Sulle tracce di Marguerite Yourcenar UNA TESTIMONIANZA CULTURALE VIVA E FORTE di MICHELE DATO


Sulle tracce di Marguerite Yourcenar

UNA TESTIMONIANZA CULTURALE VIVA E FORTE di MICHELE DATO


"Denmark is a prison".

(Amleto, William Shakespeare )


"Qui serait assez insensé pour mourir sans avoir fait le tour de sa prison!"

(Marguerite Yourcenar)


Londra 1983 


Antefatto

Ero arrivato a Londra per fare la tesi di laurea su Marie Corelli, un' autrice di letteratura popolare , seconda nelle vendite dei suoi romanzi soltanto a Shakespeare e alla Bibbia, ma che oggi è totalmente dimenticata (il titolo della mia tesi fu "Marie Corelli: dimenticata a ragione?").

Oscar Wilde, che stava scontando due anni di galera nel carcere di Reading, quando gli chiesero che cosa pensasse della produzione di Marie Corelli rispose: " Meriterebbe di stare qui, per come scrive!". Oscar Wilde fu spiritoso anche in punto di morte. Come è noto, lo scrittore morì in una squallida stanza d'albergo a Parigi e poiché la carta da parati era orribile, un po' prima di morire disse : "Uno di noi due se ne deve andare, o io o la carta da parati!"

Marie Corelli non andò in prigione, secondo l'augurio di Wilde , ma ci andai io invece, per così dire, per tre settimane, dentro la sala di lettura del British Museum, a consultare i libri di Mary Mackay ( questo era il suo vero nome ).

Quante giornate noiose a prendere appunti su questa scrittrice dimenticabile, attraversando quotidianamente le enormi sale che ospitavano la stele di Rosetta, la Magna Carta e centinaia di mummie egizie.

Un giorno, stufo di leggere le scemenze di Marie Corelli, chiesi a un'amica italiana residente a Londra di consigliarmi una buona lettura che compensasse il tedio dei suoi  romanzi .

Angela mi prestò un romanzo che le era piaciuto molto: "Le Memorie di Adriano".

Tornato in Italia comprai "Le Memorie di Adriano" e l'avventura ebbe inizio.

Citare dei brani più o meno lunghi da un romanzo può dare un'idea soltanto approssimativa della sua complessità; consci dei limiti di questa operazione, possiamo soltanto comportarci come "pusher" letterari che somministrano piccolissime dosi ai lettori sperando che da una quantità minima sviluppino la dipendenza e siano invogliati a leggere l'intero romanzo.

Insomma sono debitore alla pulp fiction di Marie Corelli se ho potuto conoscere ed apprezzare Marguerite Yourcenar.

Memorie di Adriano è un long seller perché dal 1951 è stato tradotto e pubblicato nelle più importanti lingue planetarie.

L'autrice era piuttosto infastidita dalle domande di alcuni giornalisti che in questo complesso romanzo si ostinavano a vedere ogni evento narrato in funzione di Antinoo. Adriano fu un personaggio con molte sfaccettature e ritrarlo come un anziano imperatore invaghito in modo esagerato di un adolescente era alquanto riduttivo. 

La traduzione italiana fu affidata a un' eminente studiosa, Lidia Storoni Mazzolani, esperta di letteratura latina ,la quale tradusse il romanzo scambiando lettere con l 'autrice, sempre attenta alle traduzioni delle sue opere, specialmente in lingue che lei conosceva bene come l'italiano.

Un lettore di solito si limita a Memorie di Adriano; ma un lettore che diventa fan della Yourcenar si sente in dovere di leggere l'opera omnia dell'autrice.

Fu così che scoprii quel piccolo gioiello che è "Il colpo di grazia" ( anche per questo breve romanzo la casa editrice puntò su una traduttrice eccellente: Maria Luisa Spaziani, poetessa, traduttrice da inglese, francese, tedesco, nonché nominata per ben tre volte al Premio Nobel per la letteratura ) un'opera più condensata di cui si dirà che "durerà quanto la lingua francese".

La vicenda è narrata da Erik, che vive la sua meravigliosa adolescenza nel castello dei cugini Konrad e Sophie, suoi coetanei, a Katowice. Konrad e Erik sono uniti da un rapporto che oggi sarebbe definito "bromance " ( cioè un forte legame affettivo senza implicazioni sessuali). L'incanto si spezza quando Erik combatte con i tedeschi in Curlandia contro i bolscevichi, trascinandosi dietro Konrad, il quale ferito a morte scompare dalla scena molto presto. Sophie si innamora non ricambiata di Erik che la tratta in modo ambiguo. Amareggiata dalla sua freddezza, si unisce allo schieramento nemico.

Alla fine, appartenendo a due eserciti opposti ed egualmente feroci , la prigioniera Sophie chiede di essere finita proprio per mano dell'uomo che lei aveva amato.

Degno di stare alla pari con Memorie di Adriano è sicuramente l'altro romanzo storico che è "L'Opera al Nero". Protagonista è il medico alchimista filosofo Zenone , personaggio immaginario che riuniva in sé le caratteristiche di alcuni personaggi notevoli come ad esempio Michele Serveto, teologo e medico arso sul rogo a Ginevra dai  calvinisti.

La storia è ambientata a Bruges - città stupenda fuori dal tempo :sembra un enorme museo all'aria aperta - in piena Controriforma, con tutti i pericoli per le coscienze e le persone che osavano allontanarsi di un millimetro dall'ortodossia ecclesiastica.

Ma prima di cimentarsi con questo romanzo di ampio respiro la Yourcenar aveva scritto, giovanissima, "Alexis" o il trattato della lotta vana.

Oggi che si parla di persone fluide, di pronomi da abolire o da sostituire con lo schwa (un tempo noto soltanto agli studiosi di linguistica perché risale all'indoeuropeo ) in nome della parola alla moda dei nostri tempi INCLUSIVITÀ questo lungo sfogo autobiografico del protagonista sarebbe al passo con i tempi. Al suo apparire affrontò un tema controverso e condannato dalle leggi delle nazioni cosiddette civili d'Europa: l'omosessualità del protagonista. Alexis scrive una lunga lettera a Monique, sua moglie, spiegando con grande delicatezza di toni che si scusa non tanto perché sta per lasciarla quanto perché con le sue menzogne si è fermato nella sua vita troppo a lungo. Nell'introduzione, scritta dall'autrice, si fa riferimento a un altro libriccino controverso, scritto dal futuro Premio Nobel per la letteratura André Gide, il "Corydon" (che è il nome di un pastore nelle  Bucoliche di Virgilio) che considera gli orientamenti sessuali umani e animali in Natura come qualcosa di assolutamente normale.

Se si procede con le letture delle opere di M. Y. si constata che FUOCHI - una raccolta di poesie - non appassiona come le sue prove più riuscite e i suoi lavori teatrali non hanno rivoluzionato il Teatro né rimangono impressi nella memoria (sarebbero più correttamente da catalogare come "teatro della mente"); infine i volumi di memorie (Archivi del Nord o Quoi? L'éternité?) sono scritti in una lingua elegantemente scorrevole ma forse sono di interesse soltanto biografico.

In questo rapido excursus, dobbiamo menzionare "Come l'acqua che scorre" che è un'opera molto cara all'autrice.

Il titolo ce lo spiega l'Autrice stessa nella postfazione al volume che contiene i tre racconti di lunghezza diseguale.

"Come l'acqua che scorre sostituisce all'immagine dei flussi e riflussi dell'oceano, quella del fiume, o talvolta del torrente , a volte fangoso, a volte limpido che è la vita "

Consta di tre parti. "Anna soror" è un racconto lungo. Il tema affrontato, benché sia un tabù in tutte le epoche e in tutte le civiltà con la sola eccezione forse dell'Egitto al tempo dei faraoni quando un fratello e una sorella si sposavano per ragioni politiche, è trattato con la consueta delicatezza . La Yourcenar spesso scriveva delle prefazioni o postfazioni alle sue opere. Nel caso di "Anna soror" trattandosi di un amore incestuoso fra fratello e sorella , straordinariamente somiglianti benché non fossero gemelli (Anna è maggiore del fratello di dodici mesi) si è sentita in dovere di sgombrare il campo da facili illazioni proposte da certi critici che presumono di scovare verità  nascoste alla maggioranza dei lettori. La Yourcenar scrisse che sarebbe stato assurdo ipotizzare una storia autobiografica nella vicenda di Anna e Miguel:lei aveva avuto un solo fratellastro con cui i rapporti erano stati tutt'altro che idilliaci e certamente privi di qualsiasi tentazione sensuale.

Il secondo racconto " Un uomo oscuro" è da alcuni critici considerato il testamento spirituale di M. Yourcenar, lei oramai così celebre, volle scrivere la storia di quest'uomo "semplice", anonimo, ma dal cuore puro.

Il terzo e ultimo racconto, brevissimo, "Una bella mattina" sinceramente non l'ho mai capito. Pare che sia- è il parere dei biografi della Yourcenar - una extension di "Un uomo oscuro" di cui ripropone taluni personaggi.

Avendo completato la lettura dell'opera omnia di M: Y. non mi rimaneva che visitare, ove possibile, i luoghi dove aveva vissuto.

Bruxelles è la città dove nacque, in avenue Louise, che è oggi una sequenza di boutique di lusso, In Italia la nostra scrisse a Capri dove aveva affittato la "Casarella" ma visse quasi sempre - quando non era in viaggio - a Mount Desert Island, un'isola del Maine. Non abbiamo menzionato, ma è doveroso farlo, la compagna di una vita, Grace Frick ( traduttrice delle opere di M.Y. in inglese ), che ebbe un importante ruolo affettivo nella vita di "Madame" . Una delle prime biografie , di Josyanne Savigneau, informa il lettore che fra le due donne c'è stato un lungo rapporto d'amore saffico, anche se la Yourcenar, proprio come il "suo" Adriano, soprattutto in gioventù amava essere seduttiva tout court e attraversava periodi di intensa passionalità ora per uomini ora per donne. In età avanzata, ebbe un rapporto affettivo autolesionistico -secondo le testimonianze raccolte da me durante la mia breve permanenza sull'isola - con un giovane, Jerry Wilson, omosessuale e malato di aids. Fu il primo caso di decesso registrato sull'isola in quei tragici anni quando in mancanza di cure adeguate la malattia era incurabile e faceva centinaia di vittime.


Montréal: partenza con il bus notturno per Boston


Arrivo a Boston luglio 1997


Alla fermata del bus per Mount Desert Island chiacchiero amabilmente con Susan, una bella signora 75enne incuriosita per la presenza di un viaggiatore italiano che vuole andare a visitare un'isola così remota e tagliata fuori dai percorsi più battuti.

Complice un interminabile caffè "lungo" in uno Starbucks, le dico della mia passione per la celebre scrittrice che vive nella "sua" isola. Prendemmo insieme la corriera che ci portò alla capitale dell'isola, Bar Harbour. Arrivati a destinazione chiesi a Susan di indicarmi un bed and breakfast. Rispose così: " Forget about it! I live in a castle which is big enough for two people!" In effetti la casa di Susan, di tre piani, era enorme. Alla fermata vennero a prenderci la figlia e il genero. In un momento in cui Susan si era allontanata da me chiesi alla figlia se non erano preoccupati all'idea che sua madre invitasse uno sconosciuto - me- a vivere a casa sua. La figlia, che evidentemente era abituata alle eccentricità della madre, scoppiando a ridere mi rispose che la settimana prima Susan aveva ospitato undici musicisti bulgari perché non sopportava l'idea che spendessero soldi in hotel.

La mia permanenza di tre giorni sull'isola fu memorabile: ogni mattina la strana coppia andava a fare colazione al ristorante, lauta come si conviene in terra statunitense. Durante la giornata io vagavo per l'isola da solo perché Susan lavorava. La sera, andavamo al ristorante nuovamente. 

Ma torniamo a "Madame": pur apprezzando la qualità eccellente del cibo isolano, mi premeva visitare la casa di M.Y. Susan aveva la patente ma valida per un altro stato. Superammo questa impasse coinvolgendo un suo amico con la patente idonea. Telefonammo per concordare giorno e ora della visita. Ci rispose uno scrittore quebecois, Yvon Bernier, esecutore testamentario di Madame.

Arrivati a "Petite Plaisance", la sua casa a due piani, piuttosto modesta se confrontata con le case dei vicini, fummo accolti da Monsieur Bernier che ci fece visitare tutte le stanze del pianterreno. Il piano superiore non era accessibile ai visitatori ma per mia fortuna accadde qualcosa di straordinario. Fino a quel momento avevo parlato sempre in inglese ( all'università avevo studiato anche francese ma non lo avevo quasi mai parlato). Probabilmente lo Spirito Santo si posò su di me e fu così che cominciai a conversare in francese in modo così fluente- per la prima e ultima volta in vita mia - che Monsieur Bernier si intenerì e ci fece visitare anche il piano dove c'erano la biblioteca, la camera da letto e il bagno . Ammirammo la ricca biblioteca dell'autrice e poi Yvon Bernier improvvisamente sfoderò un pugnale malese che Madame utilizzava di tanto in tanto per "uccidere" l'ego nei momenti in cui la vanità aveva il sopravvento. Le sorprese non erano finite:dopo la gentile concessione di farci visitare il piano superiore della casa, Monsieur Bernier mi regalò un libro, "Lettere ai contemporanei" , una raccolta di lettere che la Yourcenar aveva inviato a personaggi famosi e influenti della sua epoca (una volta c'erano i maitre-à-penser, oggi, molto più modestamente, abbiamo gli influencer).

Citerò soltanto una lettera, che la Yourcenar scrisse a Brigitte Bardot, sapendo bene quanto la famosa attrice fosse sensibile alle sofferenze che le nostre società progredite infliggono agli animali . La critica alla crudeltà degli uomini nei riguardi delle bestie indifese la troviamo nell' Opera al Nero, dove a un certo punto  Zenone smette di mangiare carne per non "digerire agonie". 

Marguerite Yourcenar vinse diversi premi letterari prestigiosi. Per limitarci ai riconoscimenti più autorevoli, diremo dei suoi dottorati honoris causa che le furono assegnati nel Maine, l'elezione all'Accademia Belga nel 1970, la Legion d'Onore in Francia e l'ammissione nel 1980 all'Académie Française, prima donna della storia ad entrare in quella Istituzione interamente maschile fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu.


MICHELE DATO

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