Gli 80 anni di Donovan e i suoi sixties a cura di Claudio Giuffrida

 


Gli 80 anni di Donovan e i suoi sixties

Donovan il 10 maggio 2026 compie 80 anni, nato nei dintorni di Glasgow da una famiglia della working class scozzese, ho particolare piacere di celebrarlo in questo articolo e in uno successivo mettendo in risalto quei brani che hanno avuto un impatto coinvolgente e affascinante.

Negli anni 60 le sue canzoni sono un’importante scoperta che mi ha spinto a seguire tutta la sua discografia, a interessarmi ai suoi testi, e alle sue partiture musicali. Questo perché grazie al fascino interiore, identitario che ha esercitato su di me la sua musica mi ha stimolato a tradurre i suoi testi, ad appassionarmi alla lingua inglese, da teenager anche il suo modo di suonare la chitarra in fingerpicking mi ha spinto a procurarmi gli spartiti ed insieme ad amici a trascrivere i suoi brani per cercare di capire come quei suoni si potessero riprodurre anche sulle nostre chitarre.

Quindi seguire la sua discografia, i suoi testi non sono stati un mero viaggio estetico nella musica pop di quegli anni ma un viaggio esperienziale interiore, di crescita, fatto di sogni, di affinamento della propria sensibilità attraverso l’incontro con un universo sonoro e culturale sconosciuto alla ricerca di un modo nuovo di essere e di intendere la vita.

I 10 video scelti sono versioni live per voce e chitarra, espressione di un minimalismo molto intenso, autentico e indicato per assaporare la bellezza delle sue interpretazioni così come il suono affascinante della sua acustica. Ho sempre pensato che le sue hit più famose avessero oscurato queste sue perle che sono passate spesso inosservate.

Nei primi due suoi dischi del 1965 c’è molto spazio per un folk acustico molto ispirato e definito nonostante la sua giovane età di 19enne già capace di raccontare in musica splendide fiabe.


-Donovan - To Try for the Sun - 1965

da Fairytale

https://youtu.be/x34Ncbq2_4Y?si=uiB2zfmzY7yI-7iz

“Chi ha intenzione di essere colui che dice

che non era positivo quello che abbiamo fatto?

Sfido la persona che dice che sono troppo giovane,

perchè ho intenzione di provare a raggiungere il sole.”


-Donovan: Sunny Goodge Street – 1965

da Fairytale

https://youtu.be/qb62e6WyeoM?si=1AKr2fO3l8kuUZQS

“Sulla piattaforma delle lucciole in Sunny Goodge Street

Un violento fumatore di hashish ha scosso una macchina del cioccolato

Coinvolto in una scena di cibo

Sbattendo contro le strade al neon nel loro stordimento,

imbrattandosi gli occhi con la folle Dea del Colore,

ascoltando i suoni dolci e fantastici di Mingus.

Oddio, loro sospirano

Il mago, brilla in raso e velluto,

Guardi il suo splendore con occhi che non hai ancora usato.

Ti dico che il suo nome è amore, amore, amore.”

Donovan ha avuto un grande seguito soprattutto in UK, in USA e un po' anche da noi dove non è stato così considerato come l’epigone del flower power, del movimento hippie psichedelico e fine musicista con la sensibilità degli antichi menestrelli celtici. Appassionato di poesia grazie al padre che lo ha coinvolto fin da ragazzino è stato a sua volta un poeta, capace di unire le suggestioni di Blake, Yeats e Garcia Lorca ai nonsense di Carroll e alle fiabe per bambini. La vera rivoluzione per Donovan era incarnare un nuovo modo di essere, dei rappresentare dei valori di chi ricercava di raggiungere una sua “purezza dello sguardo”.

Nel 1966 in Sunshine Superman mette insieme delle canzoni visonarie con un folk arricchito da aperture al jazz, una sofisticata strumentazione elettrica e con arrangiamenti in anticipo sull’euforia psichedelica. Con brani dall’impianto ritmico innovativo ha portato la musica e le filosofie indiane nella cultura pop, in quel disco riuscì a fondere folk, jazz, raga, musica celtica e musica da camera e infatti fu premiato da vendite senza precedenti sia in America che in Inghilterra.

Disco che ha influenzato anche i suoi amici The Beatles in particolare nella loro creazione di Sgt. Pepper’s Lonely heart’s Club Band. In India insieme nel 1968 Donovan diventa anche il loro tutor chitarristico a cui insegna il fingerstyle e che vedranno la luce nei brani del The White Album: in particolarre di John Lennon Dear Prudence e Julia, Blackbird di Paul McCartney, e While My Guitar Gently Weeps di George Harrison. In comune hanno molto del sound di quegli anni come la gentilezza delle melodie, la composizione di canzoni memorabii in un periodo in cui la musica pop diventava sempre più aggressiva e ribelle, ma anche il gusto per la ricerca di atmosfere sognanti ed ispirate.


-Donovan " Three King Fishers" 1966

da Sunshine Superman

https://youtu.be/PUjByfJsABc?si=zmt4G96LgYQs1oWF

“Avrai dodici uccelli martin pescatore

che tuffati nuotano nelle increspature della tua risata?

Whoa, ho sognato che eri come un gioiello

Seduta su una corona d'oro sulla mia testa.”


-Donovan: Celeste (live 1966)

da Sunshine Superman

https://youtu.be/9c5RgNgItoI?si=xrh_ZXp05FX5CWkW

“Le mie canzoni sono semplicemente sogni che visitano la mia mente”

Molte le hits in quegli anni che si succederanno e che lo porteranno in cima alle classifiche mondiali e per queste conosciutissimo in tutto il mondo ma sono i brani meno famosi che secondo me rivelano meglio la sua anima più intensa e autentica, quella legata alla sua ricerca interiore, quella vicina alla cultura irlandese e scozzese, quella che esprime la sua visione poetica della vita. Grazie all’incontro con quello che diventerà l’amico di sempre, Gypsy Dave, ancora da teeneger si dedica alla vita del musicista bohemien, in aperta contrapposizione con la società perbenista inglese. In quegli anni Donovan riesce a interpretare benissimo la parte del menestrello, del bardo nello stile della tradizione Gaelica, il brano che segue secondo me rappresenta bene queste sue radici e che suonerà solo nei concerti per poi venire inciso solo molto più tardi in un disco di brani live del 1974.


-DONOVAN Ferryman's daughter –

da Donovan - 1974

https://youtu.be/BfSVfy4p1Io?si=as_pIufzPsgh-roH

“L'ha distesa nel bosco verdeggiante, oh

Uno scoiattolo e un coniglio correvano via

Le ha cantato l'antico racconto del vagabondo

E la melodia l'ha incantata

Il fiume è largo, il fiume è profondo

Il traghettatore suo padre giaceva addormentato

Si sono salutati sulla riva del fiume

Lui ha guardato a lungo nei suoi occhi scuri.”


-Donovan - Summer Day Reflection Song – 1965

da Fairytale

https://youtu.be/QTzniYkUq34?si=tDEIdl3lBQuu2NLZ

“Ogni minuto che trascorro

è con i ritmi che ho vissuto con te.

Il gatto sbadiglia al sole.

Castelli ingioiellati che ho costruito

Con strani sensi di colpa.”

Mellow Yellow insieme a Sunshine Superman si distacca dal folk delle prime incisioni per sperimentare sonorità psichedeliche,

"Mellow Yellow" è una raffinata fusione di pop, folk e psichedelia, con un po' di jazz, arrangiamenti sontuosi e avvincenti, testi surreali, quasi dadaisti.

Entrambi album visionari ed espressioni di piena maturità e massima ispirazione non si può non notare come "Mellow Yellow", con il suo ricco flusso di immagini e le sue sonorità sia un album straordinario. Importanti i contributi di musicisti quali

John Paul Jones, il futuro bassista dei Led Zeppelin, che curò l'arrangiamento dei fiati e il virtuoso dei Pentangle

Danny Thompson al contrabbasso.

Essere "Mellow" è un termine che descrive uno stato d'animo rilassato, calmo e "cool".

Lo stile psichedelico è stato in quegli anni la corrente musicale in cui le forme esecutive o si dilatavano in lunghe jam strumentali

e in cui le sonorità si arricchivano di nuovi strumenti e suggestioni: da quelli orientali a quelli elettronici; oppure come sottofondo all’esperienza lisergica che derivava dall’assunzione dell’Lsd. La rivoluzione della musica psichedelica nella musica di Donovan tenta di “espandere” la coscienza facendole provare l’estasi dell’Essere.

Sand and Foam – Donovan – febbraio 1967

da Mellow Yellow

https://youtu.be/NAFfav_QlMU?si=NJlYQzcioG9brE9p

“Guardare una ragazza nativa con gli occhi neri regolare lo stoppino della lampada

Il vampiro di Valentino qui nel Messico

Il sole stava tramontando dietro un albero tatuato

E il semplice gesto di un colpo di remo ha messo diamanti nel mare

E tutto a causa del fosforo presente in quantità

Mi è piaciuto che tu mi apprezzi qui nel Messico”


-Donovan • Young Girl Blues • 1967

da Mellow Yellow

https://youtu.be/fp0dVG2clsU?si=iHvkWujSsfWSBvfW

“Sì, i perdenti, stanno andando alla grande, sì

Ohh, i tuoi sogni, che cose strane

Le immagini si muovono, tutt'intorno

Hai il Blues della giovane ragazza.”


Nel dicembre 1967 Donovan incide anche un doppio album che rappresenta la sua anima più intimista grazie ad una parte dedicata a ballate acustiche ispiratissime, sorretto dai valori positivi del Flower Power e chiama quell’album A Gift from a Flower to a Garden - “Un regalo da un fiore ad un giardino”. Scelse ancora una volta di cantare di un regno incantato, in cui l’innocenza e la fragilità possono redimere l’uomo. Venduto come "cofanetto" in una veste affascinante è tra le sue opere migliori dei suoi sixties.

Nel primo disco, “Wear Your Love Like Heaven”, realizza quello che sarà definito come Pop psichedelico, mentre nel secondo disco, “For Little Ones” ci sono invece i suoi brani delicati e acustici dove Donovan raggiunge la sua migliore dimensione poetica e musicale.

C’è in particolare uno splendido brano che celebra la natura selvaggia dell'isola scozzese, l’isola di Islay, situata nelle Ebridi Interne in Scozia che ha ben rappresentato la sua ricerca di una vita più semplice e comunitaria, in linea con l'ideale hippie dell'epoca.

Il brano Isle of Islay celebra quest’isola che lo ospito’ con una comune hippie di amici sulla penisola di Waternish nell'Isola di Skye presso la The Boathouse, una storica casa in pietra situata nel villaggio di Stein, sulla costa dell'Isola di Skye. Da qui si godeva la vista verso l'isola di Isay, acquistata da Donovan insieme alle vicine Mingay e Clett.

Donovan ha mantenuto la proprietà delle isole e del Boathouse fino agli anni '80, prima di trasferirsi definitivamente in Irlanda.

L’idea che guidava la sua vena ispiratrice è che la musica potesse connettere l’uomo alla sua dimensione più profonda, liberandola, e che questo mutamento di coscienza potesse diventare collettivo, ponendo fine al consumismo e alle guerre. Ispirato dal senso di stupore per la semplicità e la bellezza della natura, si rivela consapevole della forza della musica come veicolo degli ideali di autorealizzazione e cambiamento.


-Donovan - Isle Of Islay – dicembre 1967

da A Gift from a Flower to a Garden

https://youtu.be/CzdrdXHetMg?si=1-PcrMnYle75s2zw

“Mi sentivo come un granello sulla tua sabbia

Che bella musica fa il campanaccio delle pecore

Vagabondando lungo la scogliera

quando ti coglie la fantasia

Sembrava che una marea mi avesse lasciato qui.”


-DONOVAN The lullaby of spring - 1967

da A Gift from a Flower to a Garden

https://youtu.be/S5ljSI0WwIY?si=XnG2DQnqNwuFKaX8

“Nel cielo brumoso e velato

veloce soffia il vento

nel cuore di un coniglietto appena nato

scorre il fiume della vita.

Così inizia una nuova primavera,

foglie verdi e bacche,

le uova del passerotto sono dipinte

da mamma uccello che mangia ciliege”


Di ritorno dall’India e l’esperienza con la Meditazione Trascendentale Donovan ritorna con due dischi nuovi e molto interressanti, nel 1969 esce Hudy Gurdy Man e il successivo Barabajagal a dimostrazione di quanto siano stati prolifici i suoi sixties che termineranno con un bellissimo live Donovan in concert.

Attraverso questi suoi dischi ho vissuto da adolescente “acceso” un felicissimo viaggio nell’incanto e nella risonanza che mi ha accompagnato nel mio diventare adulto, abitato dai sogni e dalla voglia di frequentare la meraviglia.

Segue


© Claudio Giuffrida

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