IL TEMPO DEI VIVI di Marco Salvario a cura di Miriam Ballerini

 


IL TEMPO DEI VIVI di Marco Salvario

Questa nuova fatica di Salvario ci porta in un mondo post-apocalittico, dove, in seguito a una guerra che già stava minando le fondamenta dell'umanità, una nuova esplosione lascia solo pochi superstiti.

Conosco il modo di scrivere dell'autore, la sua ironia, la sua onestà intellettuale nel porsi quale osservatore dei vari personaggi.

Anche in questo caso fa un buon lavoro nel distinguere i protagonisti della dolorosa vicenda; rendendoli diversi l'uno dall'altro. Permettendo al lettore di penetrare nelle loro più oscure profondità dove, di fronte alla catastrofe, ognuno si mostra infine per quello che è.

Uno per uno, divisi nei vari capitoli, ce li fa conoscere e ci fa condividere un pezzo della loro vita, mostrando le varie sfaccettature delle loro esperienze che si intersecano in un'unica via: quella della sopravvivenza.

Per prima troviamo Silvia: “Silvia resta schiacciata contro la roccia che ha fermato la sua corsa, stupita di essere ancora viva. Più disperata che felice di non essere ancora morta”.

Improvvisamente il palazzo in cui vive crolla e, con lei, arranchiamo per cunicoli cercando di sopravvivere. Sola si trova in un mondo devastato, con poche cose utili per arrabattarsi.

Quindi conosciamo Andrea, un uomo per bene che cerca di fare la cosa giusta. Come aiutare quelli che sono rimasti chiusi in un modulo di metallo: una specie di bunker per milionari.

Andrea controlla i suoi vestiti, le ferite, il livido scuro che ancora gli rende il braccio così doloroso da muovere. Si nasconde il viso e pensa a sua moglie: darebbe entrambe le braccia per saperla viva. Suo figlio. Suo padre e sua madre”.

Poi, a mano a mano, tutti gli altri: i rinchiusi, tra cui, moralmente, si salva solo Mario, mentre degli altri vengono mostrate le peggio qualità.

Il serbatoio dell'acqua è interrato e per fortuna la tubazione in plastica elastica che attinge a esso non si è spaccata. Dagli indicatori sembra al massimo e dovrebbe riempirsi grazie a filtri che attingono l'umidità del terreno e da eventuali piogge”.

Per ultimi arrivano dei militari: “I militari sono in tre e, da bravi militari, hanno un'idea ferrea dei gradi e cercano di inquadrare anche noi”.

Salvario ci mostra come l'essere umano, anche nelle situazioni estreme, non abbandoni i suoi egoismi e, qualora ricostituisse una società, non sarebbe poi diversa da quella lasciata. Ricordando un poco quanto scritto da Stephen King in “L'ombra dello scorpione”, ovviamente non in modo così prolisso!

Questo nuovo romanzo breve ci mostra senza veli la natura umana in tutte le sue sfaccettature, messa alla dura prova della resilienza.

L'autore stesso ammette il suo pessimismo e lo descrive molto bene, senza parlarne direttamente, ma mostrandolo coi fatti e le azioni compiute dai suoi protagonisti.

Nonostante ciò la vita continua, anche in questo caso: davanti al nulla, all'assenza di riferimenti morali e fisici, l'amore unisce; crea nuova vita e, forse, la speranza si concentra tutta nei nuovi nati.

© Miriam Ballerini



Potete trovarlo sui vari canali elettronici dedicati

Commenti

Post popolari in questo blog

Miriam Ballerini Progetto a cura di Marcello Sgarbi

Versi, rime, strofe e forme metriche della poesia italiana

Eugenio Montale: dove era il tennis