FISCO, SI VOLTA PAGINA di Antonio Laurenzano


FISCO, SI VOLTA PAGINA

di Antonio Laurenzano

Dopo quarant’anni dall’approvazione del Testo Unico delle imposte sui redditi del 1986, il sistema tributario si avvia verso un profondo cambiamento. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto legislativo n.117 del 19 giugno 2026 approda nel nostro ordinamento il nuovo TUIR, applicabile dal 1° gennaio 2027, in attuazione della legge delega votata nel 2023 con l’intento di “riordinare e coordinare l’impianto vigente semplificando la disciplina fiscale”. Il Testo unico varato dal Governo si inserisce all’interno di un processo di riorganizzazione della materia fiscale, al pari degli altri testi unici già pubblicati tra cui, da ultimo, il Testo unico in materia di imposta sul valore aggiunto, e l’ultimo in corso di approvazione relativo a “adempimenti e accertamenti”

In linea con i principi e i criteri direttivi stabiliti dalla delega fiscale del 2023, il nuovo Testo unico, previa abrogazione delle disposizioni incompatibili ovvero non più attuali, provvede alla puntuale individuazione delle norme vigenti organizzandole per settori omogenei e al loro coordinamento apportando le necessarie modifiche, migliorandone la coerenza giuridica, logica e sistematica. Obiettivo è quello di rendere più organica e facilmente consultabile una normativa che, nel corso degli anni, è stata modificata da numerosi interventi legislativi. Nessuna revisione della disciplina tributaria, ma attraverso un processo di semplificazione la raccolta in un unico corpus delle norme esistenti, adeguandole agli interventi normativi degli ultimi anni.

Un Testo unitario, aggiornato e più agevole da consultare. La raccolta delle norme in un unico impianto consente di ridurre la frammentazione della disciplina e offre una base più ordinata per i futuri interventi modificativi previsti nell’ambito della riforma fiscale. Per contribuenti, imprese e professionisti il principale effetto è la disponibilità di un riferimento organico per l’applicazione delle regole relative a tassazione delle persone fisiche, tassazione delle società, regimi speciali, rapporti internazionali, imposizione minima globale. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo (nella foto), deus ex machina della riforma, ha dichiarato: “E’ un intervento strutturale che rafforza la qualità della nostra legislazione tributaria, un risultato che, come governo Meloni, rivendichiamo con orgoglio, consapevoli del grande percorso avviato tre anni fa e che porteremo a compimento entro la fine della legislatura.”

La struttura del nuovo Testo, composto da 377 articoli, è organizzata sistematizzando i vari regimi esistenti tenuto conto, in primis, del soggetto passivo dell’imposta (persone fisiche e giuridiche) e distinguendo le disposizioni generali da quelle speciali. In particolare, delle quattro parti di cui si compone, la prima è dedicata alle disposizioni generali che riproducono la struttura e le norme del previgente Tuir, nella seconda e nella terza parte sono confluite, rispettivamente, le disposizioni speciali già contenute in altri corpi normativi e quelle in materia di fiscalità internazionale. Alle disposizioni finali e transitorie è dedicata l’ultima parte del Testo unico.

Si volta pagina, dunque. Da tempo si avvertiva la necessità di un fisco semplificato per fronteggiare un’inflazione legislativa che produce incertezza e confusione. Tante norme (più di centodiecimila in vigore!) che, a volte in modo contraddittorio, regolano la stessa materia. Una proliferazione della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione tributaria ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio della certezza del diritto, divenuta una chimera! Tanti ostacoli sulla strada della trasparenza fiscale: problemi interpretativi, incertezze operative e scorie burocratiche accompagnano quotidianamente contribuenti e professionisti. Interventi spot, proroghe estemporanee, a conferma di un sistema tributario imperfetto nei suoi meccanismi operativi, nelle sue procedure, nei suoi strumenti di controllo. La strada è tracciata: operare in un quadro normativo chiaro e definito significa legittimare all’interno del sistema tributario il necessario rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadino e fisco, cardine del vituperato “Statuto del contribuente”. Semplicità, certezza ed equità per l’affermazione del dovere fiscale, principio sancito dall’art. 53 della Costituzione, che costituisce il fondamento sul quale regge l’organizzazione dello Stato moderno. Una sfida di civiltà giuridica.


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