SCIPIONE CICALA, GRANDE AMMIRAGLIO OTTOMANO a cura di Giovanni Gatto
SCIPIONE CICALA, GRANDE AMMIRAGLIO OTTOMANO Se amate Fabrizio De André, ricorderete di certo l’album CREUZA DE MA’, la sua opera più complessa, cantata in un dialetto ligure che suona ostico e duro, contaminato di cadenze sarde, su suoni mediterranei dal fascino di un arabesco di moschea. Nell'album c’è una bella canzone che si chiama SINÀN CAPUDÀN PASCIÀ (qui su YOUTUBE: https://youtu.be/LnVEAPypT6E), che racconta la storia di un marinaio genovese che da uomo libero si ritrova schiavo, a remare su uno sciabecco turco, e poi di nuovo uomo libero, ricco e potente. De André si era vagamente ispirato ad una storia vera, quella di Scipione Cicala, rampollo di una antica famiglia genovese (il loro palazzo sorge ancora in Piazza dell’Agnello) che neanche ventenne, nel 1560, fu catturato dai pirati ottomani e, condotto in catene a Istanbul, fu costretto a scegliere tra la morte e la conversione all’Islam. Scipione scelse la conversione e assunse il nome di Yusuf Cìgalazade (“Figlio di Cic...