Publio Advertito Crea Estinti Saluti a cura di Marcello Sgarbi
Publio Advertito Crea
Estinti Saluti – (Fausto Lupetti Editore)
Collana: Pubblicità e Marketing
Formato: Brossura
Pagine: 400
ISBN: 9788868743598
Con il crescente sviluppo della tecnologia e con la conseguente esponenziale diffusione dei new media – i nuovi mezzi di comunicazione di massa, fra cui i più rilevanti sono i social network – anche la pubblicità ha cambiato volto. Per esempio, capita che – come è successo con la recente campagna “Open to meraviglia” – si ricorra all’impiego dell’AI, l’intelligenza artificiale, tema quanto mai attuale.
Negli anni Ottanta, invece, l’intelligenza era frutto esclusivo delle menti di pubblicitari che, sull’onda di quelli della generazione precedente, hanno prodotto campagne memorabili. Non solo in termini di creatività, ma anche di ritorno sul fatturato delle aziende. La campagna più ricordata è senz’altro quella dell’Amaro Ramazzotti, il cui titolo recitava: “Milano da bere”. E lo è anche perché quella definizione è passata a comprendere un periodo di benessere e di grandi investimenti, in pratica un secondo boom economico dopo quello storico degli anni Sessanta.
In questo libro, pubblicato con il divertente pseudonimo di Publio Advertito Crea – dietro al quale si cela il quartetto di celebri pubblicitari che ne ha curato l’edizione – i protagonisti di quegli anni raccontano in prima persona le loro esperienze professionali, ma anche – come viene detto in quarta di copertina – “le manie e i tic di quello che un giorno Emanuele Pirella definì ‘il popolo dei creativi’”.
Gli aneddoti, narrati perlopiù sul filo dell’ironia e spesso anche del disincanto, svelano aspetti curiosi del mestiere di pubblicitario e del mondo delle agenzie.
Parlando di frequente delle campagne di cui si sono occupati nel corso della loro carriera, gli autori ne mettono in luce i particolari ma soprattutto i risvolti inediti.
Così, fra i tanti racconti, in quello di Sandro Baldoni – copy e direttore creativo, in seguito regista, fratello dell’altrettanto famoso Enzo, morto in Iraq per mano di Al Qaeda – leggiamo che, durante la pittoresca presentazione di una campagna nella sede della Olivetti – Baldoni era arrivato a litigare con il consiglio di amministrazione dell’azienda che, rifiutate le proposte, non voleva riconoscere alla sua agenzia – FCA/SabbatiniBaldoniPanzeri – almeno un rimborso spese.
Un fatto ricorrente, peraltro, a quei tempi e non solo, soprattutto quando le agenzie venivano chiamate dal cliente a partecipare a una gara per l’assegnazione del budget.
L’art director Andrea Bayer scrive di quando, lavorando in Pirella & Göttsche – una delle agenzie simbolo del periodo d’oro della pubblicità e fucina di grandi talenti – dopo avere ultimato, alle sei della mattina, le proposte di una campagna con l’aiuto di quattro giovani assistenti, era tornato in agenzia alle nove per la presentazione interna.
E anche questo è un fatto che, negli anni Ottanta, si ripeteva con una certa frequenza. Le nottate a capo chino sopra fogli e pennarelli erano un leit-motiv, in particolare per chi lavorava per Emanuele Pirella. Era noto nell’ambiente, infatti, che il parmense – direttore creativo, autore di campagne passate alla storia e famoso anche per le sue collaborazioni con l’illustratore Tullio Pericoli – fosse capace di sovvertire una presentazione all’ultimo momento, costringendo il reparto creativo a studiare nuove proposte.
Di lui si dice anche – ma non in questo libro – che una volta, colto in flagrante nel suo ufficio dalla telefonata di un cliente che si lamentava, perché non gli era stata ancora presentata nessuna proposta di campagna, fingendo di leggere un annuncio pubblicitario Pirella gli avesse detto all’apparecchio un titolo inventato lì per lì.
L’epopea di Carosello è stata contrassegnata da una certa ingenuità. Gli spot duravano alcuni minuti e in realtà erano delle ministorie, spesso scritte da autorevoli sceneggiatori e quasi sempre interpretate da attori celebri, che pubblicizzavano il prodotto solo nel finale dello spot, nel cosiddetto “codino”.
Oggi sarebbero improponibili.
L’epoca raccontata in Estinti Saluti, invece, è il riassunto di anni vissuti all’insegna delle idee e della creatività, con la consapevolezza di svolgere uno più mestieri più belli che siano mai esistiti. Perdonatemi la partigianeria, ma visto che nel mio piccolo pubblicitario lo sono stato anch’io mi permetto di scriverlo.
© Marcello Sgarbi

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