DONOVAN NEI SEVENTIES E OLTRE a cura di Claudio Giuffrida
DONOVAN NEI SEVENTIES E OLTRE
a cura di Claudio Giuffrida
Continua questa celebrazione per gli 80 anni di Donovan attraverso le sue interpretazioni acustiche live meno conosciute.
Nel primo articolo avevo proposto i video con i suoi brani degli anni 60 escludendo volutamente le sue innumerevoli hits con cui è più conosciuto, ora è l’occasione per quanto incise nei seventies e negli anni successivi e che rappresentamo ancora benissimo il suo stile e la sua cifratura poetica.
Nel 1970 esce il suo Open road che vuole sviluppare le sue radici celtiche in chiave rock, infatti c’è proprio un brano intitolato Celtic Rock.
Il brano più trainante uscito anche su 45 giri è invece Riki Titi Tavi mentre Roots of oak (usato anche come sigla finale di uno sceneggiato Rai) è un brano ispiratissimo scritto durante un viaggio nella sua Scozia dalle atmosfere sognanti, e il cui testo racchiude la sua filosofia di vita:
L'ombra della nuvola cade
E con essa un brivido
Alto sopra l'erica
Il falco volteggia sulla collina
Il mio viaggio è appena iniziato
E Danu è il mio nome
Io sono il giocoliere di fortuna e fama.
Non farmi udire fatti, cifre e logica
Preferirei udire folklore, leggende e magia.
Ma è nel 1971 che sorprende tutti i suoi fan con un disco doppio: HMS, ancora una volta pensato per la sensibilità ed il mondo dei ragazzi, come era successo nel 1967 con For little ones, in cui musica anche molte poesie di autori irlandesi e scozzesi.
Un disco per anni neppure distribuito in Italia molto eterogeneo con interpretazioni strepitose sia vocali che chitarristiche che rappresentano per me il punto più alto del suo percorso artistico. Non a caso in Irlanda per questo suo disco gli concessero la cittadinanza onoraria.
Raramente eseguiti dal vivo c’è stata fortunatamente un’occasione (un po' tardiva) di proporli ad un festival del mondo fatato in Oregon negli USA.
Una delicatissima ballata sulla regina celtica dei racconti di Scozia e Irlanda:
Donovan - Queen Mab
https://youtu.be/Ul73m5-5ekY?si=rxjDsR-fqbwoXnSf
Oppure con brani minimalisti come questo ma carichi di intensità e ispirazione:
Little ben
https://youtu.be/OP_f8KC8plw?si=opHoQleoRsqyv0mt
In questo disco ci sono brani raffinatissimi per interpretazione ed eleganza dell’arrangiamento chitarristico, vorrei citare: Seller of stars con il testo di Thora Stowell, The song of wandering aengus da una poesia di W. B.Yeats, The Jabberwocky e The Walrus and the Carpenter ispirati da Lewis Caroll e quest’ultimo trasformato in una fiaba quasi psichedelica.
Ma anche brani nuovi originali che incarnano la sua vena poetica migliore:
Donovan: "Voyage of the Moon" live
https://youtu.be/iLkly4htgmU?si=sjZBTex9NEELnBdn
Il 1973 rappresenta un’annata molto fortunata perDonovan in cui escono due dischi molto interessanti: Essence to Essence con brani bellissimi come The Divine Daze of Deathless Delight, There’s an ocean e Sailing homeward.
Donovan Sailing homeward
https://youtu.be/dHmr2l9lQQg?si=rjeH0zK-yU4pFbSS
Mentre il succerssivo Cosmic Wheels nasce nel suo periodo di ritiro dalla scena europea nella californiana Joshua Tree.
Dio sta giocando a biglie
Con i suoi pianeti e le sue stelle
Creando caos nella mia vita
Attraverso la sua influenza su Marte
Ecco perché sto inciampando lungo l'autostrada
Sui miei stivali d'acciaio
Dovrei rotolare giù per l'aereovia
Sulle mie ruote cosmiche.
Donovan - Cosmic Wheels
https://youtu.be/QEV6jnGXyCU?si=IF79oI_dYrMwWj6z
Nel 73 viene alla luce anche un suo raro doppio vinile live registrato in Giappone : Live In Japan: Spring Tour 1973 e con materiale raccolto poi anche con Risining uscito nel 1990 e riferito ad esecuzioni tra il 1982 e 1986.
Nel 1974 esce 7-Tease con brani molto arrangiati e lontani dalla sua vena acustica pur con pregevoli esempi come The great song of the sky e Rock& Roll Shoulder.
Nel 1976 incide Slow down world, molto meritevole che come il precedente è caratterizzato da ottimi arrangiamenti e collaborazioni musicali ma passa inosservato e oscurato in un periodo dove ha grande successo il revival del folk inglese e irlandese e di cui escono molti dischi di successo.
Questo è uno dei brani che suonava in concerto in acustico:
Donovan - Well Known Has-Been
https://youtu.be/mzfZHo3bUDw?si=LoxYhBW_pHx9nluZ
Terminano gli anni 70 con un altro disco che porta il suo nome Donovan del 1977 dove ci sono le trascinanti Local boy chops wood e Kalifornia kiddis e una sorprendente canzone acustica con un bel testo: Maya’s dance.
Vedo il mio riflesso nell'acqua
Se mi concentro, l'immagine si ferma
Sembro quasi reale, proprio come dovrei
Basta solo uno schizzo e i segreti di Maya si svelano
Non riesco a fermare questa illusione che io faccio
Caricandomi di fardelli davvero tristi
Lasciami scavare e capire che non c'è niente da fare
Tutto in ordine, in evoluzione
Tutte le apparenze possono ingannare nella Danza di Maya
I sentimenti alterano le vedute, deformati e distorti
Deve essere questa illusione che mi fa sentire che
Tutto questo dolore e piacere è mio
Mi identifico con la dualità
Quando sono io l'unico a condurmi a casa
Tutte le apparenze possono ingannare nella Danza di Maya
I sentimenti alterano le vedute, deformati e distorti
Ma eccomi di nuovo qui ad associare
A scegliere ancora l'una o l'altra cosa
Mentre la minuscola goccia di rugiada sul fiore
Riflette ancora una volta la mia minuscola immagine
Tutte le apparenze possono ingannare nella Danza di Maya
I sentimenti alterano le vedute, deformati e distorti
Ci devono essere cose buone da dire sull'uomo
Ma una di queste non è che sia consapevole
Alice aveva ragione quando ha fatto il passo oltre
Nel paese dello Specchio, la Verità è lì
Tutte le apparenze possono ingannare nella Danza di Maya
I sentimenti alterano le vedute, deformati e distorti.
Negli anni 80 pubblica tre dischi, il primo è Neutronica nel 1981 anno in cui ricordo il concerto che tenne a Como – S. Abbondio
dove presentò l’inedita e splendida ballata scozzese The Heights Of Alma suonata con un irish bouzouki (come nella foto che gli feci allora).
Sempre nel 1981 pubblica Love is only feeling, che vede l’apparizione della piccola figlia Astrella nel brano omonimo, e ha un brano molto affasciante come She, mentre Lady of the stars del 1983 è apprezzabile per molti suoi brani riproposti in acustico.
She
Lei lascia cadere il suo scialle dalle sue spalle
danzando lentamente sulla triste melodia
appoggiato su una sdraio di seta sfrangiata
rimango incantato dalla sua delicata bellezza
Lei è la mia amante, i nostri baci di passione
lasciano le labbra livide e ardenti
i corpi così vicini, viviamo come una cosa sola
Lei è la mia amante, i nostri baci di passione
lasciano le labbra livide e ardenti
i corpi così vicini, ci muoviamo come una cosa sola
Lei è la mia amante, i nostri baci di passione
lasciano le labbra livide e ardenti
i corpi così vicini, ci muoviamo come una cosa sola.
Ma bisogna attendere fino al 1996 per il ritorno di Donovan un nuovo disco, voluto dal produttore Rick Rubin, con ottimi brani originali e rappresentativi dello stile dei suoi primi dischi: Sutras.
Memorabile per me la presentazione del disco in quell’anno nel milanese a Villa Arconati a Bollate (MI) in un concerto completamente acustico.
Donovan - Please Don't Bend
https://youtu.be/4FwEX_Yf2Wo?si=OMFN_tDtl30EpRdG
Donovan – Eldorado
https://youtu.be/QE4dwVr62X4?si=U2pFFc7LF8OmwFV1
Nel 2004 esce con Beat Cafè che vuole celebrare i suoi anni di vita bohemienne e che contiene delle bellissime perle come il brano omonimo il cui apporto di Danny Thompson al contrabbasso aggiunge feeling e colori jazz, Lord Of The Universe e Do Not Go Gentle in cui recita il testo di Dylan Thomas con enfasi ed intensità, alla chitarra elettrica Chris Spedding.
Il terzo millennio lo vede partecipare da noi a Mantova al Festival della Letteratura dove viene anche intervistato da Enzo Gentile il 7 settembre 2005 e successivamente si esibisce al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI) per la celebrazione il 30 maggio 2008 dei 40 anni dal 68. Finalmente nella sua scaletta di hits aggiunge un nuovo brano ancora inedito e scritto durante una sua visita in Toscana:
Donovan- Refugee of Love
https://youtu.be/R_QZtGofl4Q?si=d-lEGr6UtQQlvrCP
Nel 2010 esce un nuovo doppio Ritual groove che oltre al precedente include un preziosissimo brano acustico con il testo di Garcia Lorca che qui interpreta unplugged:
Donovan - The Olive Tree
https://youtu.be/qldtUb-slW8?si=2szMWaxGBOtm5XKc
Disco che contiene molti brani ben arrangiati e e con una vena molto felice che tra le altre cose riprende la sua sensibilità ai temi ecologici, espressi già nel 1971 con la bellissima Celia of the seals contro lo sterminio delle foche, ora con Digging the future now e Save the world:
Prima che sia troppo tardi salviamo il mondo
Non è troppo tardi per salvare il mondo
Puoi dire che è solo un sogno
L'avidità non è mai ciò che sembra
Tutte le battaglie perse e vinte
Sotto il sole e la luna splendente
Bramiamo di vedere sopra il mondo
La bandiera della pace spiegata
Sta a te salvare il mondo
Non è troppo tardi per salvare il mondo
Faccio appello a ogni ragazzo e ragazza
Risvegliati al mondo interiore
Siamo tutti uno sotto la pelle
L'ignoranza è l'unico peccato
Prendi la conoscenza e il potere
Sii audace, questa è l'ora
Sta a te salvare il mondo.
© Claudio Giuffrida

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