“DUE COETANEI. SINESIO ED IPAZIA” di Piergiorgio Solbiati a cura di Vincenzo Capodiferro


DUE COETANEI. SINESIO ED IPAZIA”

Romanzo storico avvincente e circostanziato di Piergiorgio Solbiati.

È uscito da poco alle stampe (maggio 2022), il romanzo storico “Due coetanei. Sinesio ed Ipazia”, edita da Macchione a Varese, dell’autore don Piergiorgio Solbiati. tratta di questi due grandi astri della filosofia e della cultura alessandrina: Ipazia (Alessandria d’Egitto 355-415), matematicaastronoma e filosofa greca antica, rappresentante della filosofia neo-platonica, uccisa da parte di una folla di cristiani in tumulto per le sue idee e la professione dell’eliocentrismo, risalente ai neopitagorici (Aristarco di Samo). E Sinesio (Cirene370 - 413filosofovescovo e scrittore greco anticoneoplatonico, discepolo di Ipazia, poi vescovo di Tolemaide di Libia, autore di inni religiosi, saggi (tra cui la sua opera più importante, gli Egizi, o della provvidenza) e lettere. I due protagonisti sono legati più che dal filo logico del tempo: «Conclusi i giorni del lutto, Sinesio e Zenodoto salpano per Alessandria, desiderosi di frequentare Ipazia. nel 393 è salita sulla cattedra del padre Teone, colui che nell’intestazione al terzo libro del Commento al sistema matematico di Tolomeo dichiarava: “L’edizione è stata controllata dalla filosofa Ipazia, mia figlia”». Sono legati dall’affiliazione alla filosofia e dalla scuola neoplatonica di Ammonio Sacca e di Plotino. alla stessa scuola si formano Agostino ed Origene. Per Ipazia, «La filosofia non è un’astrazione: può formare l’individuo intrappolato ed annullato da fanatismi. modi di vivere insensati, schemi mentali triti e ritriti». «Senza anticamera, i segretari introducono Sinesio nello studio del Patriarca, comodamente seduto sul divano zeppo di cuscini. Senza preamboli di inchini e baciamani, osserva Teofilo: ultrasessantenne, capelli e barba, mantengono il nero corvino senza un filo grigio, con la mano stringe il bastone di mogano con doppia impugnatura in avorio. sul tavolino in mogano, un assortimento di succhi di frutta trasuda frescura per la delizia della bocca, riarsa dalla calura». Dobbiamo aspettare a Copernico, il noto De revolutionibus orbium coelestium, 1543, per la riproposizione della tesi di Aristarco di Samo, in un contesto diverso, di rivoluzione scientifica, di abbattimento dell’antico paradigma tolemaico, per usare termini cari a Kuhn. Fino ad allora la teoria dominante sarà quella aristotelico-tolemaica. Nel Seicento la teoria sottostante di minoranza, eliocentrica e quella democritea, tornerà alla ribalta. ciò grazie anche al ritorno del neoplatonismo ad opera degli umanisti e dei rinascimentali: la centralità del sole è fortissima in questa filosofia. La notiamo anche in politica: il Re Sole! Il libro di don Piergiorno è interessante perché non ci presenta dei cristiani fanatici e oscurantisti, al contrario, accorti alla cultura ed attenti alle lettere ed al contesto scientifico del tempo. Don Piergiorgio Solbiati, prete intellettuale, ha pubblicato vari testi: “Un prete superfluo?” (2016); “Almeno lasciatemi le favole” (2017); “Un solo Padrone” (2018); “L’Inverna” (2019); “Il bronzo del meneghino risuona” (2020); “Il templare e la Monaca” (2021).

Vincenzo Capodiferro


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