David Grossman Che tu sia per me il coltello a cura di Marcello Sgarbi
David
Grossman
Che
tu sia per me il coltello
– (Mondadori)
Collana:
Oscar contemporanea
Pagine:
336
Formato:
Tascabile
ISBN
9788804588191
Fin
dal titolo, questo romanzo è un esplicito omaggio a un classico
della
letteratura del Novecento: Josef Kafka.
Perché
anche qui, come nella fitta e appassionata corrispondenza tra il
grande ceco e
la connazionale Milena - uno dei tre grandi amori vissuti da Kafka -
siamo di fronte a
un romanzo epistolare.
La
differenza è che, in questo caso, l’amore tra Yair e Myriam, i due
protagonisti,
non
è solo platonico.
È
un lungo racconto denso di romanticismo, passione, erotismo e sesso che
si snoda lungo l’arco di sei mesi raggiungendo un epilogo
drammatico.
L’intensità
dei sentimenti è il leit-motiv
della narrazione, ma tra le cose che
colpiscono c’è anche la scelta dell’autore: parlare di lettere in
un periodo (la prima edizione del libro è del 1998, di lì a poco
saremmo stati sommersi dall’ondata delle nuove tecnologie) in cui
la fine di una relazione può
essere affidata ad un’e-mail.
Scrivere
una lettera d’amore è un’altra cosa.
È
come andare al cinema o a teatro, come leggere un libro.
Si
dedica del tempo a qualcuno, con il piacere di scegliere una certa
carta, una
certa penna, una certa busta.
E
si scrive a mano: un’attitudine a cui ormai tutti noi, primati del
4.0, assuefatti
al “pollice opponibile” della digitazione, preferiamo il
messaggiare compulsivamente
sui nostri cellulari perché “non c’è tempo”.
Una
ragione in più per riprendercelo, allora, e dedicarlo alla lettura di
questo romanzo: forse scopriremo cose preziose che abbiamo perduto.
“Ho
tante età diverse quando ti scrivo”.
“Allora
lasciati andare, concediti senza freni, scrivimi, per esempio, in
un’altra lettera – una lettera di una sola frase – qual è la
prima cosa, il primo pensiero, la fiamma che
balena in te quando leggerai questa lettera (sì, sì! Ora! In questo
preciso momento. Scrivila, metti il foglio in una busta e mandamelo,
ancor prima della
lettera di risposta ‘ufficiale’)”.
“Mi
fa male la mano da tanto ho scritto. La persiana è chiusa e per un
attimo
posso
dimenticare se è giorno o notte. Non so cosa proverai leggendo
questa lettera. Penserai di aver fatto un gesto di carità. Di essere
stata per me come
un buco nella terra dentro il quale farmi urlare questo segreto.
Non
l’ho raccontato nemmeno a me stesso da allora”.
“Amore
è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me
stesso”.
(c) Marcello Sgarbi
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