FONDATION PIERRE GIANADDA MARTIGNY SVIZZERA RODIN SECONDO RILKE

 


Auguste Rodin, Le penseur monumental, gesso, 182x108x141 cm, Musée Rodin, Parigi © mUSéE Rodin, Foto Hervé Levandowski


FONDATION PIERRE GIANADDA

MARTIGNY SVIZZERA

 

RODIN SECONDO RILKE

Una mostra del Musée Rodin di Parigi

organizzata con la Fondation Pierre Gianadda

 

26 giugno – 22 novembre 2026

Tutti i giorni 10-18

 

Per la quarta volta Auguste Rodin, figura di spicco della scultura moderna, è l'ospite d'onore della Fondazione Pierre Gianadda con un tema inedito: Rodin secondo Rilke. I visitatori scopriranno così le opere dello scultore attraverso le descrizioni di uno dei più grandi poeti di lingua tedesca del XX secolo. La mostra, strutturata in diverse sezioni e realizzata dal Museo Rodin, offre un viaggio poetico attraverso le opere dell'artista reinterpretate dalla penna lirica di Rilke, scomparso esattamente cento anni fa e autore di una monografia su Rodin pubblicata nel 1903 da un editore tedesco. Per scrivere l’opera Rainer Maria Rilke incontra Rodin a Parigi nel 1902 e instaura un legame speciale con il celebre artista, all'apice della sua fama. Rodin, dal canto suo, impara presto ad apprezzare la compagnia del giovane poeta, che ospiterà nuovamente a casa sua a Meudon nel 1905, offrendogli lavoro per aiutarlo economicamente. Per undici anni, l'arte e la poesia occupano un posto significativo nel loro rapporto, caratterizzato da condivisione e ispirazione reciproca. Il poeta nutre una sincera ammirazione per l'uomo considerato il padre della scultura moderna, noto per aver rotto con la tradizione accademica. La sua arte esprime movimento ed emozione. Egli osa frammentare, persino mutilare, il corpo, e la sua modernità ispira Rilke.

La mostra indaga questa profonda relazione tra arte e poesia mettendo in relazione una selezione di brani tratti dagli scritti di Rilke e diverse opere di Rodin in un viaggio poetico attraverso le sculture dell'artista.

Al centro del tempio gallo-romano è esposto Le penseur / Il pensatore, una monumentale scultura in gesso (1903) di Rodin, concepita per essere collocata nella parte superiore della Porte de l’enfer / Porta dell'Inferno. Rappresenta forse il poeta Dante in meditazione sulla sua opera, o Minosse che presiede al giudizio delle anime? Rodin interpreta Il pensatore come un uomo in meditazione, che affronta i tormenti dell'anima umana. Per Rilke: "Il pensatore siede perso nei suoi pensieri e muto, oppresso da immagini e idee, e tutta la sua forza (che è la forza di chi agisce) è il pensiero. Tutto il suo corpo si è trasformato in un teschio, e tutto il sangue che scorre nelle sue vene in un cervello."

Dopo una sezione introduttiva, che raccoglie documenti d'archivio, lettere scritte da Rilke a Rodin e la celebre edizione della monografia che il poeta pubblicò sullo scultore, la mostra si snoda in sezioni tematiche che affrontano la rappresentazione del corpo nelle sue forme languide come ben esemplificato ne La Danaïde (bronzo, 1885); la realizzazione della Porta dell'Inferno e la scultura de Le baiser / Il bacio (gesso patinato, 1885), che narra l'episodio della tragica passione di Paolo Malatesta per la cognata Francesca da Rimini; l’arte del ritratto con la testa di Georges Clemenceau (terracotta, 1911), per cui Rilke annota: "Questi uomini sono stati indagati in tutte le latitudini del loro essere, tutti gli aspetti del loro temperamento si dispiegano sugli emisferi delle loro teste".

Seguono l’allegoria de La mort d’Athène / Morte di Atene (gesso, 1902); una sezione dedicata alle mani, di cui Rilke, scrisse: "Nell'opera di Rodin ci sono mani, mani autonome, piccole che, pur non appartenendo ad alcun corpo, sono vive. Mani che si alzano, irritate e malvagie…" Tra le opere esposte, la Grande main crispée avec figure implorante / Grande mano chiusa con figura implorante (gesso, prima del 1906) emana un simbolismo inquietante: una mano potente, serrata e malevola domina le mani giunte e imploranti di una donna.

A completare il percorso sull’artista una sezione dedicata al disegno, per Rilke “…strani documenti dell'istante, dell'impercettibile e del fugace… una rivelazione della natura più profonda” con la serie dedicata alle danzatrici cambogiane fra cui spicca la Danseuse cambodgienne de trois-quarts vers la gauche / Danzatrice cambogiana, vista di tre quarti verso sinistra (disegno, inchiostro, matita di grafite, acquerello, guazzo su carta pergamena, 1906) che ritrae una delle danzatrici del Balletto Reale della Cambogia che Rodin scoprì al Pré Catelan di Parigi nel 1906.

L'epilogo della mostra concede a Rilke l'ultima parola, non per illustrare le opere di Rodin, ma per affrontare l'influenza dello scultore nei suoi scritti attraverso la lettura di una delle sue poesie più famose, intitolata Torse archaïque d’Apollon e la sua celebre esortazione: Tu dois changer ta vie / Devi cambiare la tua vita.

Un’ultima sezione è infine dedicata ai rapporti dello scrittore con il Canton Vallese. Il 28 giugno 1921, infatti, Rilke si stabilì in Svizzera, a Sierre, e prese residenza al Castello di Muzot, acquistato dal suo mecenate, Werner Reinhart.  Durante questo periodo, compose le Quatrains valaisans (Quartine del Vallese) e Vergers (I frutteti). Il culto di Rilke si dimostrò molto vivo nella regione del Vallese, portando alla creazione della Fondation Rilke nel 1986 e all'istituzione del Museo Rilke l'anno successivo.

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