Inciampo a cura di Miriam Ballerini
INCIAMPO
Giovedì
16 gennaio 2020 anche nel mio paese, Appiano Gentile, in provincia di
Como, è stata posizionata una pietra d'inciampo.
In
pratica è una targa che riporta il nome di un nostro concittadino
che ha operato contro il nazifascismo e che, per questo, ha pagato
con la propria vita.
Cherubino
Ferrario, al quale già è stata dedicata una via, pagò per aver
stampato dei volantini per i partigiani.
Mi
fa molto piacere che siano stati proprio i ragazzi delle scuole a
impegnarsi a raccogliere materiale e a scoprire chi fosse questo
signore e cosa gli fosse accaduto.
L'artista
Gunter Demnig ha posato personalmente la pietra d'inciampo, così
come sta facendo da anni in tutta Europa.
Cherubino
era padre di due ragazzi, era sposato e di lavoro faceva il tipografo
a Milano; inoltre suonava nella banda.
Ecco,
da questo ritratto vediamo che non era un eroe, non indossava nessun
mantello da superman, ma era un uomo comune. Ciò che di lui lo ha
fatto diventare un grande è stato il coraggio di opporsi al regime.
È
stato ucciso perché sapeva bene da che parte stare, aveva capito
quale fosse la parte giusta.
Ha
avuto il coraggio di opporsi.
Oggi
più che mai questi esempi vanno sottolineati, perché fin troppe
persone tacciano davanti a vari fenomeni, oppure non fanno nemmeno la
fatica di farsi un'opinione e di portarla avanti, lottando per le
proprie idee. Fin troppi omertosi lasciano andare come viene; a posto
loro, che importanza ha se viene coinvolto il negro di turno? O il
Rom? O il povero disgraziato? Finché non vengono toccati
personalmente, va tutto bene.
Ecco,
Cherubino, ancora oggi, ci ricorda che non va bene affatto. Che ci
sono state persone come lui che avevano tutta la vita davanti, ma che
volevano vivere in un mondo giusto, non in un mondo che andava bene
così.
©
Miriam Ballerini
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