SE SCORRE IL SANGUE di Stephen King a cura di Miriam Ballerini
SE SCORRE IL SANGUE di
Stephen King
(Recita il detto: “Se
scorre il sangue, si vende”)
©
Mondadori 2020
ISBN 978-88-200-6913-1
Pag. 501 € 21,90
King è il mio scrittore
preferito, nonostante ciò, ho sufficiente onestà intellettuale per
ammettere quando, anche lui, ha fatto dei buchi nell'acqua.
Negli ultimi anni qualche
libro che non mi ha convinto, o che non mi è piaciuto del tutto, c'è
stato.
Non è il caso di questa
sua ultima fatica, dove ho ritrovato il King dei vecchi tempi: il
narratore, l'imbonitore di parole.
Se scorre il sangue
prende spunto da un detto
giornalistico, dove un articolo, laddove c'è violenza, fa notizia,
vende di più.
Il
libro è formato da quattro racconti lunghi, addentriamoci di pochi
passi in ognuno di loro: Il telefono del signor Harrigan,
una narrazione da brivido. Scritto in prima persona dal giovane
protagonista, racconta della sua amicizia e collaborazione col
vecchio Harrigan, fino alla sua morte, e oltre. Infatti, il ragazzo
gli mette nella bara il telefonino al quale il vecchio si era molto
dedicato negli ultimi tempi e scopre che questo funziona ancora.
La vita di Chuck,
dei quattro, è quello che mi è piaciuto di meno, anche perché ho
faticato a comprenderne un poco la cronologia. Anche se ha dei tratti
interessanti. Un giorno appaiono questi cartelloni dove vi si trova
scritto: “ 39 SPLENDIDI ANNI! GRAZIE, CHUCK!” Da quel momento si
viene catapultati nella vita di questo personaggio, in fasi e date
diverse.
Se scorre il sangue
l'ho amato. Anche perché ho
ritrovato una protagonista già apparsa nei romanzi della trilogia di
Mr. Mercedes: Holly Gibney, la
giovane detective. Chi segue King sa di cosa parlo, per chi non ne è
a conoscenza sono tre romanzi dove c'è uno strano omicida quale
protagonista. Insieme a lei ho ritrovato anche Jerome e la sorella
Barbara.
Dovete
sapere che, nei romanzi di King, ci si affeziona ad alcuni personaggi
e, quando li si ritrova, è un po' come organizzare una riunione di
famiglia e scoprire chi ha fatto cosa, cosa è accaduto a chi …
insomma, proprio come se fossero persone che vivono e seguitano nel
loro percorso. Come se non fossero figurine prigioniere di un foglio
di carta.
Holly
è stata protagonista anche di The Outsider, un
altro romanzo recente. E anche qui, in questo racconto, si trova ad
affrontare un altro Outsider, e riesce a riconoscerlo proprio perché
ha già avuto a che fare con queste forme di vita paranormali.
Outsider potremmo tradurlo come fuori dagli schemi, in realtà è
fuori dall'umanità. Sono creature che sanno modificare il loro
aspetto e che vivono per fare del male. Quello che ci viene
presentato qui fa il giornalista ed è sempre presente quando accade
qualche fatto di sangue, perché il suo nutrimento è la sofferenza
della gente.
Il
quarto e ultimo racconto Ratto è
abbastanza surreale, ma interessante dal punto di vista narrativo.
Narra di uno scrittore che sta uscendo da un vero e proprio
esaurimento dato dal famoso blocco dello scrittore. Gli arriva una
“genialata” e decide di lasciare la famiglia per almeno una
settimana, per dedicarsi alla sua idea. Raggiunge così un vecchio
capanno che era appartenuto al padre.
Qui
troverà un amico davvero insolito e sottoscriverà una sorta di
patto “faustiano”.
Il
libro è scritto in modo da catturare il lettore e di trascinarlo con
sé fino alla fine, sia che il racconto sia tranquillo, sia quando ci
si trova a correre su delle rapide.
Lo si
legge in fretta, si gode di ogni parola, di ogni scena.
In
fondo al libro troviamo, come sempre, la nota dell'autore, ovvero la
lettera che King dedica al suo Fedele Lettore e ai vari
collaboratori.
Ha
cercato di spiegare da dove sono sbucate le idee per questi racconti,
ma la realtà è che, lo sa lui e lo so io nel mio piccolo, perché
anche io scrivo e per esperienza personale so che così è; che le
idee arrivano e, spesso, non si sa da dove siano uscite.
La
fortuna, è che escano e che gli escano così maledettamente bene.
©
Miriam Ballerini
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