Post

Il castello di ... Castelletto a cura di Giovanni Gatto

Immagine
IL CASTELLO DI… CASTELLETTO Penso di non stupire nessuno di voi se oggi racconto che il nome CASTELLETTO deriva, per questo quartiere, dal fatto che tra l’attuale Piazza Villa e il Belvedere Montaldo, la splendida terrazza sopra il Centro Storico, sorgesse un tempo una fortificazione. Stupirò invece qualcuno dicendo che “U Castêlu” servì assai spesso, nel corso della sua secolare storia, CONTRO I GENOVESI, piuttosto che a loro difesa! Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla sua costruzione, che avvenne intorno al 950, molto probabilmente come ESTREMA DIFESA da possibili assalti dei pirati saraceni. Ho già raccontato, nel RAPIMENTO DELLE DONNE GENOVESI, di come la nostra città fosse stata messa a ferro e fuoco nel 935 d.C. dai pirati sbarcati da una potente flotta che aveva eluso la sorveglianza delle nostre galee. In realtà, quello del 935 fu l’assalto più terribile, ma ce ne erano già stati, di meno brutali, nel 931 e nel 932, e ce ne sarebbe stato, in seguito, almeno ancora uno, l’ul...

Pomeriggi letterari a Nova Milanese (MI)

Immagine
 

Centro ArteMente presenta PortaMI a Ballare a Milano

Immagine
 Centro ArteMente con il sostegno di Ministero della Cultura  con il patrocinio e il contributo del Comune di Milano  nell’ambito di  Milano Dancing City VIII edizione  presenta  PortaMI a Ballare  7 marzo 2026 Una giornata dedicata alla danza e alla cultura che consentirà a  residenti a Milano di recarsi Reggio Emilia per visite guidate, spettacoli  e tempo libero di qualità al prezzo simbolico di 10 euro. Una proposta nata dal desiderio di colmare la carenza di occasioni  culturali per cittadine e cittadini in situazione di svantaggio sociale,  realizzata in collaborazione con Cooperativa Sociale Cascina Biblioteca. Il 7 marzo Milano Dancing City, progetto di promozione della danza ideato da  Centro ArteMente, organizza PortaMI a Ballare, azione rivolta alla città di Milano  per favorire l’accesso allo spettacolo dal vivo e alla danza a persone normalmente  poco coinvolte. Al prezzo calmierato di 10 euro, Milano Dan...

FRANZ PORTA (1937-2001) a cura di Vincenzo Capodiferro

Immagine
  FRANZ PORTA (1937-2001) Vivo pittore italiano, tra espressionismo e realistica ironia Il pittore Franz Porta è nato a Bergamo il 21 febbraio del 1937 ed è morto a Nembro il 1° giugno del 2001. Formalmente viene inserito nella corrente, se possiamo in qualche modo codificarlo, dell’espressionismo tedesco, giacché il giovane pittore bergamasco per due anni e più è rimasto in Germania per modernizzare la sua formazione artistica classica. Ha frequentato la Scuola Media a Bergamo, dopo si è iscritto all'Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo, dove, sotto la guida di valenti artisti, come i pittori Funi e Longaretti, ha completato la sua formazione artistica. Per capire bene mondo artistico di Franz Porta dobbiamo inquadrarlo in quella Bergamo, che è stato un centro di cultura e di cattolicità. Conseguito il diploma all'Accademia, il giovane artista, non soddisfatto della sua formazione, si è recato in Germania, attratto dagli espressionisti tedeschi che a Monaco tro...

Luci e ombre a Maccagno (VA) EVENTO ANNULLATO

Immagine
EVENTO ANNULLATO   

Antonio Palmisani. Materia, ferita, pulsazione a cura di Marco Salvario

Immagine
  Antonio Palmisani. Materia, ferita, pulsazione Nato a Monopoli (Bari) nel 1956, Antonio Palmisani vive e lavora da molti anni a Torino, dove svolge con grande passione una ricerca pittorica intensa, coerente e radicale. Autodidatta, ha scelto una strada lontana da ogni compiacimento decorativo: la sua è una pittura che non cerca consenso immediato, ma contatto, urto, presenza. Il suo linguaggio è quello di un astrattismo fisico e passionale , in cui il colore non è mai superficie ma corpo. Le tele n on si limitano a essere viste: sembrano chiedere di essere possed ute con lo sguardo , toccate. I materiali sono densi, stratificati, spesso colanti; il gesto creatore f orse non è raffinato ma è necessario. In molti lavori il colore scorre, si rapprende come lava o come sangue, trasforma la tela in un campo di tensione continua. Palmisan i interpreta l’arte come distacco da un passato in un modo inteso non come rifiuto, ma come liberazione : quello che conta non è la citazione...

Umberto Lucarelli a Varese

Immagine