La processione di Santacruzan a Torino - a cura di Marco Salvario
La processione di Santacruzan a Torino - a cura di Marco Salvario
Domenica 30 maggio 2022, si è svolta per le strade del quartiere di San Salvario la processione del Santacruzan, uno dei momenti più importanti dell'anno per la vivace comunità cattolica filippina, che a Torino ha come riferimento la chiesa di San Giovannino, dedicata al grande santo sociale don Giovanni Bosco. Tra le attività svolte nella casa salesiana, c'è la Santa Messa in lingua “tagalog”, celebrata la domenica alle ore 12 e dal martedì al sabato alle 18.30.
Tra le molte etnie che hanno trovato ospitalità a San Salvario, i filippini sono probabilmente una delle più numerose, semplici, povere, aperte verso gli altri, eppure profondamente legate alle proprie radici e tradizioni.
In un contesto sociale conflittuale, dove sotto l'apparente tolleranza si nasconde il germe difficile da estirpare del disagio e del razzismo, i filippini sono amati per la loro naturale simpatia e la grande laboriosità.
La festa del Santacruzan si celebra ogni anno l'ultima domenica di maggio, concludendo un lungo periodo di preparazione e celebrazioni; il nome deriva dallo spagnolo “Santa Cruz”, la Santa Croce che si ritene sia stata ritrovata da santa Elena, madre dell'imperatore Costantino, nel 326 d.C.
Convivono nella manifestazione anime diverse; le principali sono una processione religiosa che venera le immagini dei santi salesiani, come don Bosco e Domenico Savio, quelle di santi filippini e le statue della Madonna, e in parallelo un concorso di bellezza tra ragazzine addobbate con abiti colorati, dove tessuti e carta convivono. Ogni gruppo, sotto la protezione di una Madonna – Reyna Paz, Reyna Esther, Reyna Immaculada, Reyna delas Flores, Reyna delos Angels, Reyna del Rosario, Reyna delas Virgines ecc – presenta e fa sfilare la propria candidata sotto archi floreali; si raccolgono i voti nella comunità e la vincitrice sarà proclamata regina.
Non manca la piccola rumorosa banda che accompagna un gruppo di majorette giovanissime; non tutte le filippine, piccoline e rotondette, hanno il fisico richiesto, ma sopperiscono con la passione e l'entusiasmo.
Guidata dalla bandiera italiana, filippina e dal gonfalone di San Giovannino, la processione/sfilata ha cercato di convivere con il traffico domenicale, segmentandosi a tratti per lasciare passare gli automobilisti in attesa, insolitamente pazienti. Spostarsi nel quartiere di San Salvario è un'impresa, che i responsabili alla viabilità delle ultime giunte torinesi si sono sbizzarriti a rendere caotica e illogica, aiutati dalla proliferazione selvaggia di cantieri, dai lavori per il teleriscaldamento e dai dehors dei locali della movida, che rendono problematico il transito ai pedoni e rubano spazio ai parcheggi. Via Principe Tommaso, all'altezza di un asilo, è stata chiusa mesi fa al traffico con un grosso vaso che vorrebbe proteggere i bambini, ma permette di transitare senza rallentare a moto, monopattini a motore e biciclette, e a un locale di occupare una bella area con una decina di tavolini: lì la processione, dopo alcuni vani tentativi, ha dovuto sdoppiarsi. Le auto dei vigili, che avrebbero dovuto precedere e chiudere la manifestazione, e quelle dei filippini, trasformate in altari mobili addobbati di fiori, hanno dovuto deviare e cercare un percorso alternativo tra il dedalo di vie a senso unico del quartiere, mentre i fedeli a piedi continuavano oltre gli ostacoli. Con qualche difficoltà e disordine, la processione si è ricomposta in corso Marconi.
Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia esaminato il percorso prima; non voglio infierire, lo spirito dei filippini non si è certo abbattuto e per gli storici residenti di San Salvario come me, il Santacruzan è stato un momento di gioia e di invidia, perché vorremmo ritrovare la purezza e la solidarietà dei filippini anche tra di noi.
Un rimpianto è che giornali e televisioni, sempre pronti a scrivere articoli sul disagio dell'immigrazione, sulla mala movida e lo spaccio di droga a San Salvario, nel momento in cui il quartiere offriva uno dei suoi aspetti migliori, abbiano ignorato l'evento.



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