25 marzo 2021

L’opera pittorica di Francesco De Marco A cura di Marco Salvario

 

L’opera pittorica di Francesco De Marco

A cura di Marco Salvario


Zone rosse e arancioni continuano a rendere le mostre e le gallerie d’arte di tutta Italia chimere irraggiungibili e dalle ali tarpate. Oggi ci siamo, domani saremo chiusi.

L’arte coraggiosamente non si ferma e spesso la sua vetrina diventa quella virtuale del mondo internet. Già in passato questo mi ha permesso di fare la conoscenza con le opere di pittori come Domenico Mingione e, in questi giorni, tramite “IL CLUB DEI PITTORI” su facebook, di Francesco De Marco.

Nato in Sicilia ma residente da tantissimo tempo in Veneto, De Marco è un artista che si divide tra la musica, si è diplomato in pianoforte presso il conservatorio di Caltanisetta, e la pittura. Nei suoi quadri riesce a riportare le stesse emozioni e la stessa perfezione che la musica richiede, un’accuratezza a volte maniacale che non abbandona nessun dettaglio, per quanto apparentemente minimo e secondario, fino a quando non ne ha raggiunto la totale padronanza.

Le sue opere possono essere visionate sul profilo facebook dell’artista dal quale, dopo avere ricevuto gentile autorizzazione, sono state estratte ridimensionandole, le illustrazioni dell’articolo. Sempre sullo stesso profilo, di cui consiglio caldamente la visita, nella sezione video è possibile apprezzare sia il De Marco pianista jazz, sia il De Marco pittore, filmato mentre dipinge.

Non è stato facile per me scegliere fra le molte opere esposte nella sua galleria virtuale, tutte intriganti e di ottima qualità, quindi le mie proposte non rappresentano una selezione effettuata esclusivamente sulla bellezza, quanto il tentativo di offrire al lettore una visione d’insieme, il più possibile completa.



L’autore divide le sue opere in sei cartelle. Io ne presenterò tre: Natura morta, Paesaggi e Ritratti.

Cominciamo dalle nature morte. Sono creazioni di estremo realismo e De Marco non ha timore di ispirarsi a capolavori come la “Canestra di frutta” del Caravaggio, seguendone fedeltà la composizione, ma sapendo renderla moderna, viva e vera. Il risultato è di un’esattezza che potrebbe far pensare alla fotografia ma che sa superare le immagini catturate dall’obiettivo perché De Marco ne indaga i dettagli e gli effetti visivi, rimodulandoli con il proprio sguardo attento e la propria sensibilità poetica.

Le mele, l’uva, le foglie, diventano curiosamente il simbolo di una perfezione della natura, anche quando sono segnate da qualche difetto, e le loro forme si esaltano nelle ombre, nei riflessi di luce e nei contrasti.



Se le nature morte impressionano per i colori vigorosi dei pastelli, i paesaggi sono disegnati perlopiù con le tinte tenui dell’acquarello e le sfumature della grafite. Se possiamo ritrovare una cura attenta al particolare, come nel ponte di pietra di Verona, altre volte le linee e le forme si perdono e attenuano, come nelle figure in controluce sulla spiaggia o in Casteltermini, rivelata sotto una nevicata, avvenimento inusuale in comune siciliano.

Le immagini sembrano perdersi in ricordi lontani, densi di rimpianto, malinconia, sogno.



La sezione dedicata alla ritrattistica è quella che presenta il maggior numero di lvori, più di centoventi. Una galleria di personaggi che comprende uomini e donne di ogni età, sconosciuti o famosi. Attori, attrici, cantanti, modelle, sportivi, gente comune.

Negli occhi del monello torbido e scanzonato, dalle unghie sporche e dal berrettino ribelle, vediamo riflesse altre persone, forse altri monelli, come raffinate miniature che la dicono lunga sulla cura del dettaglio che arriva a livelli quasi maniacali: osservate la precisione delle ciglia. Tale raffinata attenzione, non è mai inutile o ridondante, ma aumenta l’impatto dell’opera su chi la ammira. Una vera realtà arricchita, che emoziona e seduce.



Volti di uomini e donne ho scritto, soprattutto di donne giovani e sensuali. L’arte spesso è esaltazione del bello, dell’emozione, del desiderio e della tentazione. Sovente il filo torbido che mischia purezza ed erotismo, è l’acqua, elemento che per gli artisti è una sfida difficile da rendere, fermandone lo scorrere continuo nell’attimo eterno dell’immagine fissa, rendendo immobile il difficile gioco di effetti con le luci e, prova ancora più ardua, comunicando oltre la tela quella sensazione fisica sulla pelle che rinfresca, pulisce, purifica.

De Marco è un vero maestro nell’affrontare e vincere queste sfide e torna sul gioco delle acque più volte, in ogni occasione regalando effetti e risultati nuovi, sempre ugualmente validi.

Non raramente al grigio di grafite e carboncino, dà maggiore forza l’uso dei pastelli per rendere il rosso delle labbra e della lingua, oppure colori sempre rossastri evidenziano luci e riflessi.


Purtroppo contemplare un dipinto in internet è sempre un’esperienza non completa. La mia speranza è di avere presto, in un mondo dove la pandemia sia un ricordo, l’occasione per apprezzare le opere di Francesco De Marco in una mostra dove un’opera possa essere osservata come veramente merita, avvicinandosi, spostandosi lateralmente, studiandone la resa del colore e respirandone il profumo unico che l’arte emana.


2 commenti:

  1. Grazie per l'articolo molto interessante e ben fatto. Un rigraziamento particolare a Marco Salvario per la sua stima e sensibilità artistica.

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  2. Grazie a lei per il suo commento!
    Miriam Ballerini - Insubria critica

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