George Simenon – L’uomo che guardava passare i treni – a cura di Marcello Sgarbi

 


George SimenonL’uomo che guardava passare i treni(Adelphi)

Collana: Biblioteca Adelphi

Pagine: 211

ISBN: 9788845906596


Fra i romanzi di George Simenon che non vedono in scena il commissario Maigret (come per esempio “Gli intrusi” o “Tre camere a Manhattan”), L’uomo che guardava passare i treni” secondo me merita un’attenzione particolare.                     In definitiva lo si può dire di nuovo un giallo – Simenon fatica a rinunciare a quella componente di mistero sempre presente nei suoi libri – ma è anche molto di più. Il protagonista è Kees Popinga, di professione procuratore per una compagnia navale. Un uomo agiato, dalla vita ordinaria, se non fosse che un giorno il suo datore di lavoro gli confessa di essere il responsabile di una bancarotta fraudolenta. Invece di rimanere costernato di fronte alla prospettiva del proprio tracollo finanziario, Popinga ne prende spunto per iniziare una nuova vita in cerca di riscatto dalla precedente. Abbandona la casa, la moglie e i due figli e, mosso sempre più dallo spirito di rivalsa, lascia che il suo ego lo spinga fino all’omicidio solo per il gusto di uccidere e di sfidare la polizia. Con il suo consueto e impareggiabile stile, asciutto e nello stesso tempo attento ai più piccoli dettagli, Simenon ci conduce attraverso una doppia indagine: quella oggettiva e quella interiore, a scandagliare i più profondi recessi dell’animo umano.

Per quarant’anni mi sono annoiato. Per quarant’anni ho guardato la vita come quel poverello che col naso appiccicato alla vetrina di una pasticceria guarda gli altri mangiare i dolci”.

Gli altri non valgono la fatica che ci si dà perché pensino bene di noi”.

Torna comodo trattare alla stregua di pazzi coloro che non si è in grado di comprendere”.

© Marcello Sgarbi

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