Ferdi Giardini. Modellare la luce. A cura di Marco Salvario
Ferdi Giardini. Modellare la luce.
A cura di Marco Salvario
Modellare la luce, renderla materiale solido, fissarla nel tempo, nello spazio e, al tempo stesso, renderla scultura in divenire, cangiante e sfuggente.
Sperimentatore di grande creatività, Ferdi Giardini affascina e incuriosisce da anni i visitatori delle gallerie con le proprie opere. Artista, visionario, mago del design, ha presentato nel mese di settembre del 2024 presso la galleria Riccardo Costantini in via Goito a Torino 'Altre voci, altre stanze', mostra personale di installazioni e sculture luminose.
La luce è la guida di ogni nostra azione, senza di essa brancoleremmo come ciechi, persi e bisognosi di aiuto. Un quadro non illuminato non è più nulla. Giardini la luce la cerca, la modella e la sublima con grande maestria, da puro strumento di uso quotidiano a soggetto dell'arte.
Nato a Torino nel 1959, si diploma in Scenografia all'Accademia di Belle Arti e comincia a esporre i propri lavori dal 1986 in Italia e all'estero. Nel 2011 è presente alla Biennale di Venezia.
Dal 1996 si occupa di design e collabora con importanti agenzie di illuminazione; dal 2005 è docente presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.
Ama definirsi 'creatore di forme', forme nate per essere oggetti utili, ma anche da contemplare per la loro bellezza artistica; come spiega molto bene, nella nostra vita siamo circondati '(…) da un mare d'oggetti inutili, frivoli e sovente cari, che forniscono piaceri di breve durata, perché privi di poesia, di un'anima (…)'. Dare a essi un'anima nobile, è la sua missione di creativo.
L'anima è vita.
Ecco dunque giochi di luce che mutano come un'onda lenta e continua, fibre luminose che salgono arrampicandosi faticosamente verso l'alto - potrebbero anche scendere come un fulmine sottile, ma mi viene naturale pensare che salgano - oppure tese e lineari, strutture geometriche, che sembrano modificarsi quando il visitatore si sposta intorno a loro.
Ecco che in alto due ali luminose richiamano Lucifero, il Portatore di Luce, il bellissimo angelo ribelle diventato Satana. Un Lucifero che l'artista immagina, nell'ultimo giorno, riappacificato con Dio in un momento finale di pace e trionfo del bene di cui il nostro mondo, sempre più insanguinato e feroce, ha davvero tanto bisogno di credere. Solo le ali sono rimaste, come se Lucifero, rinunciando alla sua superbia, le avesse abbandonate, ricevendo in cambio la salvezza.
La luce è spirito vitale delle opere di Ferdi Giardini, ma anche nel momento il cui la luce si spegne, l'eleganza delle forme rimane presente, testimonianza di una bellezza e una poesia che trascende la loro funzione e il loro significato.
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