano "Terra Vergine" e le"Novelle della Pescara", dove, al di là dell'impianto naturalistico, l'autore solidarizza intimamente con quell'immaginario collettivo svelato da Antonio De Nino e Gennaro Finamore nelle sue "Tradizioni popolari abruzzesi". Rare volte questo D'Annunzio ha toccato le corde del fantastico o, per meglio dire, del meraviglioso puro, e perciò queste "Favoledi Natale", tratte da "Parabole e novelle", edite nel 1916...

Madame du Barry, detta l'angelo

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I racconti di Versailles n. 2 Madame du Barry, detta l'angelo di Bruna Alasia Luigi XV, detto il Beneamato, non si era mai posto il problema di cosa fosse nella sua essenza la regalità, viveva nella certezza che il sovrano fosse un essere superiore e del tutto diverso dai comuni mortali, come i suoi precettori gli avevano inculcato. Asceso all’età di cinque anni al trono di Francia, si sentiva investito da Dio per elezione con la missione di difendere la religione cattolica. Credendosi una emanazione della divina provvidenza fu sempre sicuro che il padreterno non lo avrebbe mai punito, fossero pure i suoi peccati gravissimi. Senza preoccuparsene, dunque, tutta la vita si crogiolò nella tentazione. A sessant’anni aveva già regnato per più di mezzo secolo ma, indolente e poco amante del mestiere di re, lo aveva fatto delegando ad altri gli spinosi affari della politica per dedicarsi a ciò che gli premeva: le donne belle, la buona tavola e la caccia al cervo. Come marito e come padr...

Nostalgia del latino

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Nostalgia del latino motore nostro di Francesco Ogliari (tratto da "La Prealpina" del 3 dicembre 2006) Torna agli onori delle cronache il richiamo in occasione di scadenze legate al calendario scolastico o sondaggi dai quali si evince che il livello medio di istruzione non accenna ad aumentare. In queste circostanze si nota il fuoco sotto la cenere di una lingua morta che si vorrebbe riabilitare, rilanciare, riscattare quasi fosse la bella addormentata nel bosco alla quale basta il bacio d'un (bellissimo) principe per rientrare nell'inferno dei vivi. Il latino insomma è come il sole : torna ad ogni alba, al cadere delle lunghe interminabili notti. E' un argomento con il quale il Borges confessò d'aver attraversato l'Atlantico meridionale , da Buenos Aires a Casablanca, occupando il tempo dell'intera traversata in una discussione con un compagno di viaggio, un professore di materie umanistiche al liceo francese di Costantina, frequentatore di tutte le...