Tiziano Scarpa Occhi sulla graticola a cura di Marcello Sgarbi
Tiziano
Scarpa
Collana:
ET Scrittori
Pagine:
114
ISBN
9788806178734
Anche fra
i talenti dell’ultima generazione la lezione di Gadda è ancora
viva, se è vero come è vero che l’ingegnere viene citato perfino
da un caposcuola come Pennac, caro a
tutti gli scrittori più giovani. Tiziano Scarpa l’ha assimilata a
dovere, e fra le righe della
graticola si vede. Abile nel dipingere situazioni al limite della
probabilità, virtuoso e inventivo nella gestione della sintassi,
acuto quando legge nelle pieghe dell’anima, è
compreso da ogni cosa e nello stesso tempo riesce a esserne al di
fuori.
Osserva
da lontano la scena, con lo sguardo vivace di chi ha capito tutto ma non ha
bisogno di dirtelo: lo capisci da te.
“Il
distillato devitisiano, speziato e pungente (probabilmente a causa
delle origini abruzzesi di Giampaolo), si presenta assai più
diluito, acquoso e volatile; una volta esposto all’aria scolorisce
fino alla trasparenza vitrea per un’estrema suscettibilità agli
sbalzi di temperatura. Per contro, la lacryma Rumegotti non può
vantare un
bouquet altrettanto battente, si smaga in velati tendaggi olfattivi
di
marzapani imburrati e caldarroste fredde. Rastremato come una medusa
indispettita in fondo all’ex-vasetto di yogurt, il viscoso
pastriccio non cede di un lumen il
suo bianco squillante, color cumulonembo pannamontato all’orizzonte,
zucchero
sfilacciato nel cielo di luglio, di faccia al sole in un pomeriggio
adriatico”.
“L’autocompiacimento
è la cosa peggiore, ma solo quando sono io a compiacermi. Quando
sono gli altri che hanno il coraggio di autocompiacersi in pubblico, io
cado in adorazione. E li invidio. Non c’è niente di più
interessante dell’autocompiacimento degli altri”.
“Gli
‘Estratti’ manopoleschi raccolti qui di seguito te li ho
sbobinati e rimontati
col
taglia&incolla del Word sei punto zero. Una faticaccia, Alfredo
futuro.
Queste
chiacchiere vanno dunque immaginate in bocca a Tullio Parmesàn,
rasoiate dalle sue labbra sottili a bilama Gillette Blue II: il
labbro inferiore tira fuori la sillaba, il
labbro superiore la taglia alla radice”.
“Nel
frattempo molta acqua è passata dentro le tubature: dopo due anni
Tullio
le
ha mandato una cartolina leggera come un senso di colpa”.
(c) Marcello Sgarbi
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