L’ARTE CHE SI SVELA NELL’’USATO” E NELLA NATURA. Silvia Bottazzini in ‘sgualcite’ pagine pitto-grafiche


 
L’ARTE CHE SI SVELA NELL’’USATO” E NELLA NATURA. Silvia Bottazzini in ‘sgualcite’ pagine pitto-grafiche

L’arte di Silvia Bottazzini è particolare: una giovane artista che coglie gli attimi fugaci, i lineamenti geometrici platonici originari della natura che s’intersecano con i punti di fuga delle antiche architetture, che sanno di romanico e gotico. La raffigurazione pittorica si dimena tra elementi figurativi e scultorei, se non architettonici. L’arte di Silvia si presenta subito, ad un primo acchito, come sintesi degli elementi dialettici, già delineati storicisticamente da Hegel: architettura, scultura, pittura.

È facile scorgere nelle sue moderne pale, fatte altresì di materiali d’uso, come vecchie scaffalature, incisi e sfumati motivi geometrici, come in “Borgo antico”. L’arte diviene espressione di ciò che ci vuol dire già un vecchio manufatto, magari recuperato. Silvia rispetta i colori, le forme, le spiagge arrugginite. La Natura ci dice già qualcosa: è un’immensa opera d’arte, architettata, scolpita e dipinta dal grande Artista. Come scrive Luca Scarabelli, su “Borgo antico”: - «Il materiale scelto per questo lavoro è quello di scarto (lo scarto come reperto e materiale sedimentato è molto affascinante per chi ha la sensibilità di saperlo sfruttare in funzione artistica) che porta con sé una sua storia, in questo caso le macchie del tempo, i segni dell’uso quotidiano che è passato. L’intervento parte da queste suggestioni e da queste tracce, le rimodella, le reinventa». Credo che Luca colga con vista d’artista ciò che la giovane arte vuol dirci.

Borgo antico è uno dei personaggi di Ragazzi di vita:

«E facce na cantata, Borgo Antì» … Borgo Antico si mise a sedere stringendo contro il torace i ginocchi, e cominciò a cantare in napoletano, tirando fuori una voce dieci volte più grossa di lui, tutto pieno di passione che pareva uno di trent’anni. Gli altri maschi che da un po’ non si facevano sentire, dietro le gobbe della scarpata, nel fango, vennero su intorno a lui a ascoltare. […] in tutto il fiume non si sentiva che quella voce».

Borgo antico è un’opera bellissima, che ha il fascino della ‘vecchiezza’, come quegli andati vicinati, ove ancora si sente l’odore delle cantine, dei carducciani mosti invecchiati, delle pietre affratellate nei muri, delle embrici amiche, proprio come nei vicoli di Castiglione Olona, specchio medievale della Lombardia. Nello stesso tempo, Borgo antico, per il suo richiamo al Pasolini, ci indica quella vivacità, quell’ebbrezza tipica delle sempre novelle generazioni: tutti passano attraverso lo Sturm und Drang dell’adolescenza. Vecchio e nuovo s’intrecciano sempre in nuovi orizzonti arroventati.

Lo notiamo in “Graphéin”: ove si appongono in successione regolare quattro quadranti, rappresentanti i diversi gradi della realtà. “Graphéin” è una scomposizione del reale in cubistici e macroscopici richiami conformati, che denotano sfumature di un color “terraneo”. “Graphéin è graffito, scultura e scrittura. La scrittura originaria è opera d’arte. La scrittura originaria è pittografica. I primi grandi intellettuali della storia sono artisti del primevo ‘poiein’. Come diceva il Vico: - C’è una logica poetica, “ un parlare fantastico per mezzo di riferimenti a sostanze animate, la maggior parte immaginate divine, una morale poetica, una politica, poetica, una fisica poetica.

Questa appartiene all’età originaria degli Dei. Così è l’arte.

“Spazi del quotidiano”, ad esempio, si dipana in una prospettiva ricavata da un triangolo basico, da cui partono linee verticali azzurre e nerastre. Lo spazio si ricava in questi interstizi geometrici, che sono di per sé paradossali, come nelle antinomie di Zenone d’Elea: se si ammettono due enti-spazi A e B, tra A e B si deve ammettere C e così all’infinito...

Biografia

Silvia Bottazzini nasce nel 1985. Vive a Castiglione Olona, perla medievale della provincia di Varese. Nel 2010 consegue il Diploma di 2º Livello in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. Nel 2011 vince il Primo Premio del XXVI Concorso di Pittura Contemporanea “Jacopino da Tradate”. Nello stesso anno è selezionata per la partecipazione al Premio Arti Visive San Fedele di Milano. Espone in diverse mostre personali e collettive, a livello nazionale e internazionale, tra le quali si segnalano quelle tenute presso l’Université “Jean Monnet” di Saint-Étienne (Francia, 2015), il Salone del Mobile di Milano (2014), il Museo Civico Branda Castiglioni, il Museo d’Arte Plastica e il Museo della Collegiata di Castiglione Olona (2012-2013), la Chiesa di San Rocco di Carnago (2013), Palazzo Frera di Tradate (2013; 2011), la Permanente di Milano (2010).


© Vincenzo Capodiferro

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