Il generale Michele Fontana a cura di Vincenzo Capodiferro
IL GENERALE MICHELE FONTANA
Una vita spesa al servizio della patria
Il generale Michele Fontana è nato il 27 aprile de 1941 a Castelsaraceno, in provincia di Potenza. Il padre Virgilio era un valente artigiano, un uomo poderoso e nobile d’animo. Lo zio, don Giuseppe Iacovino, è stato uno storico parroco, intellettuale del paese. Oggi il paese vanta una notevole opera architettonica: il ponte tibetano più lungo al mondo. Il generale è stato attivo in varie parti d’Italia, tra cui Padova e Livorno. È stato un valente soldato, partecipando attivamente ad operazioni militari internazionali, come quella “Joint Guardian” del 2001 in Albania, ove fu elogiato per «la sua totale dedizione e… incisiva e serena azione direttiva». Ha ricevuto anche un riconoscimento importante dalla Nato, una medaglia al valore militare nel 1999. Era una persona affabile e positiva, allegra e maestosa. Ce lo ricordiamo sempre con affetto, quando scendeva dal suo storico palazzo, appartenuto a un memorabile personaggio, come Vito Cascini, in piazza, quando d’estate veniva sempre al suo paese d’origine. Vito Cascini è stato un patriota attivo nel Risorgimento Lucano, insieme a Luigi Chiurazzi di Carbone, come ci testimonia Giacomo Racioppi, nella sua monumentale “Cronistoria documentata della rivoluzione in Basilicata”. Michele Fontana ci riempiva di gioia e ci raccontava tanti fatti della sua infanzia. È venuto a mancare il 28 novembre del 2021, lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che lo conoscevano. Un volto segnato dal tempo, uno sguardo profondo, un carisma mirabile: al suo passaggio tutti si voltavano! Era piacevolissimo discutere con lui! Sapeva di tutto. Era innamorato di quel paesello, che aveva visto la sua infanzia, la sua giovinezza. Quelli della sua età, come anche zio Minuccio di Calabria (Carmine Latronico), coi quali erano grandi amici e fumavano spesso assieme la sigaretta, sedendosi sui gradini dello scalone della casetta sulla piazza grande, ci inondavano di fatti, di fiumi di erleben vissuti. «Una famiglia vera e propria non ce l'ho. E la mia casa è Piazza Grande», cantava Dalla. Come è vero questo in un paese: la piazza. L’agorà è tutto. Non soffri mai la solitudine, anche con quattro gatti. Soffri più la solitudine nelle megalopoli anonime ed a-nomiche oramai, che non nei piccoli centri. Lì si viveva la “Polis” vera. Ecco perché erano innamorati del paese: hanno visto il Fascismo, il passaggio alla Repubblica. Hanno vissuto storie di lotte e di passioni. Hanno recitato in quello che era un teatro a cielo aperto, un teatro vivente, come a Napoli. Ci venivano sempre, ogni anno, con passione. Pareva che il loro tempo si fosse fermato là, alla loro giovinezza. Forse è normale per un uomo: questo ancora noi più o meno giovani non possiamo dirlo, non lo sappiamo, anche se pure noi ricordiamo con amore quei tempi celebrati da Levi della civiltà contadina, oramai estinta. Ultimamente avevamo aiutato il nostro caro amico a sistemare l’archivio storico di don Giuseppe Iacovino. È stata un’esperienza notevole, sensazionale! Si legge nell’”Arte della Guerra”: «Il comandante saggio comincia dall’analisi di se stesso. Il suo primo obiettivo non è “cosa fare”, bensì “come essere”. Essere semplicemente sé stessi conferisce un potere spesso trascurato nello sforzo di essere qualcun altro». Così noi vogliamo ricordare questo uomo a partire dal suo essere: una persona amabile, dolce, positiva, sempre sorridente. Il suo sguardo rassicurante, il suo portamento maestoso: lo chiamavano “il generale”. Nei paesi era così, si usavano questi nomi. Egli era un generale nel suo essere, aveva l’animo di un leader. Poi c’era anche un’altra famiglia: quella dei “Generale” e quella dei “Tenente”, di cui ricordiamo con affetto Filomena e Maria. Mai abbiamo visto Michele esaltarsi del suo stato: eppure ha ricevuto notevoli riconoscimenti! Suo fratello Luigi è stato storico sindaco della DC di Castelsaraceno e preside. Vogliamo allora ritenere nel nostro cuore l’immagine di lui: un padre amorevole, un comandante autorevole, un amico sincero, un uomo autentico.
V. Capodiferro

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