Alessandro Baricco – Oceano mare – a cura di Marcello Sgarbi
Alessandro Baricco – Oceano mare – (Edizioni Feltrinelli)
Collana: Universale Economica
Formato: Tascabile
EAN: 9788807883026
Alessandro Baricco non ha bisogno di presentazioni. Personalmente – e in tutta modestia – ne ho un parere un po' altalenante. In “Castelli di rabbia”, per esempio, non mi ha convinto. In “Oceano mare” – forse perché sono molto legato all’acqua – mi ha invece trascinato a capire di più. Perché quando l’ho terminato, il romanzo con cui Baricco si è confermato come uno dei più interessanti scrittori italiani, mi ha lasciato questa impressione: cercare di comprendere.
È chiaro che il mare, qui, è metafora dell’esistenza. E la locanda Almayer è il teatro dove, al limite con il surreale, si intrecciano le storie personali e le vicende dei protagonisti: è un luogo-non luogo. In realtà, l’incrocio di più destini.
Quello del professor Bartleboom, che cerca di stabilire dove finisce il mare. O del pittore Plasson, che per i suoi quadri usa solo l’acqua marina. O ancora della giovane Elisewin, che nel mare dovrebbe trovare la sua guarigione. Con uno stile caratterizzato da un continuo variare di registri, fino a sfiorare il poetico, in “Oceano mare” Baricco ci guida verso l’ignoto.
“Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. È un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti”.
“La vita si ascolta così come le onde del mare… Le onde montano… crescono... cambiano le cose… Poi, tutto torna come prima... ma non è più la stessa cosa...”.
“Chi l’avrebbe mai detto che baciando gli occhi di un uomo si possa vedere così lontano”.
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