Vladimir Nabokov - Lezioni di letteratura a cura di Marcello Sgarbi
Vladimir Nabokov - Lezioni di letteratura
Temi: Letteratura nordamericana
Pagine: 526
La maggior parte di noi conosce Nabokov soprattutto come l’autore del tanto chiacchierato “Lolita”, romanzo senz’altro molto scabroso per l’epoca in cui è stato pubblicato (1955) ma a mio parere non tacciabile di pedofilia, perché il rapporto fra Humbert Humbert e la protagonista è in realtà più sottilmente perverso. Meno conosciuto invece è il livello della cultura di Nabokov e lo dimostra questo compendio di appunti e annotazioni che ha utilizzato per i suoi corsi, tenuti tra il 1941 e il 1958 in America al Wellesley College e alla Cornell University. Una raccolta preziosa soprattutto per chi vuole andare oltre la lettura e scoprire gli stili di alcuni fra i più grandi scrittori.
“Vi prego di notare che Dickens è un incantatore, un artista quando si occupa della nebbia della Cancelleria, un predicatore e insieme un artista nel tema dei bambini, un narratore abilissimo nell’intreccio poliziesco che porta avanti e guida il racconto. Notiamo subito, sin dall’inizio della nostra indagine, questa tipica tecnica dickensiana: il virtuosismo verbale, grazie al quale parole inanimate non solo prendono vita ma eseguono trucchi che vanno oltre il loro senso immediato”.
(a proposito di “Casa desolata”, di Charles Dickens)
“Per entrare subito in argomento, voglio anzitutto attirare l’attenzione sull’uso che Flaubert fa della congiunzione e preceduta dal punto e virgola. Il punto e virgola-e viene dopo un elenco di azioni, di stati d’animo o di oggetti; allora il punto e virgola crea una pausa e l’e interviene a concludere il periodo, a introdurre un’immagine culminante o un particolare vivido, descrittivo, poetico, malinconico o divertente. È una caratteristica propria dello stile di Flaubert”.
(a proposito di “Madame Bovary”, di Gustave Flaubert)
“Ciò che Stevenson desiderava tramettere nella persona di Hyde era la presenza del male totalmente scisso dal bene. Di tutti i mali del mondo, Stevenson odiava soprattutto la crudeltà; e quindi il bruto disumano da lui immaginato non viene mostrato nelle sue bestiali libidini, qualunque esse fossero specificamente, ma nella sua feroce indifferenza per gli esseri umani che tortura e uccide”.
(a proposito di “Il dottor Jekyll e Mister Hyde”, di Robert Louis Stevenson)
“Notate poi lo stile di Kafka. La sua lucidità, il suo tono preciso e formale, in così clamoroso contrasto con il contenuto da incubo del racconto. Non ci sono metafore poetiche che adornino questa nuda storia in bianco e nero. La limpidezza dello stile sottolinea la cupa ricchezza della fantasia. Contrasto e unità, stile e materia, linguaggio e intreccio sono perfettamente integrati”.
(a proposito di “La metamorfosi”, di Franz Josef Kafka)
E per finire, il congedo di Nabokov:
“Se una persona pensa di non poter arrivare a trarre piacere dalla lettura di grandi artisti, non dovrebbe leggerli per niente. Rischiamo di lasciarci sfuggire il meglio della vita, se non sappiamo fremere, se non impariamo a sollevarci appena più su del normale per assaggiare i frutti artistici più rari e maturi che il pensiero umano ha da offrirci”.
© Marcello Sgarbi

Commenti
Posta un commento
I commenti sono moderati e controllati quotidianamente.
Tutte le opinioni sono benvenute. E' gradita la pacatezza.