“TI RACCONTERÒ” DI VALERIO CASCINI a cura di Vincenzo Capodiferro
“TI RACCONTERÒ” DI VALERIO CASCINI
Filastrocche per la crescita felice
“Ti racconterò. Filastrocche per la crescita felice” è un testo di Valerio Cascini, edito da Pathos nel 2023. Leggiamo nella biografia: Valerio Cascini è nato a Castelsaraceno nel 1951. Vive a Torino dal 1963. Compositore breve, affetto da vernacolite acuta (statene alla larga!). Ha pubblicato, infatti, varie raccolte in dialetto lucano: “U pruff’ssore” (2009); “Ereva curaggio” (2010); “Mangia parole” (2012). In italiano: “Cose da palazzi” (2012); “Maschere all’attracco” (2015); ultimamente, insieme a Prospero Cascini: “Lucanità saracena” (2022) e “Unicità della Lucania” (2024). «Una raccolta delicata di parole e rime, a volte filastrocche, a volte musica e poesia, che parla ai piccoli, ma guarda ai grandi, che osserva tutto da più punti di vista e viaggia nel tempo leggero». Valerio Cascini stupisce per la sua genuinità, semplicità e prontezza. Sono caratteri che si ravvisano di più certamente nei linguaggi dialettali, più vivi, più reali, ma che suscitano nel lettore, nel declamatore, quello stupore e meraviglia che fecero esclamare ad Aristotele: – Questa è filosofia! La filosofia di Valerio è una filosofia di vita. Sono “cose da pa(la)zzi!”. Ciò che stupisce ci rende stupiti, anche un po’ stupidi. Le filastrocche erano i social d’altri tempi. Suscitavano quel fascino che ora esercitano i cellulari sulle giovani menti. Il poeta-mago è l’incantatore. Soprattutto i bambini sono le fasce privilegiate delle declamazioni dei cantastorie, dei rapsodi, degli aedi, di tutti i musicanti, i musicisti, i girovaghi. Valerio ci riporta in un mondo magico, mimico, che tutti abbiamo vissuto nell’infanzia, il tempo del non-dire, l’in-fans. Ma il verbo di Valerio non si rivolge solo ai fanciulli, ma soprattutto agli adulti, che recano in loro stessi quello eterno fanciullino, con cui giorno parlano, hanno a che fare. Adulto ha la stessa radice di adulterio. La società adulta, “liquida”, ha tradito il mondo perduto dell’in-fans, del non-verbo. Il linguaggio non-verbale è universale. È l’uomo ancora non intaccato dal Logos, dalla Ragione, che impone, ordina. La dittatura della ragione cieca, che non tiene conto dei sentimenti, provoca lo smarrimento, anche psichico della società moderna. Questa è la schizofrenia dell’io collettivo attuale. La voce di Valerio è un richiamo:
… di quelle cose
che il tempo non sa dire,
di quelle che non sai
e che vorresti capire…
È una voce autentica che ci invita a tornare bambini. Solo se torneremo bambini incontreremo Dio. Bambino è anche il superuomo che cerca invano la divinità in sé, ma non sa d’averla, ascosa proprio in sé.
Vincenzo Capodiferro
Grazie Vincenzo per le tue belle parole. In caro saluto Valerio
RispondiElimina