IL NUOVO LOOK DELL’EURO di Antonio Laurenzano
IL NUOVO LOOK DELL’EURO
di Antonio Laurenzano
Gli Euro si rifanno il look. A quasi 25 anni dalla storica prima emissione del 2002, le banconote del futuro, superando la originaria scelta “ecumenica” di ponti e architetture generiche, riproporranno personaggi nazionali presenti nel patrimonio culturale di tutti gli europei nell’intento di incarnare l’autentico spirito europeo con la sua eredità di valori comuni, fondata su libertà, cultura e scienza. Rappresentare cioè l’unità ideale dei popoli aldilà delle differenze nazionali. Oltre alla “cultura europea”, l’altro tema individuato da una giuria internazionale della Bce tra le oltre 1200 proposte esaminate è quello di “Natura: fiume e uccelli”: da una parte il genio di singole persone che ha permesso di rendere il Vecchio Continente la culla del sapere, dall’altra la natura, delicata e insieme selvaggia, che porta con sé una libertà senza confini.
I dieci design finalisti per le nuove banconote, divisi fra i due macro-tema selezionati, sono stati presentati a Francoforte, nella sede della Banca centrale europea, alla presenza della Presidente Cristine Legarde: “Le banconote in euro sono più di un mezzo di pagamento, sono una delle espressioni più tangibili dell’Europa. Attraverso design che uniscono bellezza e significato, rafforzeranno la nostra identità condivisa.”
Sono sei i grandi nomi della cultura selezionati come rappresentanti dell’immensa storia culturale europea: Maria Callas, soprano greco-statunitense, il compositore tedesco Ludwig van Beethoven, la scienziata premio Nobel polacco-francese Marie Curie, lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes, il genio italiano Leonardo da Vinci e l’austriaca Bertha von Suttner, premio Nobel per la pace. La seconda proposta, legata alla natura, segue invece un filo conduttore completamente diverso. Ogni banconota racconta una fase del corso di un fiume europeo, dalla sorgente al mare, accompagnata da una specie di uccello rappresentativa dei diversi ecosistemi. Sul retro trovano invece spazio alcune delle principali istituzioni dell’Unione europea, dal Parlamento alla Commissione, dalla Bce alla Corte di Giustizia, fino al Consiglio europeo e alla Corte dei Conti.
Spetterà ai cittadini dell’Unione europea, recandosi sul sito della Banca centrale europea (https://surveys.ecb.europa.eu/10b/neweuro/), votare il restyling che preferiscono: cultura europea o natura? “Tutti i cittadini europei sono ora invitati a fare sentire la propria voce”, ha dichiarato Cristine Legarde. Il sondaggio online resterà aperto fino al 21 settembre 2026, mentre una società indipendente realizzerà una consultazione parallela su un campione rappresentativo della popolazione dell’area euro. I risultati delle due rilevazioni, insieme alle valutazioni tecniche e al parere della giuria, saranno valutati dal Consiglio direttivo della Bce per la scelta finale, attesa entro la fine dell’anno. La nuova serie di banconote non rappresenta soltanto un cambiamento grafico, la Bce abbandona infatti la filosofia adottata venticinque anni fa, quando le banconote furono disegnate dall’artista austriaco Robert Kalina con ponti, finestre e portali immaginari per evitare di privilegiare monumenti o simboli di uno Stato membro rispetto a un altro. Le future banconote, invece, attraverso grandi uomini o angoli di natura racconteranno una storia vera, luoghi di cultura, spazi di reale condivisione. Oltre al diverso aspetto grafico, la nuova serie punterà su standard più elevati di sicurezza per contrastare la falsificazione oltre a favorire una migliore accessibilità per le persone con disabilità visive. L’immissione in circolazione delle nuove banconote in euro è prevista negli anni successivi, le precedenti serie in euro manterranno il proprio valore legale e continueranno a circolare insieme alla nuova serie.
Per l’Eurosistema un salto in avanti, “un’azione a lungo termine volta a garantire che il contante resti un mezzo di pagamento sicuro, efficiente e vicino ai cittadini, preservando la loro libertà di scegliere come pagare”. Senza perdere di vista, ovviamente, lo scopo principale: la stabilità dei prezzi.
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